DISCLAIMER Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara inoltre di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.

Parma, è fatta per Di Natale

Il Parma sta per tesserare Antonio Di Natale: l'attaccante della nazionale dovrebbe firmare a breve un contratto quadriennale da circa 1,3 milioni di euro all'anno. Come già anticipato da Sportsbook24.net, l'offerta del Parma all'Udinese per Di Natale è stata di quasi dieci milioni di euro: da definire ancora alcuni dettagli dell'operazione, c'è da capire se anche Domizzi e Dessena rientreranno nella trattativa per il fantasista bianconero. Nelle prossime 48 ore l'affare si chiuderà e il club di Ghirardi darà l'annuncio ufficiale, anche se la notizia già adesso ha tutti i crismi dell'ufficialità

Nedved vicinissimo al Bologna

La carriera di Pavel Nedved non è finita, anzi. Continuerà grazie all'intermediazione di Luciano Moggi.

Calciomercato.com è venuto a conoscenza di una trattativa molto serrata per portare, a Bologna, il giocatore ceco, ex Juventus e Lazio.

Una notizia clamorosa, ma che ha ragione di esistere soprattutto se si analizza lo stretto rapporto che esiste tra il giocatore ceco e l'ex dg della Juventus.

Domani, mercoledì, alle 11.30 ci sarà una conferenza stampa dei Menarini "per fare chiarezza". Che sia la volta buona anche per l'annuncio?

Milan, colpo Criscito

Prende forma il nuovo Milan targato Leonardo. Dopo l'ingaggio (avvenuto già mesi fa) di Thiago Silva, ecco ora un altro tassello importante per la difesa dei rossoneri: Mimmo Criscito.

La società di via Turati ha virato dritto sul centrale del Genoa, ritenuto un ottimo elemento anche in chiave futura. Come appreso da calciomercato.com, Galliani si è espressamente recato più volte in Svezia, dove l'Under 21 disputava l'Europeo di categoria, per parlare direttamente con il ragazzo.

CM

Ecco il nuovo pallone

Presentato ufficialmente il pallone che rimbalzerà sui campi di calcio di serie A e serie B per la stagione 2009/2010. Anche quest'anno, il fornitore unico sarà la Nike che si è garantita un bel introito e un enorme ritorno di immagine. Ecco le foto, in esclusiva per Tutto il Calcio che Conta

Il ritorno di Moggi

Antonio Conte in panchina e Luciano Moggi consulente ombra. Il Bologna rischia di risvegliarsi juventino. E' questa l'indiscrezione più insistente che circola intorno alla società felsinea negli ultimi giorni. La famiglia Menarini sembra intenzionata a defilarsi gradualmente dall'impegno. E avrebbe pensato a Big Luciano. A lui spetterebbe un ruolo ombra vista l'inibizione causata da Calciopoli (5 anni). E a Conte toccherebbe sostituire Papadopulo.

Il clun ha diffuso uno scarno comunicato nel quale si annunciano novità nei prossimi giorni. Ma nel quale non vi è nè conferma nè tantomeno smentita di questa voce. Un indizio in più. L'idea sarebbe quella di inserire Moggi nell'organigramma del Bologna in modo ufficioso. La sua squalifica rende impossibile qualsiasi altra strategia.
Già in questi giorni dovrebbe svolgersi un summit tra lui e la famiglia Menarini. Moggi porterebnbe con sè il fido Ceravolo che svolgerebbe le mansioni di direttore generale. Quello ufficiale. Logico quindi che Salvatori, il ds in carica, scenda di grado. E Papadopulo, di conseguenza, verrà liberato. L'uomo della salvezza è destinato a lasciare il posto - a quanto sembra - a Conte. In città sale la tensione. I tifosi, infatti, imputano proprio a Moggi la retrocessione in B del 2005.

Juve, ancora Xabi Alonso

Il Cda della Juventus ha deciso: Xabi Alonso è l'uomo giusto. L'identikit del centrocampista spagnolo del Liverpool è perfetto per la squadra di Ferrara. Adesso costa 25 milioni e si può arrivare a lui inserendo nella trattativa Poulsen. Il prezzo è lievitato durante la Confederations Cup e non sarà facile farlo calare. Ma la trattativa con i Reds di Benitez è ripresa da almeno quattro giorni.

L'idea del Cda bianconero è che basta ormai pocco per colmare il gap con l'Inter. Si è deciso, pertanto, di virare decisi sul centrocampista del Liverpool consci che su di lui c'è da tempo Perez e il suo Real Madrid. Ecco perché adesso c'è freddezza guardando a Udine, in direzione di D'Agostino.
Curioso notare che Xabi Alonso era sul taccuino di Secco e soci già nella scorsa estate. Sarebbe costato 'solo' 17 milioni. Le alternative rimaste sul tavolo - partendo dal presupposto che è tramontata quella del bianconero friulano - sono Mahamadou Diarra del Real e Ledesma della Lazio.

Lazio, guerra a Pandev

"Pandev stia calmo, altrimenti potrei anche costringerlo a passare un anno in panchina". Claudio Lotito esce allo scoperto ed alza la voce contro gli scontenti Pandev e De Silvestri. Al macedone, che da tempo ha fatto capire di voler andar via da Roma, il presidente della Lazio manda messaggi forti: "Inutile che insista a voler partire. Alla fine la società può anche decidere di tenerlo e non farlo giocare. Potremmo applicare la linea dura. Lui ed il suo procuratore pensano di minacciare con la scusa della scadenza del contratto, ma io lo inchiodo alla panchina dell'Olimpico per un anno! Noi inadempienti? No, il problema è che è stato contattato un anno fa da un'altra società che è pronta a garantire una commissione al procuratore...".

DE SILVESTRI TROVI UNA SQUADRA - A De Silvestri, che ha dichiarato di voler essere ceduto per giocare di più, Lotito riserva una tirata d'orecchie: "Le persone che hanno attaccamento si mettono in competizione, cercando di sovvertire le gerarchie. Purtroppo non è il suo caso. Quindi, benissimo.... Portasse una squadra che lo vuole comprare. Il giocatore vuole essere mandato a giocare da un'altra parte e, con tutto il rispetto, deve essere pagato il giusto. Il prezzo? Lo fa il mercato...". Sulle tracce del difensore romano ci sarebbe il Genoa, ma le trattative con Preziosi sembrano essersi arenate. Lotito, però, riapre il discorso. "Trovare un incontro è anche la mia volontà. Vedremo di studiare con il Genoa delle combinazioni che possano soddisfare le esigenze di tutti".

PRIMA VENDERE - Sul mercato in generale, Lotito conferma di voler prima pensare a sfoltire la rosa. "La Lazio non ha un problema economico, ma di organico", sottolinea. "Non possiamo comprare in alcuni ruoli che devono vedere ancora delle uscite: prima devono essere ceduti dei calciatori che hanno espresso la volontà di non far parte più della squadra. Noi non avevamo messo in preventivo queste operazioni, è stata una loro iniziativa priva di motivazioni valide. Ma non c'è problema, tutto manca, meno che i giocatori. Ce ne sono quanti ne volete, di tutte le parti del mondo. Quello che è certo è che la Lazio non vuole depauperare il proprio patrimonio".

Inter-Maicon: rottura

"Moratti ha detto che resterò all'Inter al 50%? Dovrei spaccare tutto...". Due settimane dopo il primo sfogo, Maicon torna ad alzare la voce e ai microfoni di Sport Mediaset è durissimo nei confronti del club nerazzurro. "Il mio futuro? Vediamo, non lo so. Io voglio rimanere, come ho già detto tante volte sono felice di giocare in nerazzurro, ma conosco il mio valore e se la società vorrà darmi un riconoscimento si potrà trovare un accordo".
Poi il difensore verdeoro taglia corto: "Adesso vado a San Paolo e poi a Belo Horizonte da mia moglie e i miei figli" ha aggiunto lasciando Johannesburg. "Sono troppo stanco, ho bisogno di andare in vacanza". Non prima, però, di rincarare la dose e ribadire il concetto: "Se la società ha notato le mie prestazioni anche alla Confederations Cup - ha detto il difensore dopo il trionfo con il suo Brasile - e vuole darmi un riconoscimento, io rimango volentieri all'Inter. Si può trovare un accordo, senza problemi".  Forse...

Le pagelle della Confederations Cup


Alla fine la notizia - purtroppo - siamo noi. Che il Brasile vinca la sua terza Confederations Cup, dopo 5 Mondiali e 8 Coppa America, è fin troppo scontato. Partendo dalla batosta presa dagli azzurri, andiamo quindi con le pagelle di South Africa 2009, grande prologo dei Mondiali 2010.

Italia 4 - L'Italia è arrivata fino a Johannesburg e Pretoria per seppellire i suoi vizi di squadra troppo presuntuosa e che troppo a lungo si è trascinata dietro l'etichetta di campione del mondo: noi sì che siamo la sorpresa. Ma negativa. Abbiamo perso due partite su tre e vinto a mala pena sugli Usa. Gli schiaffi del Brasile inoltre hanno fatto veramente male, aprendo un processo globale. Non siamo sicuri più di nulla, torniamo a casa che Buffon non è più ufficialmente il numero 1 al mondo, non ci fidiamo più dei nostri difensori, pensiamo seriamente che l'esperienza (eravamo la squadra più anziana di tutte e otto) non sia più un vantaggio, ci chiediamo perché prendiamo gol e non ne facciamo. Non siamo pienamente convinti dei giovani che ci sono dietro gli anziani: Rossi ha giocato una volta da titolare, Santon non si è visto mai. Forse questi schiaffi che abbiamo preso ci serviranno a qualcosa. Dipende tutto da Lippi e dalla sua reale volontà di cambiare. Abbiamo anche un po' snobbato questa Confederations Cup dicendo che portava pure male: il Brasile l'ha festeggiata come se avesse vinto quasi il Mondiale. South Africa 2010 per noi è un grande punto interrogativo.

Brasile 7,5 - Come dice il Cucciolo Dunga - che ha preso la Seleçao dopo lo scioglimento di quella di Parreira ai Mondiali in Germania - "il Brasile gioca sempre da favorito, gioca sempre per vincere e vuol vincere pure i mondiali del prossimo anno". Detto fatto, si porta a casa pure il prologo del Mondiale. Il voto massimo lo merita per come ha giocato con l'Italia, dopo la sua condizione è andata scendendo: ha superato il Sud Africa con un gol di Daniel Alves su punizione a tre minuti dalla fine, ha battuto gli Stati Uniti dopo aver però seriamente rischiato di perdere. Nel primo tempo della finale, così come contro il Sud Africa, si è vista una squadra abbastanza spenta ed affaticata. Lo stesso Kakà ha cominciato il torneo a mille all'ora poi è sceso un po' di condizione. Squadra che attacca, ma molto disciplinata: un gruppo di ferro agli ordini del sergente Dunga. La novità migliore Ramires, il leader Kakà. In 23 giorni il Brasile ha vinto 7 volte su 7: le due partite di qualificazioni mondiali, più tutte quelle della Confederations Cup. Si presenta ovviamente come grande favorito ai prossimi mondiali. E Dunga dopo la Coppa America 2007 è già al suo secondo successo: e fra un anno il terzo?
Spagna 6,5 - L'altra sorpresa, o meglio delusione, è la Spagna, campione d'Europa, che proprio qui in Sud Africa è venuta a interrompere la sua serie eccezionale di 35 partite senza sconfitte, ma che magari ne ha iniziata una nuova battendo il Sud Africa e finendo terza. Rimandata, non certo bocciata. E' una squadra molto divertente, ma che qualche difetto alla fine ce l'ha: ed è quello di aver già cominciato a pensare di essere un'Invicibile Armata. Ha sofferto una squadra come gli Stati Uniti che si sono chiusi e a quel punto Villa e Torres hanno perso fiducia e il fuoco del Barcellona si è spento. Per poco non fa il patatrac pure con il Sud Africa nella finale per il terzo posto. E' una squadra giovanissima e quindi forse un po' instabile.

Sud Africa 7 - La simpatia conta qualcosa e non è una squadra affatto scarsa, secondo il luogo comune delle nazionali africane che ridono ma alla fine si perdono. Il Sud Africa del catenacciaro Joel Santana - non propriamente uno dei tecnici brasiliani più rinomati - ha tenuto testa prima al Brasile - perdendo solo per una punizione a tre minuti dalla fine - e poi alla Spagna cui ha fatto pure due gol. Se l'arbitro ha negato alla Spagna pure un chiaro rigore per mani, vuol dire che la nazionale di casa suscita anche una certa soggezione. Le ali Tshabalala e Modise e il raffinato Pienaar dell'Everton sono giocatori di indubbio livello. Se qualche club italiano ci facesse un pensierino...

Usa 8 - Chiamiamoli pure i vincitori morali, perché nessuno come al solito aveva scommesso un dollaro sul soccer Usa. E invece il professore di educazione fisica Bob Bradley - uno dei più vincenti del calcio nordamericano - ha costruito una nazionale vera, con una sua identità. E con pochissimi (sei in tutto) che giocano nella Major Soccer League americana. La maggior parte dei titolari dal portiere Howard (fantastico nella finale col Brasile), ai difensori Demerit e Spector si sono fatti le ossa in Inghilterra. Non propriamente un calcio d'attacco ma comunque efficace, velocissimo nel contropiede. Gli Stati Uniti prima hanno fatto soffrire l'Italia, poi in semifinale hanno messo ko la Spagna e infine per poco non hanno fatto lo sgambetto della storia al Brasile. Speriamo che il boom del soccer non si spenga troppo presto, è veramente la novità più divertente e simpatica dell'anno premondiale.

Roma, Vucinic resta

«Mirko è contentissimo di rimanere a Roma, ha rinnovato il contratto da poco, lui è felice, la società è contenta, quindi ad oggi non ci sono i presupposti di vedere Vucinic lontano da Roma ». Parola di Alessandro Lucci. L'agente dell'attaccante montenegrino non ha notizie dell'interesse di club come Manchester United e Tottenham.

IL PROGETTO - «A me la società non ha mai detto niente, la Roma non mi ha mai comunicato niente, anzi, a me hanno detto che vogliono tenere tutti i pezzi importanti e Vucinic è uno di questi- ha spiegato a romanews.eu- Non saprei dire riguardo la cessione di Mirko, non so se siano voci o qualcosa di concreto, a me non ha contattato nessuno». «C'è interesse, soprattutto da parte di squadre della Premier League- ha concluso Lucci- ma a me non ha mai chiamato nessuno. La Roma ha un progetto competitivo ed importante, vuole tornare grande nel calcio italiano e nelle prime in Europa e non credo si priverà dei pezzi importanti».

Roma, ora la punta

Andriy Shevchenko, Julio Ricar­do Cruz, Klaas Ian Huntelaar. Uno ha mandato segnali, l’altro rappresenta una opportunità, il terzo oggi somiglia solo a un so­gno. La Roma cerca l’attaccante e sfoglia la margherita. Tre nomi, tre piste, tre strade diverse che portano tutte alla scelta di una punta con il vizio del gol. Sheva Pallone d’Oro ne ha fatte 238 in carriera, Cruz 111 e il più giovane, Huntelaar, già 164. Ognuno di questi rappresenta una ga­ranzia: chi per la sua storia (anche se l’ultimo anno del­l’ucraino al Milan è stato più ombre che luci), chi per la re­golarità dimostrata in carriera ( l’argentino sia negli anni di Bologna sia a Milano nel­l’Inter ha dato prova di grande af­fidabilità andando spesso in dop­pia cifra), chi per la sue grandi po­tenzialità (è innegabile che l’olan­dese le abbia, anche se gli 8 gol di Madrid chiamano un pronto ri­scatto).

PALLONE D’ORO -  ­Shevchenko ha mandato segnali espliciti alla Roma. « Verrei di corsa » . E da lì si è scatenato il tam tam. L’arrivo a Trigoria di Silvano Cotti, il fisioterapi­sta del giro azzurro, ex Chelsea, ma soprattutto collaboratore fida­tissimo di Sheva, ha amplificato il tutto e la voce è diventata una no­tizia. Sheva fisicamente è integro e ha solo bisogno di ritrovare gli stimoli per fare un anno ai suoi li­velli. Quelli che lo hanno portato a consacrarsi Pallone d’Oro nel 2004? Sono passate cinque stagio­ni ma l’attaccante ucraino si sen­te in grande forma. E dentro di sè ha la voglia di dimostrare che quello visto a San Siro nell’ultima stagione ( complici anche le in­comprensioni con Ancelotti) non era il vero Sheva. Per la Roma si ridurrebbe l’ingaggio. Ha un solo altro di contratto con il Chelsea.

EL JARDINERO - Doveva andare al Panathinaikos, ma ieri per il club greco ha firmato un contratto qua­driennale Djibril Cissè, che do­vrebbe essere l’acquisto più costo­so della storia greca ( 8 milioni, stando alle prima indiscrezioni non firmate della stampa locale). Adesso Julio Cruz ricomincerà a guardare in Italia. Alla Roma è sti­matissimo da sempre: sia nel­l’operazione Chivu che in quella che portò al passaggio di Amanti­no Mancini in nerazzurro, i diri­genti giallorossi, su indicazione dello staff tecnico, provarono a portare a Roma l’ariete argentino. E’ stato accostato al Napoli, al Pa­lermo, al Parma. Il mancato tra­sferimento in Grecia era stato an­ticipato pochi giorni fa dal suo ma­nager, Jorge Cyterzspiler. « Cruz non andrà in Grecia a giocare. Questa è l'unica certezza. Si ria­prono le piste italiane e ci sono tre club di A molto interessati a Cruz. Verificheremo nei prossimi giorni». La Roma seguirà questi sviluppi con grande attenzione.

IL SOGNO - Klaas Jan Huntelaar in questo momento rappresenta un sogno. Ma è un gran bel sogno. Non resterà al Real che sei mesi fa lo aveva pagato 20 milioni dal­l’Ajax: Il suo nome rientra nella grande epurazione degli olandesi in atto con il ritorno di Perez. Si sa che i rapporti tra la Roma e Real sono ottimi, il consulente e amico del presidente madridista, Erne­sto Bronzetti, ha seguito da vicino le ultime operazioni sull’asse Ro­ma- Madrid (Cicinho e Baptista le più recenti). Insomma si può ben dire che andando avanti con il tempo, se tra un mese Huntelaar fosse ancora a Madrid, è ipotizza­bile che la Roma possa andarlo a chiedere in prestito. E potrebbero anche essere maturate, a quel punto, le condizioni per mettersi a parlarne. Come ancora più un sogno dovrebbe essere Roman Anatolevich Pavlyuchenko, che pure piace a Trigoria, ma per il quale il Tottenham chiede almeno 15 milioni.

Che Napoli!

L’onda verde che muove dal San Paolo è un concentrato di talento, fantasia, genio e sregolatezza che a ra­gione scatena curiosità e comprensibil­mente induce ad allarmarsi: la meglio gioventù vestita d’azzurro è la sintesi d’un progetto che guarda lontano e che opziona un decennio dal basso della sua invidiabile età. Il Napoli che si lancia nel futuro è una baby- band che pro­mette emozioni forti per palati fini e la voglia matta di consegnarsi a questi ra­gazzi della via Pal garantisce continui­tà almeno sino al 2015 o su di lì. Piac­cia o no, i numeri hanno un’anima e infilandosi tra le pieghe dei certificati di nascita si svela la strate­gia a lunga gittata scelta da De Laurentiis, Marino e Donadoni per dar sfogo all’Idea: Morgan De San­ctis, il portiere del penta­partito dei rinforzi, farà fatica a sentirsi vecchio, ma i suoi 32 anni faranno rabbrividire Luigi Vitale, ventiduenne, e per tre mesi - rispetto ad Hamsik - il più giovane di que­st’ancora ipotetico forma­zione. La beatà gioventù è indiscutibile e il Napoli si lustra gli occhi e dà profitto anche alle scelte del passato, appena appena roso­late dal finale dell’ultima stagione: Gargano, che già pare un veterano, ne ha appena 25; Lavezzi, ch’è una star ­seppur bizzosa - è appena approdato al­le ventiquattro primavere, che profu­mano assai. Undici uomini che messi assieme sommano 277 anni e media di 25,18 da strappare la viva ammirazio­ne: il Napoli ha scelto di seguire il suo corso, di strutturarsi assumendo quali­tà tecnica ma senza appesantirsi ana­graficamente e dentro allora Quaglia­rella con i suoi 26 anni i suoi 68 gol da professionista, e regia a Cigarini 23 an­ni da professore e leader dell’Under di Casiraghi, e fascia destra a Zuniga, 23 anni e spavalderia. L’eccezione per confermar la regola si chiama Campa­gnaro, 29 anni e muscoli d’acciaio, un mastino per scuotere Santacroce, un po’ di saggezza per gestire tanta sfrena­ta esuberanza. Largo ai giovani, però....

LE TENTAZIONI - La calma, avendo prov­veduto ad allestire l’organico, è virtù per diventare forti, e il Napoli se la prenderà con calma, per cercare il bomber. Aspettare Pandev è un’idea, potrebbe aiutare a freddare i bollenti spiriti di Lotito; intanto, a margine, sondaggi per Obinna con l’Inter e con Ghezzi, procuratore di Cruz. Poi, De Ceglie: che potrà decidere senza fretta, ma dovrà farlo pur senza troppi indugi.

I SALUTI -  Zalayeta è az­zurro tenebre: compro­prietà rinnovata con la Juventus, però con l’ac­cordo di favorirne la ces­sione e poi dividere la cassa. A Delgado, procu­ratore del panterone, hanno telefonato dalla Spagna, dalla Germania e dagli Emirati Arabi, i più seducenti - per ovvi moti­vi - della terna. Il rinno­vamento a tutto campo non risparmia nessuno, manco German Denis, che a un anno dall’arrivo a Napoli ha già avuto sentore dell’aria che tira: per lui, offerte olandesi e, so­prattutto, quella dei russi del Rubin Kazan.

IL RE - L’orgoglio di Castellammare è in quelle quattro righe incise sulla tar­ga, che alle 18,30 di oggi, a palazzo di città, il sindaco Salvatore Vozza conse­gnerà al suo bomber: «A Fabio Quaglia­rella, esempio di dedizione e impegno per quei giovani che si avvicinano alla pratica sportiva, atleta stabiese ai ver­tici del calcio italiano, che saprà rega­lare ancora numerose soddisfazioni ai tantissimi tifosi e ai suoi concittadini» . Per il principe del gol, un’accoglienza da re.

Mandate Lippi

Il 21 giugno è sempre un giorno nero per il calcio italiano. Nel 1970, il Brasile ha travolto per 4-1 gli azzurri nella finale del campionato del mondo . Nel 2008, la Spagna ci ha eliminato ai calci di rigore nei quarti di finale del campionato europeo. Nel 2009, ancora il Brasile ci ha umiliato nella Confederations Cup. Ma se, in Messico, l'Italia era andata in campo stremata dopo il 4-3 alla Germania e se, l'anno scorso, gli iberici si sono imposti soltanto dagli undici metri, in Sudafrica la batosta è stata terrificante. Porta in calce la firma di Marcello Lippi, che per la terza volta consecutiva ha sbagliato squadra, ha sbagliato tutto; a latere brillano gli autografi di Fabio Cannavaro, Giorgio Chiellini, Mauro German Camoranesi, Luca Toni, i peggiori in campo di una formazione senza capo né coda, alla quale non è bastata nemmeno la clamorosa vittoria degli Stati Uniti sull'Egitto per entrare in semifinale.
Grazie a Dio, almeno un nuovo strazio ci è stato risparmiato perché la Spagna ci avrebbe fatto a pezzi come ci ha fatto a pezzi il Brasile. E pensare che, un anno fa, Abete ha cacciato Donadoni per riprendere Lippi che dal Brasile è stato sconfitto per due volte in quattro mesi prendendo cinque gol, che è diventato il primo ct ad essere battuto da una squadra africana, che in Sudafrica ha schierato una squadra vecchia, bolsa e demotivata, spazzata via con tutte le sue contraddizioni: 1 vittoria, 2 sconfitte consecutive, 3 gol segnati, 5 subiti.
Punto n.1: è auspicabile, per la Juve, che non sia stato Lippi a consigliarle il reingaggio di Cannavaro: lui e Chiellini insieme al centro della difesa sono una garanzia. Per gli avversari. E Cannavaro ha pure sciaguratamente eguagliato il record di presenze in Nazionale di Paolo Maldini: ha raggiunto quota 126, speriamo non arrivi a 127.
Punto n.2: Camoranesi non sta in piedi, eppure Lippi l'ha tenuto in campo per tutta la partita, manco fosse Kakà.
Punto n.3: Toni è scomparso da un anno, lo cercano anche in Germania, non segna e non corre manco se lo spingono: eppure Lippi l'ha ripresentato anche contro il Brasile, salvo toglierlo nella ripresa per manifesta disperazione.
Punto n.4: quest'Italia parte sempre male, va naturalmente subito sotto e ci mette sempre un tempo per capire che bisogna cambiare. Senza riuscirci (Egitto e Brasile docent: e vogliamo parlare dei 3 gol presi dalla Nuova Zelanda, dicasi Nuova Zelanda?). Punto n.4: dopo l'Egitto, Lippi aveva nervosamente fatto notare di avere portato dodici nomi nuovi in Sudafrica. E perché caspita non li ha fatti giocare i nuovi? Perché li ha usati con il contagocce? Perché ha tenuto Santon sempre in panchina? Perché ha insistito con gli Eroi di Berlino che sono cotti?
Punto n.5: a questa Nazionale serve come il pane uno come Cassano, perché Lippi non lo chiama mai?
Punto n.6: perché Rossi, l'attaccante più in forma, non ha il diritto di essere titolare? Ma lo sa Lippi che nessuna delle punte da lui schierate all'inizio nella Confederations Cup non ha segnato lo straccio di un gol in tre partite?
Punto n.7: dopo l'indecente prova con l'Egitto, il ct e gli azzurri si sono offesi perché l'Italia è stata chiamata una squadra di mummie. Avevano ragione: contro il Brasile le mummie sono sparite. Abbiamo visto in azione i dinosauri che almeno si sono estinti. I campioni del mondo no. Il conservatorismo e la supponenza di chi li guida li ha esposti a una resa ingloriosa.
Punto n.8: adesso Lippi è un tecnico in un vicolo cieco. L'Italia non batte il Brasile da ventisette anni, ma, con questo tecnico potrebbe rigiocare altre 40 volte contro i sudamericani e le perderebbe tutte e quaranta. Bisognerebbe cambiarlo subito questo ct che dopo l'obbrobrio con il Brasile non ha nemmeno chiesto scusa per il disastro, ha detto che bisogna stare calmi, che bisogna piantarla di chiedere spazio per i giovani ed è stato pure indisponente con il malcapitato cronista Rai che l'intervistava. Purtroppo, Ancelotti, il sostituto ideale di Lippi, è andato al Chelsea. Un anno fa, Donadoni era stato scaricato come un pacco postale. Oggi, qualcuno dovrebbe chiedergli scusa. Si chiama Giancarlo Abete.

Juve, salta D'Agostino?

Il presidente Cobolli Gigli in mattinata aveva espresso fiducia assoluta sulla conclusione della trattativa con l'Udinese per portare alla Juventus Gaetano D'Agostino. Invece la situazione si complica: l'incontro tra gli emissari delle due società, che avrebbe dovuto accelerare il passaggio, si è chiuso con un nulla di fatto. I club ne parleranno, ma altre squadre - Milan su tutte - possano farsi sotto.
Troppo grande la distanza tra la domanda dell'Udinese, 20 milioni di euro scesi poi a 18, e l'offerta della Juve, 14 milioni, più Paolucci o De Ceglie. La Juve a questo punto potrebbe scegliere altre piste per il centrocampo: una porta a Diarra del Real Madrid, ma c'è anche chi parla di un interessamento per il laziale Ledesma.

D'AGOSTINO SPERA ANCORA - "Venerdì il mio procuratore sarà a Milano - fa sapere il giocatore dai microfoni di Sky -. Onestamente non ho voluto sapere se la frenata sulla trattativa è stato un problema di soldi o contropartite, non mi interessa. Ho un accordo con Pozzo e quindi so che alla fine rispetteremo gli accordi. Sacrifici economico? Se dovessi andare alla Juve poi parlerò con loro, non è il momento. C'è stato un altro piccolo stand by nella trattativa ma valuteremo tutto nei prossimi giorni. Pozzo è una persona eccezionale, pochi imprenditori sono come lui, uomo di grande spessore. Il nostro accordo è che mi ha detto e consigliato che arrivato a questo livello è giusto che vada in una grande squadra e mi ha promesso che andrò in un grande club. Si metteranno d'accordo le società, ho voglia di esprimermi a grandi livelli e credo che sia arrivato il momento. L'attesa più si prolunga più la vivo con ansia ma aspetto il momento decisivo. Sono in vacanza con la mia famiglia, si tratta della mia carriera, un salto importante, un po' di fermento c'è, un'ansia normale per noi calciatori. Milan? Da piccolo sono sempre stato tifoso della Juve, è il club che mi cerca fortemente e sono felicissimo. Se arriva il Milan come si fa a dire di no? Ma sono una persona onesta e un professionista ed è ovvio che preferirei la Juve".

Fiorentina su Taddei

«Ai viola piace, ma anche la Roma lo considera un giocatore importante. Di certo con la situazione che vive la società giallorossa, non è una trattativa che si possa sbloccare adesso». Alessandro Lucci, agente di Rodrigo Taddei, svela alcune indiscrezioni di mercato che riguardano il centrocampista della Roma ma anche Andrea Esposito, difensore del Lecce, entrambi nel mirino della Fiorentina. «Su Esposito c'è anche la Roma, ma al momento non c'è niente di definitivo - dice Lucci a Radio Blu - Il Lecce vorrebbe 7 milioni ma è una cifra su cui si può lavorare, quel che conta è che ci sia però un interesse concreto. In comproprietà? Perchè no, non dev'essere per forza una cessione definitiva».

De Sancits: Genoa

«Mi risulta che il Napoli abbia proposto una comproprietà di due milioni di euro». Vincenzo Rispoli, uno degli agenti di Rubinho, parlando a Radio Kiss Kiss fa il punto sul futuro del portiere, che non ha trovato un accordo col Genoa sul prolungamento del contratto e ora deve guardare altrove. «Rubinho voleva rimanere al Genoa, ci siamo attivati e adesso deve decidere- dice- Purtroppo la trattativa che ha portato avanti direttamente lui non ha dato buoni frutti. È più orientato a giocare all'estero piuttosto che rimanere in Italia. Tuttavia, ci sono due società italiane interessate a lui: il Napoli e un altro club. Rubinho ha un contratto che scade nel 2010 ed il Genoa non potrà fare una richiesta esagerata».

LA CANDIDATURA - «Con il Napoli ci sono stati dei contatti, particolarmente in questi ultimi giorni, ma non è corretto parlare di trattativa già fatta». Lo ha affermato Federico Pastorello, agente di Morgan De Sanctis. «Si sta lavorando- dice a Radio Kiss Kiss Napoli- ma non c'è nessun tipo di offerta scritta sul tavolo. La volontà di Morgan di rientrare in Italia esiste e lui considera Napoli una piazza di primo livello. Ma bisognerà vedere se il club partenopeo considererà effettivamente Morgan la sua prima scelta, ed è una cosa che scopriremo a breve».

Scoppia il caso Pato

Problema: Pato chiede garanzie per restare al Milan.
Attenti, c'è il Chelsea dietro ai dubbi del Papero. Ancelotti lo vuole portare a Londra.
Lui pretende una maglia da titolare, chiede un ingaggio da campione dopo l'investitura a erede di Kakà e punta ad inserire nel contratto una clausola di rescissione.

Pirlo prepara l'addio: "Devo parlare con la società. Ho sentito Ancelotti, non ho preclusioni per l'estero".
Dzeko: "Tutti sanno che voglio andare al Milan". Il centravanti bosniaco parlerà sabato con i dirigenti del Wolfsburg, spera di essere a Milanello già al raduno del 6 luglio.
Intanto si offre il bomber brasiliano Luis Fabiano: "Il Milan ha bisogno di uno come me". Anche il connazionale André Santos chiama Leonardo. E Fabregas: "Mi piacciono i rossoneri".
(Gazzetta dello Sport)

Manovre juventine

Patto per Giuseppe Rossi.

La Juve lo vuole subito (se parte Trezeguet) oppure tra un anno nel 2010. Si va verso questa intesa con l'attaccante e con il Villarreal.
Tramonta l'ipotesi Acquafresca.
Il Napoli fissa il prezzo per Santacroce: 6 milioni di euro.
Criscito resta al Genoa per 5,5 milioni.
Sampdoria e Fiorentina (arriva Drenthe e spunta Pozzi dell'Empoli) si sfidano per Marchionni.
Grosso chiama i bianconeri, ma può arrivare solo a costo zero.
Follie turche per Poulsen: il Fenerbahce gli offre 4 milioni d'ingaggio.
Comproprietà: Cuneaz rimane a Mantova, Rizza e Volpe a Livorno.
(Tuttosport)
In attesa del vertice decisivo di venerdì, il regista dell'Udinese esce allo scoperto.
D'Agostino: "Juve sbrigati!".
"Si parla tanto del mio trasferimento... Io ho detto tutto, adesso tocca a loro. Diarra e Ledesma? Scusate, ma non li temo".
"Pozzo sa cosa voglio e mi ha promesso una grande squadra, mi fido di lui e gli sono grato".
Il giocatore vorrebbe sapere il suo futuro entro le prossime 48 ore.
(Corriere dello Sport)

Il Chelsea fa spesa

Carlo Ancelotti è rimasto talmente attaccato a Milano, che se ne vuole portare un pezzo a Londra. Pronto un mega shopping secondo la stampa inglese. Oltre a Pirlo, il tecnico emiliano punta forte per il Chelsea su Pato e Maicon. Secondo il Daily Star, Abramovich è pronto a presentare un'offerta di 30 milioni di sterline (circa 35 milioni di euro), più il cartellino di Didier Drogba (sul quale c'è anche l'Inter), per avere Pato. L'altra notizia la riporta il quotidiano The Sun: secondo la fonte, Chelsea pronto ad offrire 25 milioni di sterline (circa 30 milioni di euro) per Maicon, per il quale si apre un duello con il Real Madrid. Ma vicende Maicon, Pato e Pirlo a parte, ci sono altre trattative che in queste ore stanno appassionando il mercato. Nonostante i soldi da spendere in Italia non siano molti, si cerca di sostituire l'assenza di denaro con la fantasia.

LUIS FABIANO ALTERNATIVO A DZEKO - Al Milan si continua a cercare l'attaccante. Dzeko rimane l'obiettivo principale (il giocatore a breve incontrerà i suoi dirigenti del Wolfsburg), Adebayor non può che essere qualcosa in più di un' alternativa, mentre l'ultimo nome uscito è quello di Luis Fabiano, giustiziere dell' Italia in Confederations Cup: "Sarebbe bellissimo giocare con una squadra come il Milan - ha confessato il brasiliano - il calcio italiano è sempre attraente, ma non so nulla. L' unica cosa certa è che ho un contratto con il Siviglia fino al 2011". Mentre la sua valutazione è arrivata a 20 milioni di euro. Il Milan, inoltre, continua a trattare con il Porto Aly Cissokho. Dopo un congelamento dell' operazione, le parti sono ora più vicine: accantonati i 15 milioni di euro iniziali, l' accordo sarà molto probabilmente sulla base di 3 milioni di euro per il prestito più un impegno a pagare nelle stagioni successive i restanti 12 milioni. Ma solo se il calciatore giocherà almeno il 50% delle partite.

JUVE, COLPO... GROSSO? - Juventus ancora alla ricerca di un terzino sinistro. Pasqual rimane sempre una possibilità, Dossena si sta lentamente defilando, mentre Fabio Grosso si dichiara molto felice di un possibile trasferimento in bianconero. Appena atterrato a Fiumicino, il giocatore ha detto ai microfoni di Sky: "La Juve è una grande squadra" e parlando del suo interessamento risponde che "fa piacere a tutti". Intanto nei prossimi giorni ci saranno novità per il trasferimento a Torino di D'Agostino. Mentre Olof Mellberg è ufficialmente un giocatore dell' Olympiacos. La Juventus lo ha ceduto ai greci per 2,5 milioni pagabili in due rate.

INTER ALLA PORTOGHESE - L' Inter, oltre a Deco, continua a lavorare su Carvalho e sogna Drogba, in caso di cessione di Ibrahimovic. Jimenez sempre più vicino al West Ham. La Fiorentina avrebbe rifiutato un'offerta del Siviglia di 8,5 milioni di euro per prendere Zdravko Kuzmanovic (22). Lo rivela il periodico "Estadio Deportivo", secondo cui il club viola sarebbe disposto a cedere Kuzmanovic, ma solo per almeno 15 milioni.

PANDEV, E' DIFFICILE - Del mercato del Napoli parla il dg Marino, che spera sempre di arrivare allo juventino De Ceglie: "Pandev? Credo che l' operazione sia difficile, se non impossibile. Conoscendo il presidente De Laurentiis, per come si è espresso, Pandev è un affare complicato". Su Cassano: "Le parole del presidente dicono tutto, lui dice sempre la verità, ne ha elencato pregi e difetti, io dico che anche per Cassano non c'è la possibilità che venga a Napoli".

PEPE NON PARLA TEDESCO - L' attaccante dell'Udinese e della Nazionale, Simone Pepe, chiude le porte al Wolfsburg, ma non a un suo eventuale trasferimento in un altro club italiano. "Preferirei restare in Italia - risponde Pepe - La Roma? Ho sentito qualcosa ma non c'è ancora nulla di concreto".
Domani intanto sarà il giorno di Robert Acquafresca. L'attaccante renderà nota la squadra nella quale giocherà il prossimo anno. La conferma arriva direttamente dall' agente del giocatore, Paolo Fabbri: "Ho chiesto al giocatore di sciogliere le proprie riserve entro domani, perché ritengo giusto non tenere ancora bloccate le pretendenti, il cui cerchio si è ristretto ad Atalanta e Parma".

NAKAMURA E MALOUDA - L' ex reggino Nakamura ha firmato un biennale con l'Espanyol, mentre Florent Malouda, accostato più volte a squadre italiane, tra cui il Milan, ha rinnovato con il Chelsea: "Ho trovato un accordo con il club per prolungare il mio contratto di altri due anni, fino al 2013. Quindi resto al Chelsea, dove adesso mi restano altri quattro anni di contratto".

Napoli, le prossime mosse

Il mercato entra nel vivo e prima di intrufolarsi nella disfida della comproprietà, s’annunciano novità. Pierpaolo Marino è a Milano e ed ha fatto chiarezza su quelli che sono gli sviluppi delle varie trattative, concedendosi ai microfoni di Radio Marte. Mercato a trecentosessanta gradi, parlando di chi c’è e di chi non c’è.
 
QUAGLIARELLA - Punto primo, la napoletanità e un elogio di Quagliarella: «Criscito, Palladino ed altri giocatori napoletani dicono di amare il Napoli, ma devo dire che solo Fabio Quagliarella è stato davvero determinato nel venire a Napoli. Ha rifiutato grandi squadre tra cui la Juventus ed è venuto a Napoli scegliando di rientrare con il suo ingaggio nei nostri canoni societari».

GRATITUDINE - Punto secondo: la gratitudine, la riconoscenza, sfila in secondo piano: «So che i tifosi sono legati ai giocatori che ci hanno portato in Europa dalla serie C ma adesso bisogna pensare al futuro, già siamo stati abbastanza riconoscenti con loro».

NILMAR - Punto terzo: Nilmar. «Lo abbiamo trattato lo scorso anno ma il suo prezzo era inaccessibile. Oggi non rientra nei nostri piani».

PORTIERE - Punto quarto: il portiere. «Rubinho non credo sia sul mercato. Noi prenderemo un portiere subito e poi facendo spazio con una cessione ne prenderemo un altro in seguito, abbiamo a disposizione ancora due mesi di calciomercato. Per adesso il nostro unico acquisto ufficiale è Quagliarella, Campagnaro è ancora in argentina e Cigarini sta giocando l'Europeo. De Ceglie è ancora un giocatore della Juve, abbiamo solo un accordo sulla parola con i bianconeri, che nel caso di cessione lo daranno a noi».

COMPROPRIETÀ - Punto cinque: le comproprietà: «Con Siena e Juve non ci saranno problemi per le comproprietà, saranno risolte senza ricorrere alle buste».

CESSIONI - Punto sei: le cessioni: «Mi preoccupano gli elementi in esubero: con i loro procuratori bisogna cercare sistemazioni adeguate».

CAMPAGNARO - Punto sette: Campagnaro. «La trattativa tra Mannini e la Samp è a buon punto: Mannini non esce del tutto dal Napoli».

ZUNIGA - Punto otto: Zuniga: «Maggio non ci dà garanzie fisiche perchè viene da un brutto infortunio e Zuniga è un'ottima alternativa».

DENIS - Punto nove: Denis: «Se si chiedono nuovi attaccanti, potrebbe partire».

DATOLO - Punto dieci: Datolo. «Lui invece resta con noi».

Tags

Contattami

Name:
Email Address:

Free email forms