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Juve, Dossena è tuo

Strada libera per la Juve nell'affare Dossena. L'esterno sinistro che piace tanto a Ciro Ferrara e alla società, Alessio Secco in testa, è stato inserito da Rafa Benitez nella lista dei cedibili. Il Liverpool ha infatti trovato un accordo con il Tottenham per Glen Johnson e, a meno di un inserimento a sorpresa del Manchester City nella trattativa, l'affare si chiuderà a quota 18,5 milioni di sterline. Dossena è quindi a un passo dai bianconeri.
Soddisfatto del suo presente in Inghilterra ma con un occhio rivolto al ritorno in Italia. Andrea Dossena, non più tardi di tre giorni fa, ha cercato di fare chiarezza sulla sua situazione: "Io sto benissimo al Liverpool - ha detto il difensore azzurro -. E' una grande squadra e per me si tratta di una grande esperienza. Ma l'Italia è la mia patria e, come ha detto anche Lippi, sarebbe importante ritornare: avrò sempre un occhio di riguardo per il campionato italiano specialmente se l'occasione è con la Juventus. Se c'è la volontà di tutte e tre le parti, squadre e giocatore, l'affare si fa. Altrimenti salta tutto anche per un piccolo dettaglio. Vedremo cosa succederà...".
Sp. Med.

Scelto Ferrara


Sarà con ogni probabilità Ciro Ferrara l'allenatore della Juve nella prossima stagione. L'ufficialità è attesa per le prossime ore, ma sembra che ormai non ci siano più dubbi. Dopo Antonio Conte, infatti, è caduta anche l'altra candidatura forte, quella di Luciano Spalletti, che ha accettato di restare alla guida della Roma. Ferrara, secondo indiscrezioni raccolte nel ritiro della Nazionale a Coverciano, dovrebbe firmare un contratto di due anni.

COBOLLI NON CONFERMA - La Juve per ora non conferma. In mattinata il presidente Cobolli Gigli aveva parlato di "nomi non ancora decisi" e di un Ferrara "che rimane un valido candidato anche se ci sono anche altri nomi e Blanc intende arrivare alla decisione nei prossimi giorni". La scelta, però, sarebbe stata fatta e sarebbe caduta su Ferrara, subentrato a Ranieri nelle ultime due partite del campionato. L'ultimo ostacolo tra l'ex difensore della Nazionale e la panchina bianconera era rappresentato da Spalletti. Cobolli aveva fatto capire che la Juve non aveva alcuna intenzione di forzare il tecnico di Certaldo. ''Spalletti è l'allenatore della Roma - erano state le parole del presidente - e sembra che la Roma lo voglia tenere e noi rispettiamo quelli che sono i pensieri della dottoressa Sensi".

MERCATO - Cobolli ha parlato anche di mercato, in particolare di Trezeguet: ''Sarà sul mercato solo se ci saranno ottime offerte - ha detto il presidente bianconero -. Sennò ci terremo il giocatore che è un punto di forza della Juve. Il suo prezzo? Non sono io che faccio i prezzi. Penso che Trezeguet sia un giocatore maturo ma in grado di fare ancora due campionati alla grande. Mi auguro nella Juve e sennò in qualche altra squadra". Per Trezeguet potrebbe valere lo stesso discorso di Kakà, via davanti ad una grande offerta: ''Siccome sono presidente di una società per azioni, per di più quotata in borsa, io sono attentissimo al risultato economico e evidentemente a fare finanza da reinvestire nei giocatori. E quindi credo che se un giocatore viene pagato una cifra veramente importante è giusto prendere in considerazione la sua cessione anche se è un grandissimo campione. Perché col denaro che si incassa si possono prendere altri giocatori e fare la squadra del futuro".

Per quanto riguarda le ipotesi di acquisti, Cobolli ha smentito trattative per D'Agostino e Pandev: "D'Agostino è un nome. Ho già detto che è un buon giocatore ma tra questo e dire che lo stiamo trattando ce ne passa. Pandev non lo abbiamo mai trattato e se mai lo faremo direttamente col presidente biancazzurro Lotito in persona".

Caos allenatori


La vecchia abitudine di restare in­collati alla poltrona, qualunque cosa succeda, funzionerà ancora là fuori, nel mondo reale, ma non nell'universo del pallone. Perché quando la poltrona è una panchina, c’è poco da stare comodi: prima o poi, spesso più pri­ma che poi, bisognerà alzarsi e fare posto. E da questo punto di vista il campionato di A che verrà non fa eccezioni. A oggi su 19 squa­dre (la ventesima verrà fuori dai play off di B) solo 9-10 si presenteranno al via con lo stesso tecnico, praticamente una su due: mol­te conferme sono ufficiali, altre lo sono di fat­to, ma in ogni caso la stima della rivoluzione alle porte è bella e servita. Perché se solo una squadra su due andrà avanti con lo stesso allenatore di og­gi, vuol dire che ben una su due ha deciso di cambiare o sta pensando di farlo. Del re­sto se il Milan ha rimpiazzato Ancelotti è lecito attendersi di tutto.

CONFERME -  Mourinho e l'In­ter, Di Carlo e il Chievo (an­nuncio mercoledì), Prandelli e la Fiorentina, Gasperini e il Genoa, Donadoni e il Napoli, Guidolin e il Parma, Marino e l'Udinese: set­te coppie ancora insieme, ancora per un an­no. Come Spalletti e la Roma, perché è quel­lo l'epilogo più logico. Come Allegri e il Ca­gliari, perché Cellino cambierebbe solo per permettere al suo tecnico-rivelazione di dire sì a una grande (e in quel caso chiamerebbe Bisoli, che pure ha appena rinnovato col Ce­sena dopo averlo portato in B). Come Papa­dopulo e il Bologna, perché, a prescindere dalle parole della presidentessa Menarini (« Papadopulo ci ha portato alla salvezza in sette partite, il merito è suo e della squadra. Una riconferma? Non lo so»), l'allenatore del­la A blindata all'ultima giornata ha un con­tratto firmato e depositato e per gli emiliani, che dovranno pagare fino al 30 giugno 2010 anche lo stipendio di Arrigoni, un altro esone­ro sarebbe un lusso incompatibile con il bi­lancio.

DUE NODI - Il Milan ha appena annunciato Leonardo, il Catania ripartirà da Atzori, la Samp ha già scelto da tempo Del Neri, anche se lui sull'argomento ha glissato citando Mou­rinho: «Ancora non vedo il 100%». La rivoluzione di giugno gravita intorno a due grandi nodi. Il primo è quello che riguar­da il futuro della Juve: con Conte più vicino al Bari, il mancato annuncio della fiducia a Ferrara fa pensare che il club bianconero stia prendendo tempo per sondare anche altre pi­ste. Il secondo è quello che riguarda la Lazio, con Zenga sempre favorito in caso di sostituzione ma con le quotazioni di una conferma di Rossi in rialzo nelle ultime ore: Lotito si è preso una set­timana di tempo.

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