Samba Juve
La Juve supera l’ostacolo coreano con un 3-0 maturato grazie alla propria superiore cifra tecnica, supportata però da un’applicazione che rappresenta l’aspetto più significativo di questa avventura spagnola. Altre formazioni blasonate hanno infatti pagato dazio in questa Peace Cup , per quanto messe di fronte ad avversari palesemente inferiori. La squadra di Ferrara no. Infatti al fischio finale la Juve aveva conquistato il diritto a giocare la semifinale con il Real, salvo interrogarsi sulla sorte dei Galácticos, che in quel momento stavano scendendo in campo contro la Liga Deportiva Universitaria Quito con l’obbligo di vincere. Piccole soddisfazioni, ma anche quelle contano.
LA STELLA - Tutti aspettavano Diego, e il brasiliano non ha deluso, realizzando un gol di assoluta bellezza che ha provocato anche un coro da parte dei pochi e fino a quel punto distratti presenti. L’acuto è arrivato al 9’ del secondo tempo, poco prima della sua uscita dal campo (Diego ha giocato un’ora, come previsto) ma l’ex asso del Werder era piaciuto anche in precedenza per la capacità di calarsi immediatamente nella parte assegnatagli. Tre lanci in profondità nei primi minuti, sempre con Iaquinta a fare da terminale, hanno dimostrato non solo la sua incisività, ma anche la fiducia dei compagni, disposti a farne il centro della manovra.
L'Arsenal ruba Melo
Melo e D'Agostino: si alla Juve
Il ds Secco ha interrotto le vacanze per un blitz in sede: si accelera sul regista. L'agente 'Se i bianconeri e la Fiorentina trovassero un accordo lui sarebbe felice". Si rafforza l'ipotesi di una svolta 'brasiliana' a bissare l'acquisto di Diego. La clausola rescissoria fissa a 25 milioni la valutazione.
La strategia funziona: la differenza tra domanda e offerta è scesa a 2-3 milioni.
Nedved vicinissimo al Bologna
La carriera di Pavel Nedved non è finita, anzi. Continuerà grazie all'intermediazione di Luciano Moggi.
Calciomercato.com è venuto a conoscenza di una trattativa molto serrata per portare, a Bologna, il giocatore ceco, ex Juventus e Lazio.
Una notizia clamorosa, ma che ha ragione di esistere soprattutto se si analizza lo stretto rapporto che esiste tra il giocatore ceco e l'ex dg della Juventus.
Domani, mercoledì, alle 11.30 ci sarà una conferenza stampa dei Menarini "per fare chiarezza". Che sia la volta buona anche per l'annuncio?
Milan, colpo Criscito
Prende forma il nuovo Milan targato Leonardo. Dopo l'ingaggio (avvenuto già mesi fa) di Thiago Silva, ecco ora un altro tassello importante per la difesa dei rossoneri: Mimmo Criscito.
La società di via Turati ha virato dritto sul centrale del Genoa, ritenuto un ottimo elemento anche in chiave futura. Come appreso da calciomercato.com, Galliani si è espressamente recato più volte in Svezia, dove l'Under 21 disputava l'Europeo di categoria, per parlare direttamente con il ragazzo.
Il ritorno di Moggi
Antonio Conte in panchina e Luciano Moggi consulente ombra. Il Bologna rischia di risvegliarsi juventino. E' questa l'indiscrezione più insistente che circola intorno alla società felsinea negli ultimi giorni. La famiglia Menarini sembra intenzionata a defilarsi gradualmente dall'impegno. E avrebbe pensato a Big Luciano. A lui spetterebbe un ruolo ombra vista l'inibizione causata da Calciopoli (5 anni). E a Conte toccherebbe sostituire Papadopulo.
Juve, ancora Xabi Alonso
Il Cda della Juventus ha deciso: Xabi Alonso è l'uomo giusto. L'identikit del centrocampista spagnolo del Liverpool è perfetto per la squadra di Ferrara. Adesso costa 25 milioni e si può arrivare a lui inserendo nella trattativa Poulsen. Il prezzo è lievitato durante la Confederations Cup e non sarà facile farlo calare. Ma la trattativa con i Reds di Benitez è ripresa da almeno quattro giorni.
Juve, salta D'Agostino?
Troppo grande la distanza tra la domanda dell'Udinese, 20 milioni di euro scesi poi a 18, e l'offerta della Juve, 14 milioni, più Paolucci o De Ceglie. La Juve a questo punto potrebbe scegliere altre piste per il centrocampo: una porta a Diarra del Real Madrid, ma c'è anche chi parla di un interessamento per il laziale Ledesma.
D'AGOSTINO SPERA ANCORA - "Venerdì il mio procuratore sarà a Milano - fa sapere il giocatore dai microfoni di Sky -. Onestamente non ho voluto sapere se la frenata sulla trattativa è stato un problema di soldi o contropartite, non mi interessa. Ho un accordo con Pozzo e quindi so che alla fine rispetteremo gli accordi. Sacrifici economico? Se dovessi andare alla Juve poi parlerò con loro, non è il momento. C'è stato un altro piccolo stand by nella trattativa ma valuteremo tutto nei prossimi giorni. Pozzo è una persona eccezionale, pochi imprenditori sono come lui, uomo di grande spessore. Il nostro accordo è che mi ha detto e consigliato che arrivato a questo livello è giusto che vada in una grande squadra e mi ha promesso che andrò in un grande club. Si metteranno d'accordo le società, ho voglia di esprimermi a grandi livelli e credo che sia arrivato il momento. L'attesa più si prolunga più la vivo con ansia ma aspetto il momento decisivo. Sono in vacanza con la mia famiglia, si tratta della mia carriera, un salto importante, un po' di fermento c'è, un'ansia normale per noi calciatori. Milan? Da piccolo sono sempre stato tifoso della Juve, è il club che mi cerca fortemente e sono felicissimo. Se arriva il Milan come si fa a dire di no? Ma sono una persona onesta e un professionista ed è ovvio che preferirei la Juve".
Manovre juventine
Lazio, offerta a Nedved
Il contatto è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì al ristorante Giannino di Milano. Claudio Lotito ha incontrato Mino Raiola, procuratore di Pavel Nedved. E ha manifestato l’interesse della Lazio, che sul campione ceco per la verità si era mossa alla fine di maggio. Ci sono stati dei colloqui segretissimi, Lotito aveva già parlato con Nedved, due sere fa ha affrontato anche il suo procuratore e consigliere, pedina chiave per un’operazione di questo tipo. Perché Raiola, ancor più delle società che si sono fatte avanti, continua il suo pressing per spingere Nedved verso il campo. «È vero, ho visto Lotito. Bisognerà aspettare 10-15 giorni. Pavel è in ferie, si sta riposando. Decideremo tutto quando tornerà» .
GRADIMENTO - La Lazio ci crede, vuole Nedved a fine giugno. « Mai dire mai » era stata la prima apertura di Lotito nei confronti di Pavel. Lo considera un campione integro (44 presenze nell’ultima stagione con la Juve), una pedina importante per restituire personalità ed esperienza al centrocampo della Lazio, un modello da seguire per i più giovani all’interno dello spogliatoio. Risponderebbe, quindi, benissimo ai criteri a cui si ispira il presidente biancoceleste nella costruzione della squadra. Un rinforzo vero. Un colpo autentico, su cui anche Davide Ballardini, che si è appena insediato, ha dato parere positivo. Nedved sarebbe l’uomo giusto per completare una linea di centrocampo a quattro, ma potrebbe essere impiegato anche da interno o da mezz’ala. E la Lazio è andata all’assalto.
SCELTA - La partita, però, è ancora aperta. Il primo motivo è legato alla decisione di Pavel, non ancora ufficiale, di continuare. Il 31 maggio, all’ultima di campionato, aveva lasciato pochi spiragli: « Oggi ho smesso di correre » annunciò proprio alla fine della sfida tra Juventus e Lazio, conclusa in trionfo con la standing ovation del popolo bianconero e dello stadio Olimpico. L’ex Pallone d’Oro, però, ha scritto anche la storia della Lazio di Cragnotti, aveva già vinto tutto prima di trasferirsi in maglia bianconera, a Roma si trovava benissimo con la famiglia. Scoperto da Zeman nel ’96, avrebbe la possibilità di chiudere la carriera nella società che l’ha lanciato nel grande calcio. E potrebbe ancora dare tanto. Spinto dal suo amico Mino Raiola: « Ha dato l’addio alla Juve, non ancora al calcio. Io mi batterò sino al 31 agosto affinché continui nella prossima stagione. Abbiamo già tante offerte» raccontò proprio in occasione dell’ultima domenica di campionato.
Juve, D'Agostino è tuo
L'ATTESA - «Non so se la settimana prossima potrà essere quella decisiva- dice a Radio Kiss Kiss- ma francamente spero di sì perchè conosco le intenzioni dell'Udinese. Il presidente Pozzo, con il quale ho un bellissimo rapporto, mi ha sempre trattato come un figlio. E sia io che lui abbiamo un progetto che riguarda il mio salto di qualità, approfittando di due stagioni ben disputate credendo nel progetto Udinese. È arrivato il momento di fare questo salto, la proprietà lo sa ed il presidente è d'accordo. E penso che alla fine si farà, quando arrivano le notizie che riguardano l'interesse da parte delle grandi vuol dire che i grandi club credono in te e mentalmente inizi a prepararti. Nel rispetto di tutti, cerco sempre di dire le cose come stanno, senza offendere nessuno. All'Udinese devo la mia carriera, ma se si è prospettato qualcosa di più importante, ben venga. Il Napoli non l'ho mai scartato, anzi, per rispetto dei napoletani ho sempre detto che è una grande piazza. Poi, si è presentata la Juve, che farà la Champions e quindi per me è un'opportunità importante. La Juve? Non so ancora nulla, ogni giorno esce qualcosa di nuovo. Io ho espresso il desiderio di non sentire più niente, voglio solo ricevere una telefonata dal mio procuratore per andare a firmare. Tutte queste chiacchiere e questi movimenti stressano un pò, ogni volta che squilla il telefono spero sempre che sia la chiamata decisiva».
Juve, ecco Gago e Diarra
Effetti del volo sul mercato del calcio. Alessio Secco, d.s. bianconero, atterra a Torino, riaccende il telefonino e scopre che da Udine lo stanno cercando. Il dirigente bianconero è appena tornato dalla Spagna, dove ha parlato con i dirigenti del Real Madrid. Ha chiesto il prestito del maliano Diarra. Prestito di un anno con diritto di riscatto. I “galattici” hanno ribadito che Diarra è in vendita e hanno fatto il prezzo: 20 milioni, soldi cash, niente scambi. Così si è aperta ufficialmente la trattativa tra i due club, se n’è parlato a lungo, si è deciso di aggiornare il tutto alla prossima settimana. La Juventus, visto che c’era, ha chiesto notizie anche su un altro centrocampista. Si tratta di Gago, argentino di talento e di passaporto italiano. Niente prestito, neppure qui. E operazione ancora più in salita. Perché a differenza di Diarra, tra Gago e la Juventus non c’è nessuna intesa sull’ingaggio. Insomma, Secco sembrava destinato a tornare a casa con una sola notizia soddisfacente. La conferma che il ginocchio destro di Diarra è guarito. Un problema di calcificazione al menisco, ma nessuna rottura ai legamenti. L’intervento di pulizia al ginocchio è “riuscito perfettamente” e il giocatore è pronto per tornare ad allenarsi.
L’ALTERNATIVA — Tutto qui? No, c’è dell’altro. Vista l’alternativa Diarra, qualcosa si muoveva sul fronte D’Agostino. L’Udinese è disposta a rincontrare al più presto i dirigenti juventini. Meglio oggi, per chiarire subito un paio di questioni. Un rendez-vous condizionato allo stato di salute del direttore sportivo bianconero, tornato dalla missione spagnola con la febbre a 40°. Secco, giovane temprato, oggi dovrebbe tornare al lavoro. Incontrando così anche i dirigenti friulani. Che, vista la valida alternativa Diarra, potrebbero scendere (almeno un po’) da quota 25 milioni. Per capirci: a 20 la Juventus avrebbe già chiuso l’affare Diarra, un giocatore con altre caratteristiche, qualche anno in più, ma anche con maggiore esperienza internazionale. Un giocatore, il maliano, gradito pure dal tecnico Ferrara, che si fida (ciecamente) dei giudizi espressi dall’ex compagno Cannavaro. Eccoli, dunque, i primi effetti del volo sul mercato della Juventus.
OPERAZIONE MACEDONIA — C’è dell’altro. Nel blitz spagnolo Secco ha cercato pure di risolvere un altro problema, un’altra priorità: cedere Trezeguet e incassare almeno 10 milioni. Ci sta pensando l’Atletico Madrid, a condizione che prima venda Forlan, al Real. Ah, la Juve ha cercato di inserire l’amato Treze-gol pure nell’operazione Diarra, ma il Real Madrid ha risposto picche. Analoga risposta sull’ipotesi di uno scambio con Van Nistelrooy. Poi, visto che ormai era in Spagna, Secco ha provato a cedere il francese anche al Villarreal. Sapendo già che un giocatore con un’età e un ingaggio così, non rientra nei parametri di questo club. Sapevano già, alla Juve, che Giuseppe Rossi costava almeno 25 milioni. Cifra fuori budget per i bianconeri, che inoltre non hanno nessuna priorità d’acquisto in attacco. Però la notizia è circolata e la Juve ha confermato (ufficialmente) l’interessamento. Singolare: confermare l’interesse per un obiettivo che non si può raggiungere. Ma probabilmente questo, più di altri, resterà un effetto collaterale del volo in Spagna. Un messaggio alla Lazio. Perché, una volta ceduto Trezeguet, i bianconeri vogliono chiudere subito l’operazione Pandev. Con l’attaccante macedone c’è già un'intesa: contratto quadriennale. Per chiudere basterà volare nell’ufficio di Lotito, il presidente delle Aquile.
Juve, Dossena è tuo
Del Piero non rinnova?
Il suo contratto scade il 30 giugno 2010 ma già si incomincia a parlarne, almeno sulla Gazzetta oggi in edicola. Perché da una parte la Juve non ha fretta di sottoscrivere il rinnovo, forse confidando nella fedeltà della bandiera bianconera (21 reti nella stagione appena conclusa, 24 nella precedente), dall'altra Ale sta alla finestra, ma senza l'intenzione di attendere ad oltranza. Anche perché, forte della buona stagione da poco conclusa, può al momento congelare le offerte ricevute dalla Cina, dagli Stati Uniti (dove ora si trova in vacanza) e dall'Inghilterra. Deciderà lui insomma se chiudere la carriera a casa sua, o magari in Liga, che pure al momento resta solo una tentazione.
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Juve: Giuseppe Rossi
Colmare numericamente la partenza di Trezeguet, ma al tempo stesso arricchire l’assortimento del reparto offensivo, assicurandosi per il presente un’alternativa a Del Piero e, soprattutto, mettendosi in casa da subito un giocatore giovane, con margini di miglioramento, che in futuro potrebbe raccogliere l’eredità del capitano e che nel frattempo avrà tutto il tempo di crescere al suo fianco. Nei piani della Juve la soluzione all’impossibile, o quasi, quesito di mercato ha già un nome: Goran Pandev. Giocatore molto apprezzato a Torino, per caratteristiche tecniche e per la grande duttilità sul piano tattico.
Tutti vogliono Trezeguet
La nuova stagione della Juve inizia oggi. Si torna al lavoro dopo il weekend con il nuovo allenatore, subito da definire ruoli e incarichi lasciati vacanti dal cambio di mansioni dell’ex responsabile del settore giovanile. Ferrara ed il d.s. Secco, con la collaborazione del capo osservatori, Castagnini, dovranno individuare il nuovo responsabile del settore giovanile, l’allenatore della Primavera, il preparatore della prima squadra e così via. Cosa più importante, da oggi si inizierà a ragionare sulle strategie, sui giocatori su cui puntare e su chi cedere a fronte di offerte interessanti, con un occhio al bilancio.
TREZEGUET — Con l’ingaggio di Diego è stato giocato al tavolo verde il bonus messo a disposizione dal cda, 25 milioni di euro, il surplus di investimento per la nuova stagione. Ora tocca lavorare con il bilancino, tanti euro entrano, tanti escono. Quindi prima di chiudere l’ingaggio del centrocampista dell’Udinese D’Agostino e puntellare la difesa, bisogna vendere. Chi? Sono almeno tre i pezzi pregiati in lista, Trezeguet, Poulsen e Tiago. Si comincia quindi con David Trezeguet. Un incontro è previsto per la giornata di domani tra il manager del giocatore, Antonio Caliendo ed il ds della Juve, Alessio Secco. David non ha nascosto negli ultimi tempi la volontà di essere ceduto e la società, a fronte di un’offerta interessante, è pronta ad accontentarlo. Il contratto dell’attaccante scade nel 2011, il costo del cartellino dopo l’intervento chirurgico ad entrambe le ginocchia che lo ha tenuto lontano dai campi per quasi tutta la stagione si è sensibilmente abbassato, da 20 a 10 milioni di euro. Pesa l’ingaggio elevato, 4,5 milioni, anche se Caliendo non fa mistero sulla disponibilità a trattare. “Se c’è la volontà da entrambe le parti gli accordi si trovano, prima però chi vuole David deve parlare con la Juve”. ACQUIRENTI — Piace al Lione disposto ad offrire 10 milioni di euro, non dispiace alla Roma, che con Daniele Pradè ha fatto un sondaggio, ma nelle ultime ore il Milan si è fatto avanti, e direttamente con la Juve. Non è la prima volta che il club rossonero corteggia Trezeguet, è successo ad ogni accenno di insofferenza del bomber, già ai tempi della Triade. La partenza di Kakà, e la voglia di svecchiare un reparto che ha ancora il suo punto di riferimento in Pippo Inzaghi (36 anni), hanno spinto il club rossonero ad un sondaggio. Eto’o non vuole lasciare la Liga, Forlan e Adebayor costano quattro volte Trezegol. In verità il Milan aveva fatto qualche giorno fa un timido tentativo per Amauri, respinto con perdite. In caso di cessione di Trezegol c’è l’idea Cruz (si svincolerà dall’Inter ma piace anche a club spagnoli, greci e inglesi) a meno che Lotito abbassi le pretese per Goran Pandev, gradito a Ferrara.
Juve, ecco le cessioni
Due certezze, Diego e D'Agostino e molti dubbi. E' intorno a questi due concetti che ruota il mercato della Juventus. Secco e Blanc, che si sono assicurati due importanti rinforzi in mezzo al campo, l'acquisto del brasiliano, però, comporterà un cambio di modulo quanto mai necessario (probabilmente si passerà dal 4-4-2 ad un più probabile 4-3-1-2), devono ora fare i conti col fronte cessioni. Diversi sono i giocatori che hanno in mano la carta d'imbarco per altre destinazioni.
Diverso il discorso relativo a Zebina. Il francese, che ha un ingaggio abbastanza elevato ed è legato alla Juventus da altri due anni di contratto, non ha offerte di alcun genere e verrà probabilmente rilanciato. Mossa questa dalla duplice valenza: cercare di "tamponare" il problema della fascia destra e garantire visibilità al giocatore per poter così trovare un acquirente.
Chi invece non partirà è Giovinco. Il talento tascabile sarà il vice-Diego per la prossima stagione e potrà solo trovare giovamento dal cambio di modulo.
Spazio ora al problema principale: il centrocampo. Si diceva Diego e D'Agostino. L'azzurro sarà il nuovo regista bianconero e costituirà l'asse portante della squadra con Sissoko. Intoccabile Marchisio, definitivamente esploso in questa stagione, e con Zanetti uomo di affidabilità restano da sistemare le situazioni di Poulsen, Tiago e Almiron. Il portoghese, eterno partente nella gestione Ranieri è di troppo per due motivi: si è dimostrato poco incisivo e D'Agostino ne è il sostituto naturale. Difficile, però, che venga ceduto, anche perchè non ha mercato.
Discorso analogo riguarda Poulsen. Il costo del cartellino 9,5 milioni di euro e lo stipendio 2,5 milioni, fanno di lui un prigioniero dorato. Dirigenti e tifosi juventini hanno una sola speranza: un'offerta dalla Germania (che non sarà superiore ai 5 milioni) che risolva il "problema danese". Altro possibile partente è Camoranesi. L'italo-argentino ha perso il feeling con la piazza e anche con alcuni compagni, per lui si è fatto avanti il Lione, se i francesi insisteranno l'affare si potrebbe chiudere. Infine Almiron, di rientro dalla Fiorentina, verrà nuovamente girato in prestito. La Sampdoria è in pole.
Scelto Ferrara
Sarà con ogni probabilità Ciro Ferrara l'allenatore della Juve nella prossima stagione. L'ufficialità è attesa per le prossime ore, ma sembra che ormai non ci siano più dubbi. Dopo Antonio Conte, infatti, è caduta anche l'altra candidatura forte, quella di Luciano Spalletti, che ha accettato di restare alla guida della Roma. Ferrara, secondo indiscrezioni raccolte nel ritiro della Nazionale a Coverciano, dovrebbe firmare un contratto di due anni.
COBOLLI NON CONFERMA - La Juve per ora non conferma. In mattinata il presidente Cobolli Gigli aveva parlato di "nomi non ancora decisi" e di un Ferrara "che rimane un valido candidato anche se ci sono anche altri nomi e Blanc intende arrivare alla decisione nei prossimi giorni". La scelta, però, sarebbe stata fatta e sarebbe caduta su Ferrara, subentrato a Ranieri nelle ultime due partite del campionato. L'ultimo ostacolo tra l'ex difensore della Nazionale e la panchina bianconera era rappresentato da Spalletti. Cobolli aveva fatto capire che la Juve non aveva alcuna intenzione di forzare il tecnico di Certaldo. ''Spalletti è l'allenatore della Roma - erano state le parole del presidente - e sembra che la Roma lo voglia tenere e noi rispettiamo quelli che sono i pensieri della dottoressa Sensi".
MERCATO - Cobolli ha parlato anche di mercato, in particolare di Trezeguet: ''Sarà sul mercato solo se ci saranno ottime offerte - ha detto il presidente bianconero -. Sennò ci terremo il giocatore che è un punto di forza della Juve. Il suo prezzo? Non sono io che faccio i prezzi. Penso che Trezeguet sia un giocatore maturo ma in grado di fare ancora due campionati alla grande. Mi auguro nella Juve e sennò in qualche altra squadra". Per Trezeguet potrebbe valere lo stesso discorso di Kakà, via davanti ad una grande offerta: ''Siccome sono presidente di una società per azioni, per di più quotata in borsa, io sono attentissimo al risultato economico e evidentemente a fare finanza da reinvestire nei giocatori. E quindi credo che se un giocatore viene pagato una cifra veramente importante è giusto prendere in considerazione la sua cessione anche se è un grandissimo campione. Perché col denaro che si incassa si possono prendere altri giocatori e fare la squadra del futuro".
Per quanto riguarda le ipotesi di acquisti, Cobolli ha smentito trattative per D'Agostino e Pandev: "D'Agostino è un nome. Ho già detto che è un buon giocatore ma tra questo e dire che lo stiamo trattando ce ne passa. Pandev non lo abbiamo mai trattato e se mai lo faremo direttamente col presidente biancazzurro Lotito in persona".
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