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Inter, ancora tre acquisti



Il mercato dell'Inter nelle ultime ore è a dir poco incandescente e sono diversi i nomi sul taccuino degli uomini che si muovono per conto di Massimo Moratti. In difesa il nome nuovo è quello di Ebouè, esterno destro dell'Arsenal in scadenza di contratto. L'ivoriano ha dichiarato di voler lasciare l'Inghilterra e in caso di partenza di Maicon l'Inter sarebbe in pole position. Proprio di Maicon ha parlato Caliendo, il suo procuratore. Per ora lui non si muove dall'Inter, ma l'agente ha fatto intendere che sono quanto mai vive le ipotesi Manchester United e Real Madrid. Le offerte non sarebbero solo invenzioni giornalistiche, al contrario di quelle per Zlatan Ibrahimovic, sempre meno o forse mai stato corteggiato dalle grandi d'Europa. A centrocampo si pensa a Ederson, centrocampista brasiliano in forza al Lione. Al tecnico dei francesi piacciono e molto Vieira e Mancini indicati come eventuali contropartite tecniche per arrivare al giocatore. Posto che le trattative per Deco e Carvalho come ammesso dallo stesso Moratti sono in fase avanzata, i nerazzurri possono pensare anche ad un altro difensore centrale. Nicolas Otamendi del Velez, giovane promettente, pronto a rinfoltire la colonia argentina dell'Inter.

Moratti: "L'Inter vende!"

,"L'Inter non preme per vendere i suoi giocatori, ma per la situazione che vive il calcio qualcuno partirà". Lo ha detto oggi il presidente dell'Inter, Massimo Moratti confermando una via d'austerity anche per il disastrato bilancio del club nerazzurro col suo azionista costretto a ripianare per decine di milioni a stagione. "Credo che si possa andare avanti così, almeno che non ci sia qualche situazione che ci permetta di fare una buona cosa per noi o per alcuni giocatori -ha detto a Inter Channel Moratti-. È chiaro che in una situazione economica generale come quella attuale, è anche necessario vendere, ma non sto spingendo in una direzione o nell’altra. Vediamo quello che capita dal mercato, cerchiamo di fare una squadra forte anche l’anno prossimo visto che i nostri obiettivi non cambiano".

Mou stravince su Moratti

Da "Lo Monaco chi? Io conosco monaco di Tibet, Gran Premio di Monaco, Principato di Monaco" a "Barnetta" al posto di Beretta, per arrivare alla "Prostituzione intelletuale" fino a "zero titoli" e "Resto al 99.9%, anzi al 99.99%". Tutto questo è Josè Mourinho che in pochi mesi ha vinto una supercoppa italiana, uno scudetto fino a diventare il faro dell'Inter oscurando a tratti la figura del presidente Massimo Moratti.

Un'affaire che al numero uno nerazzurro non piace fino in fondo. Lui, che è stato negli ultimi anni, dopo la scomparsa di Giacinto Facchetti, il vero comunicatore dell'Inter, sempre pronto a farsi intervistare dalla stampa, deve fare i conti con Mou. Risultati a favore o contro nulla importava. Sotto gli uffici milanesi della Saras all'appuntamento del lunedì non mancava mai. Ma in questi mesi qualcosa sta cambiando. Ora c'è lui, Josè Mourinho.

Il tecnico che l'Inter ha voluto fortemente per il dopo Mancini e che mette, forse troppo spesso, in secondo piano il maggior azionista del club di corso Vittorio Emanuele. Così come le vittorie dell'Inter.

Mourinho si sente star e da tale si comporta. Tutto calcolato con grande furbizia e colpi ad effetto grazie alla sua invidiabile dialettica. Una delle ultime conferme è che dopo la vittoria del 17mo titolo l'opinione pubblica e i media hanno parlato più del possibile addio di Mourinho che del quarto titolo consecutivo che porta l'Inter a pari merito del Milan quanto a scudetti vinti.

Un addio studiato a tavolino che ha avuto l'effetto che Mourinho voleva: il rinnovo e più potere. A questo è agganciata l'ultima conferma che Mou ormai è il vero faro dell'Inter. Infatti, l'irritazione mostrata anche davanti alle telecamere da Moratti è stata ofuscata dall'ufficializzazione del rinnovo fino al 2012 dello Speciale One.

Fino a quando continueranno ad amarsi Mourinho e Moratti nel caso la prossima stagione l'Inter dovesse uscire di nuovo dalla Champions League?

Fonte calciomercato.com

Mou, Ibra e il Real


Quello del cronista è un mestieraccio, nel senso che per deformazione professionale si è portati a considerare scenari diversi. A voler pensar male, dietro la pista Real per Mourinho, forse non c'è l'idea di lasciare l'Inter ma quella di trasformarla.
Riflettete un attimo: quante volte Mourinho si è lamentato di di un'Inter ereditata da Mancini per giustificare certe carenze nella personalità a livello europeo?
Ora, forte di un campionato vinto in carrozza, Mourinho punta dritto all'Europa e non vuole perdere tempo. Le sirene spagnole sono lo strumento per convincere Moratti a grandi esposizioni finanziarie per 'mourinhizzare' l'Inter. Lo Special One è tutt'altro che stupido e sa che la cantonata presa con Quaresma ha tolto forza alle sue indicazioni di mercato presso Moratti, ma un terzo della rosa attuale non gli piace e vuole spazzarla via. Poi, a voler pensare proprio male, anche gli ultimi atteggiamenti di Ibrahimovic sembrano dargli una mano. Moratti insiste per un mercato morigerato ma intanto ha già preso Milito, Thiago Motta e Arnautovic, e tratta D'Agostino.
Mourinho vorrebbe aggiungere pure Obi Mikel, Deco, Drogba e Carvalho. Investimenti pesantissimi, a cui Moratti non era preparato. Certo, dovesse spuntarla lo Special One, per i tifosi nerazzurri sarebbe una pacchia con l'Inter più forte di sempre e con buona pace del Real. Senza contare che secondo indiscrezioni provenienti da Madrid sarebbe stato proprio Mourinho, attraverso il suo procuratore Jorge Mendes, a contattare Florentino Perez e non viceversa. Anzi, fonti vicine a Florentino Perez riferiscono che l'aspirante presidente, favorito nell'elezione del 14 giugno, sulla panchina del Real più che Mourinho vedrebbe volentieri Arsene Wenger o al limite Manuel Pellegrini, il tecnico del Villarreal che, giungendo ai quarti di finale di Champions League, ha recentemente superato nel ranking Uefa lo stesso Real Madrid, umiliato dal Liverpool negli ottavi. Un sorpasso storico per il calcio spagnolo.
Insomma diverse verità per una tipica vicenda da mercato estivo, destinata comunque a chiudersi presto. Almeno per quest'anno. E a voler essere ancora più maligni, siamo proprio sicuri che Moratti si strapperebbe i capelli per un improvviso addio dello Special One? Al presidente i tecnici che pretendono carta bianca non sono mai piaciuti. Marcello Lippi docet.

Toglietemi tutto, ma non Mou


Il neo campione d’Italia è bramato e desiderato da tutti: non hanno atteso neanche una settimana per sferrare l’attacco su Josè Mourinho, lui, che dice che resterà all’Inter al 99,99%. Fernando Perez lo vuole a tutti i costi al Real Madrid, Mou tranquillizza tifosi e società e per ora sembra sia stato solo un fuoco di paglia: lo Speciale rimane e che Perez se ne faccia una ragione, il suo amore, come tutte le grande storie d’amore, è destinato ad essere un amore infelice. Resta un’unica postilla che ronza in testa soprattutto ai più scettici: cosa accadrà a quello 0,1%?  Si sa, i colpi di scena sono ammiccanti, sia mai che ce ne sia uno in riservo per i neroazzurri… Ricordiamo, a chi non se lo ricordi, che l’ultima volta che s’incrociarono le stra¬de di Moratti e Perez fu nel 2002 per un altro, a modo suo, tutto speciale: Ronaldo. Fu un’estenuante odissea, conclusa il 31 agosto. Sta¬volta, speriamo tutti di no.
La parola a Mou – Queste le parole dello Special One: “Resto all’Inter al 99,9%, chi allenerà il Real Madrid sarà un uomo fortunato. Per me la cosa più importante è che il mio presidente sappia tutto e sappia tutto da me, non dalla stampa o perché qualcuno gliel’ha detto. Il primo a sapere che c’è qualcosa è stato il mio presidente. Non il Real Madrid, ma è l’essere felice la grande tentazione. Lavorare felice, svegliarmi tutti i giorni e andare, in questo caso, ad Appiano con grande gioia, soddisfazione, e lavorare. Come diceva un allenatore tanti anni fa: dove c’è un campo, i giocatori e qualche pallone, tu puoi essere felice. Ma ovviamente il Real è il Real e si può dire che è una piccola tentazione…”. Le tentazioni sono il peccato originale da cui si cerca di tenersi alla larga, Mou ci è dentro fino al collo, starà a lui seguire il cuore, seguire la fama oppure semplicemente credere nel suo futuro in neroazzurro. Il progetto c’è, Motta e Milito anche.
Non solo Mou –  Fernando Perez ha deciso di razziare l’Inter e c’è chi si chiede se non sia una piccola rivincita per casa Moratti verso chi  ripete da troppo tempo ormai che l’Inter non si è meritata lo scudetto, che il gioco dei campioni d’Italia non è stato esaltante, poi, arriva Perez e senza volerlo smentisce tutto: vuole Mou e non solo. Questo interesse, quindi, non può che è esser dato da una grande ammirazione per il lavoro dello Speciale e per i suoi giocatori: tanto di cappello a tutta l’Inter, la stima che stanno dimostrando nei confronti dei suoi componenti non può che esser una conferma di quello che l’Inter ha mostrato in campo quest’anno. Non è, quindi, solo Mou il sogno nel cassetto di Fernando Perez. L’imprenditore spagnolo è infatti pronto a buttarsi anche su Zlatan Ibrahimovic, che dovrà divincolarsi tra le adulazioni del Barcellona, già da tempo sui suoi passi, ed il Real.
Sarà vero? – Il quotidiano spagnolo AS non crede a Josè Mourinho: “Mourinho gioca al depistaggio” scrivono. %. Secondo AS  il tecnico morirebbe dalla voglia di allenare il Real Madrid e starebbe pensando seriamente di lasciare il club nerazzurro. Le voci sul fattaccio verrebbero, sempre secondo AS, da Mou stesso che avrebbe confidato a una persona di fiducia di Florentino Perez di esser disposto a tutto pur di sedere sulla panchina dei merengues: “Io voglio allenare il Real Madrid. È chiaramente la mia priorità”. Sembra strano per una persona così sincera (fin troppo alle volte) e corretta come Mou. Sarà vero quindi? I più maligni già vociferano sul suo possibile sostituto, si parla di uno tra Diego Simeone o Walter Zenga, due ex interisti graditissimi in società: scelte di cuore nel caso lo speciale decida di terminare questo amore italiano.
SuperMario – Per ora, nonostante le insinuazioni, il progetto neroazzurro procede che sia con Mou o senza di Mou e non poteva certo mancare un pensiero-Speciale su SuperMario Balotelli, amore ed odio infinito che fa parlare di sé nel bene e nel male: “Continuo a fare fatica tuttora a inserirlo, tutti i giorni, è molto faticoso. Visto i suoi nuovi capelli? Un disastro, con lui è una sfida tutti i giorni. Basti pensare a quello che è successo domenica contro il Siena tra lui e Ibra. Lo svedese, ovviamente, in questo momento ha un’ambizione personale: diventare capo cannoniere. La nostra squadra è una squadra che ha dipeso molto da lui, dal punto di vista offensivo, dai suoi movimenti. Prima del Siena, ci siamo detti che il titolo di capocannoniere non deve essere un obiettivo di Ibra, ma della squadra. Se vince, vince. Se non vince, non vince, però dobbiamo fare qualcosa in più. Mario ha fatto gol, ha festeggiato con Santon, non è un ragazzo cattivo, lo ha fatto per istinto. Poi, la reazione di Ibra è stata quella di un pò di frustrazione”. Il treno neroblu va avanti e come finirà la storia lo vedremo solo vivendo…

Maicon, ecco l'offerta Real

Il futuro di Maicon? Mourinho al Chiambretti Night ha dichiarato che giocherà l'ultima di campionato, ma a dire il vero in Spagna si guarda oltre, grazie alle dichiarazioni che arrivano dal Brasile. Mario Rosi, consigliere e rappresentante del nerazzurro avrebbe, infatti, parlato di un'offerta ufficiale da parte del Real Madrid all'Inter, già arrivata via fax in via Durini. Voci non confermate da Antonio Caliendo, agente del giocatore.

Secondo quanto riporta As, il Real avrebbe fatto un'offerta tra i 15 e i 20 milioni di euro per portarsi a Madrid il terzino. Secondo Rosi sarebbe addirittura già arrivato un fax a Massimo Moratti che avrebbe preso in considerazione l'offerta. Ma tutti questi particolari sulla trattativa in corso non vengono però confermati da Antonio Caliendo, agente di Maicon: "Non so cosa dirle, Mario Rosi non lo sento da un po' di tempo. Se questo fax è arrivato io non ne sono a conoscenza".
In ogni caso, l'interesse del Real Madrid appare concreto anche per Caliendo: "Mi dica quale squadra non vorrebbe Maicon in rosa. E' uno dei più forti giocatori in circolazione". Per concludere, Caliendo rimanda però ogni discorso sul futuro: "L'unica intenzione di Maicon adesso è quella di guarire al più presto, del resto se ne riparlerà con l'Inter a fine stagione".

Confessioni di Roberto Mancini


Daria Bignardi, conduttrice de "L'era Glaciale", su Raidue, s'è l'era preparato bene, l'esordio. Contava sull'amaro che resta in gola a un allenatore licenziato (e continuamente tirato in ballo dal suo successore). Sperava insomma su uno scoop per rendere speciale la prima puntata del programma. Sarà rimasta, immaginiamo, un po' delusa per essere riuscita a strappare a 'Mancio' solo un: "Sono orgoglioso di avere cambiato la storia dell'Inter". Non è poco, ma neppure quel che speravano lei e la Rai.

La conduttrice ha chiesto a Mancini un commento sul fatto che secondo alcuni giornali a luglio potrebbe tornare all'Inter. Mancini ha risposto mentendo spudoratamente: "Non leggo i giornali da molto tempo, non saprei. Non è vero che il presidente Moratti mi ha allertato, ci siamo visti per altre cose ma non per questo. Sono sotto contratto per altri tre anni, ma l'Inter non ha bisogno di un allenatore in questo momento". La conduttrice non si è arresa: se l'Inter avesse bisogno di lei ci andrebbe? "Sì perché ci sarei obbligato: sono sotto contratto.... Questa cosa mi farebbe felice? Non so, in questo momento non è certo un problema dell'Inter, ma nel calcio può accadere qualsiasi cosa".

Mancini è un tecnico giovane ma ne ha viste tante ma tante, sapeva che l'argomento-Mourinho sarebbe stato il piatto forte. Lo sapeva talmente bene che ha giocato stretto in difesa evitando le 'trappole' e limitandosi a dire che "ogni allenatore sceglie i giocatori secondo il suo pensiero e l'Inter ha una squadra forte". Ma, da buon sostenitore del voto in condotta reintrodotto dal ministro Gelmini, Mancini accetta di fare la pagella per due attaccanti: "Adriano? Dal punto di vista calcistico deve lavorare per essere promosso - ha sorriso - e anche Balotelli, anche se è giovane e può sbagliare".

Ben preparata, la Bignardi l'ha poi incalzato domandandogli il perchè del suo sfogo-autogol dopo l'eliminazione contro il Liverpool l'anno scorso. Si è pentito? "Non so se mi sono pentito, se l'ho fatto c'erano motivi validi. Quali? Erano tanti, perchè non si parlasse più dell'eliminazione e poi altre cose. Su certe situazioni un allenatore vorrebbe che la società, il presidente, intervenisse. Comunque non ho avuto nessun problema con la squadra nè con Moratti". Basta crederci...

Infine il 'Mancio' non ha potuto non lanciare una stilettata sul duro comunicato con cui l'Inter l'ha liquidato a maggio. "Certo che non è stato un bel comunicato. Era brutto e freddo. sicuramente non nello stile Inter, Per questo sono certo che Moratti non c'entra, l'ha scritto qualcuno non all'altezza della situazione. Dopo quattro anni di lavoro e sette trofei, non era certamente quello il modo di lasciarsi...".
Fonte La Repubblica

Attenti, interisti

Dopo le decine di tabelle sulla rifondazione nerazzurra, nuovi arrivi e nuovi ingaggi pesantissimi che vanno a sommarsi a richieste di adeguamento o di rinnovo immotivate, sarebbe interessante capire la posizione del presidente, oggi ancora a Miami per la presentazione del suo film documentario sugli Inter campus.
Poco prima di lasciare l’Italia e l’Inter fuori dall’Europa, Massimo Moratti avrebbe confidato ad amici la sua amarezza per l’eliminazione, senza dimenticare il mancato incasso derivante dai proventi Uefa. Lo sponsor ufficiale della Uefa Champions league ha calcolato che il trionfo all’Olimpico quest’anno vale circa 110 milioni, fra budget per la partecipazione alla competizione, percentuale sui profitti commerciali, diritti televisivi, vendita dei biglietti ai botteghini, marketing, e valorizzazione del marchio societario. Per l’esattezza fanno 110,4 milioni di euro, una cifra che non avrebbe ripianato il disavanzo di bilancio previsto per fine anno di circa 180 milioni di euro di cui 85 saranno coperti dall’azionista di maggioranza Massimo Moratti. Dal 15 febbraio 1995, data del suo ingresso all’Inter, il presidente non si è mai tirato indietro, negli undici bilanci che vanno dalla stagione 1995/96 al 2005/06, l’Inter ha accumulato 661 milioni di passivo e Moratti ha provveduto personalmente a versare 400 milioni nelle casse. A giugno 2006 l’Inter aveva il primato delle perdite, 181,5 mln di euro solo nell’ultima stagione. Il presidente avrebbe confidato anche che il giocattolo sta diventando sempre più costoso e l’amarezza dei risultati potrebbe convincerlo a decisioni impensabili a giugno, quando l’arrivo di Josè Mourinho aveva portato aria nuova in ogni più remoto angolo di Appiano.
Oggi la voce cessioni sta diventando prioritaria, senza coprire il passivo non si compra, il bilancio e la Covisoc lo impongono, Moratti ha pochissima voglia di ripianare come ha fatto in questi 13 anni. La Champions ha portato nelle casse di via Durini circa 16,8 milioni di euro, non sono sufficienti neppure a pagare l’ingaggio annuale, al lordo, di Ibrahimovic.
Quindi si vende e il momento non è dei migliori perché la crisi picchia duro anche nel calcio. Sul mercato ci sono Mancini valutato 10 milioni, Quaresma, 15, Burdisso, 10, Suazo, 10, Obinna, 10, Rivas, 3, si arriva a meno di 60 milioni, ecco perché anche Adriano rischia di partire.
Josè Mourinho ieri ha confidato di lavorare a una relazione che presenterà al presidente appena sarà rientrato da Miami: «Ci sono le mie idee per spiegare cosa occorre fare per iniziare la prossima stagione, questo è un discorso tra me, il presidente Moratti, Marco Branca e Gabriele Oriali, ma al momento sto lavorando da solo quindi qualunque indiscrezione si legga, è infondata». Poi qualche mistero in meno: «Abbiamo bisogno di qualcosa in più come ne hanno bisogno tutte le squadre. Abbiamo giocatori che nel futuro miglioreranno come Santon o Balotelli. Poi abbiamo un gruppo di giocatori che hanno un alto rendimento, stabilità e buon livello di gioco. Loro costituiscono il gruppo principale, cito Julio Cesar o Cambiasso, ma in realtà i giocatori con questa maturità sono una quindicina. Poi c’è un piccolo gruppo di giocatori che non possono migliorare, anche se sono molto soddisfatto di loro». Le tabelle uscite in questi giorni sui quotidiani sono un ottimo contributo per capire in quale lista siano Materazzi, Crespo e Figo. «Cruz? Volete sapere in quale gruppo sia Cruz? Lo dirò a lui, se me lo chiederà - ha risposto José -. Non ad altri». Nella sua relazione ci sono i nomi della nuova rosa, lui è al corrente della situazione, i sogni arrivano dopo i doveri, e prima ancora c’è il campionato. Ieri ha detto di non aver paura di nessuno, non ci sarà nessun contraccolpo psicologico, si è dichiarato contento perché i ragazzi hanno capito: «La squadra ha perso con grande dignità, della sfortuna non parlo, ne ha parlato Ferguson ed è la prima volta che gli sento dire queste cose. Ma la vittoria morale esiste solo nel vocabolario di chi perde».
Della Fiorentina ha parlato poco, non per snobbismo ma ieri è andata in onda una conferenza a metà fra il medioevo e la new age, la differenza fra lui e Mancini (a libro paga per altri tre anni a 4 mln netti a stagione), al momento è una sola: dopo l’eliminazione col Liverpool Mancini diede le dimissioni, Josè dopo l’eliminazione col Manchester stila una relazione per la prossima stagione. Non è chiarissimo se a Moratti basti, per ora pensa a vendere i giocatori, domani potrebbe esagerare, tutti avvisati. 
Fonte Il Giornale

Aria di divorzio, Mou!

Sono passati nove mesi dal matrimonio Inter-Mourinho, il consuntivo dice primo posto in campionato, più che un piede fuori dalla coppa Italia, una supercoppa Italiana vinta e presa in eredità dalla gestione precedente ma quel che pesa è il flop europeo coinciso con l'eliminazione dalla Champions.

Altrochè Special One, forte l'amarezza per quel sogno accarezzato di poter vincere dopo 44 anni quel trofeo che tanto manca all'Inter, Mourinho fortemente voluto dal presidente nerazzurro ha tradito le aspettative e le ipotesi di un divorzio a fine stagione prendono sempre più quota.

Era attesa una svolta, il presidente è stufo di vedere la sua Inter fuori dall'Europa per dei gravi errori commessi dai giocatori, i 50 milioni spesi in chiave mercato non sono bastati a coronare un sogno, poi troppi i giocatori ormai logori, vedi Figo e Vieira, e troppi anche quelli epurati Cruz e Mancini, qualche colpa di queste situazioni ce l'ha anche Mourinho, visto come è andata con Quaresma, un giocatore che lui aveva imposto e che Moratti è stato costretto a svendere.

Sui giornali si parla con insistenza di un addio a fine stagione, c'è chi lo da al Manchester City, in Spagna si dice al Real Madrid, di sicuro il confronto tra allenatore e presidente previsto in tempi brevi chiarirà la situazione, Moratti dovrà valutare attentamente le richieste di mercato e la lunga lista che il tecnico lusitano gli sottoporrà, c'è da spendere ed intraprendere una linea a lungo termine almeno fino alla scadenza del contratto nel 2011, senno voltar pagina e trovare un sostituto all'altezza di un Inter regina anche in Europa.
Fonte Tutto mercato Web

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