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Nedved vicinissimo al Bologna

La carriera di Pavel Nedved non è finita, anzi. Continuerà grazie all'intermediazione di Luciano Moggi.

Calciomercato.com è venuto a conoscenza di una trattativa molto serrata per portare, a Bologna, il giocatore ceco, ex Juventus e Lazio.

Una notizia clamorosa, ma che ha ragione di esistere soprattutto se si analizza lo stretto rapporto che esiste tra il giocatore ceco e l'ex dg della Juventus.

Domani, mercoledì, alle 11.30 ci sarà una conferenza stampa dei Menarini "per fare chiarezza". Che sia la volta buona anche per l'annuncio?

Lazio, offerta a Nedved

Il contatto è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì al ristorante Gianni­no di Milano. Claudio Lotito ha incontrato Mino Raiola, procuratore di Pavel Nedved. E ha manifestato l’interesse della Lazio, che sul campione ceco per la verità si era mossa alla fine di maggio. Ci sono stati dei colloqui segretissimi, Lotito aveva già par­lato con Nedved, due sere fa ha affrontato anche il suo procuratore e consigliere, pe­dina chiave per un’operazione di questo ti­po. Perché Raiola, ancor più delle società che si sono fatte avanti, continua il suo pressing per spingere Nedved verso il campo. «È vero, ho visto Lotito. Bisognerà aspettare 10-15 giorni. Pavel è in ferie, si sta riposando. Decideremo tutto quando tornerà» .

GRADIMENTO - La Lazio ci crede, vuole Nedved a fine giugno. « Mai dire mai » era stata la prima apertura di Lotito nei confronti di Pavel. Lo considera un campione integro (44 presenze nell’ul­tima stagione con la Juve), una pedina importante per restituire personalità ed esperienza al centrocampo della Lazio, un modello da seguire per i più giovani al­l’interno dello spogliatoio. Risponderebbe, quindi, be­nissimo ai criteri a cui si ispira il presiden­te biancoceleste nella costruzione della squadra. Un rinforzo vero. Un colpo auten­tico, su cui anche Davide Ballardini, che si è appena insediato, ha dato parere positivo. Nedved sarebbe l’uomo giusto per comple­tare una linea di centrocampo a quattro, ma potrebbe essere impiegato anche da in­terno o da mezz’ala. E la Lazio è andata al­l’assalto.

SCELTA - La partita, però, è ancora aper­ta. Il primo motivo è legato alla decisione di Pavel, non ancora ufficiale, di continua­re. Il 31 maggio, all’ultima di campionato, aveva lasciato pochi spiragli: « Oggi ho smesso di correre » annunciò proprio alla fine della sfida tra Juventus e Lazio, con­clusa in trionfo con la standing ovation del popolo bianconero e dello stadio Olimpico. L’ex Pallone d’Oro, però, ha scritto anche la storia della Lazio di Cragnotti, aveva già vinto tutto prima di trasferirsi in maglia bianconera, a Roma si trovava benissimo con la famiglia. Scoperto da Zeman nel ’96, avrebbe la possibilità di chiudere la car­riera nella società che l’ha lanciato nel grande calcio. E potrebbe ancora dare tan­to. Spinto dal suo amico Mino Raiola: « Ha dato l’addio alla Juve, non ancora al cal­cio. Io mi batterò sino al 31 agosto affinché continui nella prossima stagione. Abbiamo già tante offerte» raccontò proprio in occa­sione dell’ultima domenica di campionato.

Nedved, tentazione Inter

Le sorprese di Nedved.
Pavel, che festa: ora la clamorosa tentazione Inter.
"La mia maglia numero 11 va ad Amauri, ci teneva".
"Ora posso smettere tranquillo". Ma può continuare.
Pavel dice: "Ho smesso di correre". Ma il suo procuratore è convinto che non finirà così.
L'agente è lo stesso di Ibrahimovic, nasce un clamoroso interessamento dell'Inter.
(Gazzetta dello Sport)

Il centrocampista ceco esclude nuovi ingaggi. Raiola insiste.
Pavel Nedved: "Chiudo qui", ma il suo agente continua a giocare.
La tanto sognata «Coppa con le grandi orecchie» è al sicuro a Barcellona, ma almeno l'aria di Champions l'ha accarezzato con affetto. In mancanza d'altro, Pavel Nedved si è commosso lo stesso sulla colonna sonora del «Gladiatore». Non c'era Bocelli a cantarla ieri all'Olimpico (di Torino) per l'atto finale del ceco, ma i brividi non sono mancati nel Pavel-Day. Tutto organizzato in fretta e furia perché molti erano convinti che fosse un arrivederci, non un addio, ma l'affetto è stato ugualmente travolgente. La scritta «La gloria rende gli eroi immortali» sui maxischermi nel giro d'onore, l'abbraccio dei compagni che vestivano tutti la sua maglia, la standing ovation dell'Olimpico al minuto 38 della ripresa di un balneare Juve-Lazio e i cori continui della curva hanno piegato anche l'Inossidabile. Piangeva Pavel in campo e piangeva la moglie Ivana, insieme ai figli Ivana jr e Pavel jr, in tribuna. Applaudiva la Juve e allo stesso tempo si ringraziava «l'uomo vero», «l'eroe bianconero: cuore ultras e spirito bianconero» e il reduce di mille battaglie che «merita qualcosa più di un grazie».
Un grazie ripetuto 327 volte per una festa a senso unico. Il popolo della curva si è schierato: «Più rispetto per Pavel Nedved», il leit-motive. Nessuno saprà mai cosa è realmente successo negli ultimi giorni e anche ieri le parti in causa hanno giocato la loro partita a poker. «Saluto tutti e smetto», ha subito commentato Nedved prima di finire prigioniero dell'antidoping. «Pavel giocherà ancora e le offerte in Italia e all’estero non mancano», ha spiazzato tutti Mino Raiola, suo agente presente allo stadio e assai ciarliero.
«Mi auguro che continui a restare in società con noi», ha poi aggiunto Cobolli Gigli per completare il quadretto dell'assurdo. Ognuno ha la propria versione e non è così scontata la parola «fine» sul film hollywoodiano che proponeva la sfida del cuore del centrocampista esploso nella Lazio e diventato Pallone d'oro nella Juve.
«Non è una questione di soldi - giura Raiola - ma le carte che ci ha dato il croupier non erano buone. Abbiamo passato. Se dovesse intervenire la famiglia, forse si potrebbe riflettere». Qualcuno bluffa, anche se il diretto interessato nega. «Ho smesso di correre - ha commentato a caldo Nedved - e ora voglio stare vicino alla mia famiglia. È un giorno difficilissimo, ma anche molto bello: ho sentito tanto affetto da parte di tutti, compagni e tifosi. Posso smettere tranquillo perché so che abbiamo fatto grandi cose».
Il numero 11 lo lascerà in eredità ad Amauri e il biondo di Cheb assicura che resterà a Torino. «Mi sento piemontese - sorride - e i miei figli tifano Juve: non possiamo andare via». In attesa di decifrare il suo futuro, la vecchia guardia onora il suo Gladiatore. «Mi sono commosso perché a lasciare è un grandissimo campione», dice Ferrara. «Stavo per piangere - aggiunge Camoranesi - perché lui ci ha fatto vincere molto». L'abbraccio della squadra è il segno tangibile dell'affetto, la fascia di capitano concessa per l'addio, un momento storico. «Era il minimo che si poteva fare - chiude Del Piero - ci legano tante cose, tante vittorie. Mi dispiace, speravo non finisse così».
(La Stampa)

Juve, ecco i nomi del 2010

Ecco, nome per nome, la situazione bianconera per il prossimo mercato estivo.

CANNAVARO - E' l'affare del momento, la notiziona piombata nel cuore della domenica passata, data per certa dai media italo-spagnoli (da Marca prima, da Sky Sport poi). E a quanto pare è tutto vero, perfino in fase ben avanzata. A buon punto, visto che i contatti andavano avanti già da un paio di settimane, rigorosamente sotto traccia, senza che nessuno ne sapesse nulla. Fino allo scorso week end, quando tutto è venuto fuori, senza però far battere ciglio ai diretti interessati, che per ora si trincerano dietro il silenzio. A romperlo ci hanno pensato ovviamente i tifosi (subito divisi fra chi ripudierebbe e chi accetterebbe un ritorno del difensore centrale) e il procuratore del difensore, Gaetano Fedele: "La Juve ha fatto una proposta interessante, proprio quello che lui sta cercando" ha affermato l'agente "la trattativa c'è, siamo in fase embrionale, ma le possibilità che l'affare vada in porto sono buone. L'interesse della Juve fa solo piacere, lui sta cercando di dare continuità a una carriera gloriosa e proseguire in un club di primaria importanza è il suo desiderio. I tempi? Questa sarà con ogni probabilità la settimana decisiva, visto che già ci sono stati dei contatti via fax fra Juve e Real". Il divorzio di tre anni fa è pronto ad esser riposto nel cassetto, per Cannavaro contratto d'un anno e annessa opzione al rinnovo per un secondo (per poi, magari, entrare a far parte della dirigenza), anche se la novità sta nel fatto che l'ormai ex madrileno si ridurrà l'ingaggio pur di tornare in bianconero, trovando nuova "dimora" e restando a galla, nell'intento di acciuffare i mondiali del 2010. Una sorta di scusa promossa da colui che, nel pieno della bufera Calciopoli, prese il primo volo diretto a Madrid, da Fabio Capello. Ovviamente ha fatto discutere la mossa dei dirigenti juventini, decisi a puntellare la difesa (colabrodo nel pieno della rincorsa scudetto, poi mestamente naufragata) con un 36enne, già scartato da un Napoli che il suo progetto a lungo periodo vuole affidarlo a giovani freschi e forti. Una trattativa dai molteplici spunti di riflessioni, sia sulla programmazione di Secco, Cobolli e soci, sia sulla coscienza di un giocatore pronto a ritrovare i cari vecchi compagni Camoranesi, Del Piero, Buffon. Proprio coloro che abbandonò al loro destino nel periodo più buio della infinita storia bianconera…

BUFFON/TREZEGUET - Il rapporto fra il francese e Ranieri, da ambienti vicini ai diretti interessati, possiamo dichiararlo inevitabilmente incrinato. Abbiamo raggiunto direttamente Antonio Caliendo, procuratore della punta transalpina, che ha stigmatizzato il comportamento della allenatore juventino: "Si vede da quanto e come lo sta impiegando ultimamente… Se sarà ancora lui il tecnico, vaglieremo altre strade, decidendo il da farsi su una nuova destinazione, che soddisfi la voglia di giocare del mio assistito (in lizza Barcellona e Manchester City Ndr)". Analizzando di pari passo le situazioni di Trezegol e Buffon, pare chiaro che il portierone resterà almeno un altro anno in bianconero (nell'intento di acciuffare la Champions nel complesso d'una squadra veramente forte), l'attaccante molto probabilmente lo farà l'estate prossima. Questo perché alla Juve servono "soldoni" da reinvestire, per allestire un gruppo che sappia ambire a più obiettivi e il transalpino è uno dei papabili a lasciare l'ombra della Mole, dopo i recenti screzi con Ranieri e le posizioni perse nella gerarchia del reparto offensivo. S'è convinto anche il diretto interessato (vedi le dichiarazioni di Caliendo), che vuole giocare, e segnare, con continuità per evitare il lento declino d'una carriera ricca di goie, ma anche dolori. Non c'è invece fretta per il Gigi Nazionale, il quale ha anch'esso un relativo prezzo di mercato (elevatissimo, supponiamo), come ammesso dai dirigenti bianconeri nei giorni passati. Tutto è comunque prematuro, e al momento non si registrano sirene attorno all'estremo difensore ex Parma. Con il ricavato della cessione di Trezegol, la Juve potrebbe accaparrarsi non più uno, bensì due campionissimi di spessore, capaci di far fare il vero e definitivo salto di qualità alla compagine di Ranieri. I riferimenti sono soprattutto per Silva e Diego, mentre sono meno quotati possibili acquisti di Hamsik oppure Ribery. Desta perplessità l'affare Cassano.

HAMSIK/RIBERY - Sono i due sogni impossibili della Juventus che cerca l'assalto ai titoli più pregiati per la prossima stagione. I dirigenti juventini hanno già sondato il terreno per entrambi i calciatori, ma per ora hanno visto pochi spiragli di luce. Chissà se a stagione finita potrebbe cambiare qualcosa… Il transalpino certamente lascerà il Bayern di Toni (ormai netti i contrasti con la proprietà), mentre lo slovacco di Donadoni brancola nel buio, ancora indeciso sul da farsi. Il diesse Secco in giugno farà un altro tentativo, nella speranza che qualcosa cambi, magari inserendo nella trattativa Palladino e Criscito, come ipotizzato dal patron Cobolli Gigli: "Non è un segreto la nostra stima per il napoletano, ma se il Napoli non intende cederlo ce ne faremmo una ragione (nette le parole di Marino, che ha blindato anche Santacroce Ndr), rivolgendo le nostre attenzioni ad altri campioni". Più o meno la stessa situazione per Ribery, sul quale però s'è già scatenata una asta pericolosa per i bianconeri, con il Barcellona in primissima linea. E il prezzo, ovviamente, è lievitato, con i blaugrana già pronti a metter sul piatto circa 30 milioni di euro. Il forte esterno francese, già pronto a mollare la terra teutonica, gongola e nel frattempo ha prolungato il contratto personale di sponsorizzazione con la "sua" Nike, la quale senza coprirsi troppo spinge anch'essa per un passaggio a un club sponsorizzato in proprio invece che dal principale concorrente (Adidas appunto, sponsor dei bavaresi). L'asta è aperta (improbabile uno scambio con Buffon), ma la concorrenza per le casse juventine è quanto mai proibitiva.

DIEGO - Il brasiliano pensa solo al Werder sino al giugno ("Non so a che punto è la trattativa, ne riparleremo più avanti ha dichiarato"), ma gli ultimi dieci giorni hanno rappresentato uno snodo importante per la trattativa riguardante il calciatore classe 1985. A Torino sono arrivati Djar, padre di Diego, e Giacomo Petralito, agente Fifa e principale intermediario per un possibile trasferimento. Si sono compiuti importanti e rilevanti passi avanti, con le parti in causa che hanno ribadito l'interesse reciproco per una soluzione positiva, voluta fortemente da tutti i diretti interessati. Papà Diego ha messo in tasca quelle che sono le possibili mosse della Juventus (c'è stato anche il via libera tattico di Ranieri), in attesa di sentire anche la controparte tedesca, che incontrerà a giorni (come dichiarato da lui stesso). Juve e Werder, invece, si incontreranno solo al termine della stagione e la fine di giugno potrebbe essere finalmente il momento propizio. Le parole di Djair Ribas da Cunha tranquillizzano i tifosi juventini: "Forse ci siamo. La mia sensazione è che questa volta la Juve faccia sul serio. L'interesse per Diego c'è, ma ne sapremo molto di più a fine mese". Il padre punta a fare gli interessi del figlio, che da sempre spinge, sottobanco, per un passaggio alla Juventus, squadra che risponde alle sue richieste, ovvero di club blasonato e già certo della partecipazione alla Champions League. Se sull'asse Torino-Brema non ci saranno clamorosi ribaltoni, l'affare si farà.

NEDVED/SILVA - Per l'assalto all'asso spagnolo, la Juventus ha "sotto il cuscino" almeno 18 milioni di euro da proporre, ma il Valencia non considera ancora sufficiente l'offerta che comunque sarà trattata ancora un po' dai dirigenti juventini: "Nessun nostro campione sarà svenduto" ha affermato il vicepresidente del Valencia, Fernando Gomez "alcuni sondaggi ci sono stati, ma noi aspettiamo ancora e non avremo problemi a ricevere proposte". La base d'asta s'aggira sui 25 milioni, anche se sarà ovviamente abbassata, trovando un compromesso per un cifra leggermente minore. Nel frattempo l'approdo del valenciano sotto la Mole, sembra apparentemente essere legato alla scelta se proseguire, o meno, con i colori bianconeri di Nedved. Ma, stando a qualche discrezione, non bisogna esserne così certi. Il ceco, come ampiamente risaputo, ha dichiarato ad inizio marzo il suo addio al mondo del pallone, ma potrebbe tornare sui suoi passi, come già ci ha abituato in passato. Per ora tutto tace, ma l'ex Lazio forse rimarrà ancora un altro anno alla corte di Ranieri, anche se a mezzo servizio visto che gli anni si fanno sentire e le ginocchia non sono più quelle d'una volta. In casa bianconera si dicono ben contenti di tenere ancora per una stagione colui che vinse il Pallone d'oro nel 2003, ma il progetto Juve deve andare avanti e, per quel salto di qualità necessario, oltre a un Nedved "limited edition" (che proverà per l'ennesima volta, con un gruppo ancora più forte di quello di quest'anno, a dare l'assalto alla agognata Champions), servirà un sostituto di primissimo livello. David Silva, appunto. Lo spagnolo campione d'Europa è in cima al taccuino di Secco e soci, che già hanno battuto il terreno con il Valencia (sempre in preda a una profonda crisi societaria) e sono pronti all'assalto, fissato per luglio prossimo.

CASSANO/GIOVINCO - Il talento di Bari Vecchia continua a orbitare nei dintorni bianconeri. In casa Samp non s'espongono più di tanto, rimandando tutto a fine stagione, così come in casa bianconera, dove il fantasista pugliese però interessa tanto. Eccome se interessa. Negli ultimi giorni, purché l'affare vada in porto, è stato tirato in ballo anche Sebastian Giovinco, come probabile contropartita tecnica per facilitare l'acquisto di quello che potrebbe essere il post Del Piero. Qualcuno però storce il naso, a partire dal manager del giocatore Claudio Pasqualin, il quale ha prontamente chiarito: "Non mi risulta affatto questa ipotesi, la Juve non ce ne ha parlato. Forse non e' solo una ipotesi quella di Cassano alla Juventus, ma che ci sia di mezzo Giovinco e' assolutamente un'invenzione". Tutte frottole, quindi, ma logicamente la Formica Atomica sarebbe gradita a mister Mazzarri, così come al d.g Marotta, già dettosi pronto a intavolare possibili trattative nel prossimo mercato estivo. Nella rincorsa a Cassano è proprio la Juve la prima scelta, la prima "papabile" a poterlo accogliere. Tanto che il procuratore dell'ex Roma e Real Madrid, Bozzo, avrebbe avviato dei contatti con un'agenzia immobiliare di Chivasso per trovare casa al giocatore nella "prima cintura" di Torino. Segnali fondamentali, delicati per colui che è visto come il dopo Del Piero, come la pedina più giusta per voltare e aprire una nuova pagina della lunghissima storia bianconera. Molto probabilmente, dopo aver tappato il buco sull'esterno sinistro (visto l'addio di Nedved), la dirigenza di corso Ferraris si butterà a capofitto sull'affarone riguardante il barese, che proprio in questo scorcio di stagione ha finalmente trovato l'ariete da rifornire, quel Pazzini che concretizza al massimo le sue ripetute genialate nell'arco dei 90'. In soldoni, passando all'aspetto economico, la clausola rescissoria consente a Cassano di liberarsi per 20 milioni, ma l'unica cosa sicura è che 4,5 dovranno essere girati dalla Sampdoria al Real Madrid. Poi servirà l'indubbio sforzo economico di Secco e colleghi, che hanno la vera di occasione di poter fare finalmente breccia nel cuore dei tifosi juventini, fin qui piuttosto scettici sull'operato dirigenziale.
Fonte Carlo Nesti

Juve, è il momento di svecchiare


Peter Kelder racconta nel suo libro, "I cinque tibetani", l'antico segreto della fonte di giovinezza. Si può invertire mentalmente e fisicamente il processo di invecchiamento eseguendo cinque riti. Pare che il testo sia passato di mano nello spogliatoio bianconero, un cult tra i giocatori simbolo della Juve, avviati a fine carriera. Buffon, Camoranesi, Del Piero, Nedved, Trezeguet hanno vinto tanto, si sono rimessi in gioco accettando di ripartire dalla serie B dopo la bufera dell'estate 2006. Avrebbero voluto conquistare la Champions League al primo anno dal ritorno in Europa, ma la stagione è stata irta di spine. L'anagrafe, gli infortuni, che per alcuni hanno inciso sul rendimento, rischiano di pesare sul destino dei campioni, tanto da condizionare le scelte della società. In casa Juve è il momento del dubbio: puntare ancora sugli "inossidabili" per la prossima stagione, relegando in panchina potenziali talenti, o investire, sfruttando i milioni all'incasso da cessioni eccellenti?
40 MILIONI - Gigi Buffon, 31 anni, è il più giovane del quintetto storico, il più ambito al calcio mercato. Milan, Inter, Manchester City e United, Barcellona: le offerte in passato non sono mancate, né mancherebbero se SuperGigi chiedesse di cambiar aria o arrivasse un'offerta irrinunciabile. I 75 milioni sparati dal City l'estate scorsa sono un lontano ricordo. La crisi ha colpito anche il calcio e suggerisce più miti consigli anche ai magnati della Premier League: 35-40 milioni la quotazione attuale. I problemi muscolari agli adduttori ed il mal di schiena ne hanno condizionato la prima parte della stagione, Gigi ancora oggi non è al top della condizione.
ADDIO - Se il portierone dovesse essere sacrificato alle regole del mercato, il pacchetto milionario (in aggiunta ai 30 milioni messi a disposizione dal Cda) verrà reinvestito per l'ingaggio del vice Nedved, di un centrocampista ed un difensore. Il rebus più difficile da risolvere è legato all'eredità di Pavel. Il centrocampista ceco ha annunciato di voler chiudere la carriera a giugno, a 36 anni, ma non è detta l'ultima parola. I nomi per la successione sono tanti, da Ribery a David Silva a Sneijder. I ripetuti infortuni di Camoranesi, quest'anno quasi mai a disposizione, il doppio intervento chirurgico di Trezeguet (oltre alle bizze dell'attaccante transalpino), sono campanelli di allarme che il club intende monitorare in vista di una scelta coraggiosa. In questo caso le offerte di mercato latitano, colpa dell'anagrafe e di ingaggi al top della categoria, 15-20 milioni sono tanti. Resta il rebus Del Piero. Il capitano in sedici anni ha messo in riga fior di concorrenti. Con le sue magie nella prima parte della stagione ha tenuto la Juve in corsa in campionato e Champions, accusando un po' di stanchezza con il nuovo anno, ma il fisico ancora regge. Alle sue spalle Cassano rischierebbe di fare la stessa fine di Giovinco. Finché Pinturicchio non ammainerà la bandiera, saranno soldi mal spesi.
 
Fonte La Gazzetta dello Sport

Inter, campione a parole


Le pagelle di questi ultimi incontri europei

Juventus 6
La sufficienza perché alla fine, delle tre italiane impegnate in Champions League, è stata la meno triste e un po' di coraggio comunque lo ha mostrato. La Juventus di qualche mese fa aveva basato tutta la sua forza sulle tre coppie fondamentali : Chiellini-Legrottaglie in difesa, Sissoko-Tiago a centrocampo e Amauri-Del Piero in attacco. Arrivati al dunque nessuna delle tre coppie ha fatto niente di speciale. Anzi, quella difensiva, si è fatta pure infilare da Drogba. Possibilità di passare il turno 40%.

Nedved 8,5
Il voto è alla carriera (uno scudetto e una Coppa delle Coppe con la Lazio, due scudetti e Pallone d'Oro nel 2003 con la Juventus), ha deciso infatti di annunciare l'addio arrivato quasi alle soglie dei 37 anni. E' stato, è tuttora, un grande giocatore: potente, agile, capace di gol spettacolari. Celebrando lui non si può non dare anche un 7 di merito a Zdnenek Zeman, suo connazionale, che nel '96 lo volle fortemente alla Lazio, già intravedendo in lui un campione. Anche altre volte Nedved aveva annunciato l'addio, cambiando poi idea in extremis. Gli auguriamo di non farlo, i grandi calciatori devono lasciare quando ancora ne hanno.

Inter 5
L'impressione è che la maggioranza delle energie si sprechino in chiacchiere. Anche se questa è una precisa strategia di Mourinho che cerca di focalizzare tutte le tensioni su se stesso per lasciare tranquilla la squadra. E così alla vigilia se la prende con Ancelotti, e dopo la partita punzecchia pure l'arbitro, come al solito. Frattanto però il Manchester Utd ha dato lezione di calcio, risparmiandole i gol però. L'unico e principale merito dell'Inter è avere un portiere eccezionale, Julio Cesar, che in questo momento è il migliore al mondo. Ibrahimovic invece, quando arrivano queste partitissime, fatica a diventare lo showman del campionato. Il patatrac, è giusto ricordarlo adesso, l'Inter lo fece in fase di qualificazione sbagliando disatrose partite a Cipro con l'Anorthosis (3-3) , in casa col Panathinaikos (ko per 0-1) e a Brema (ko per 1-0), con un Mourinho tra i più fuoriforma di tutti (era il periodo in cui affastellava punte alla rinfusa...). Questo pasticcio l'ha retrocessa al secondo posto, l'ha messa di fronte al Manchester e l'ha costretta a disputare per di più all'Old Trafford la partita di ritorno dove troverà i vari Cristiano Ronaldo, Rooney e Giggs ancora più avvelenati. Le chance di passare non sono tante: 20-25%.

Gigi Simoni 7
E a proposito di Inter : si può ricominiciare anche a 70 anni e dalla Lega Pro, più precisamente il Gubbio. E' capitato a Gigi Simoni, un vero signore del pallone, che l'Inter di Moratti - era l'epoca del primo Ronaldo - maltrattò. Ma questa è storia vecchia. Dice che stare lontano dal calcio lo aveva fatto sentire all'improvviso un po' più vecchio. E così è corso a cercarsi una squadra.

Roma 5
All'Emirates Stadium si è fatta proprio mettere in soggezione dall'Arsenal. Serviva la corsa e non c'è stata; servivano uomini in perfetta forma e non c'erano o erano proprio infortunati; serviva un Totti leader e non si è visto; serviva anche un Pizarro forse in campo fin dal primo minuto ma Spalletti ha preferito puntare su altri; serviva una difesa al suo massimo e invece c'era il solito distrattissimo Loria e così via. Al ritorno ci vorrebbe una Roma letteralmente trasformata, ma nelle ultime settimane non si è vista. Se... se.... se.... se può pure farcela a battere l'Arsenal 2-0. Chance? 40%, scarse.

Calcio inglese 7,5
Più coraggio, più energia, soprattutto quando comincia una partita un club inglese mette palla a terra, corre e ci prova sempre. Meno tatticismo, giocatori che vanno via in dribbling senza paura. I migliori? Nasri per l'Arsenal, Ronaldo per il Manchester e Drogba per il Chelsea. E che spettacolo gli stadi inglesi: Drogba dopo aver segnato ha fatto il gioco del mitra alla Batistuta e poi è andato a stringere le mani ai tifosi a bordo campo.



Fonte La Repubblica

Il nuovo film bianconero: “Il dopo Nedved”

Giugno 2009: ci sarà la proiezione di un nuovo film, prodotto esclusivamente per i tifosi bianconeri. Il dopo Nedved, questo il titolo del film, vedrà come protagonista il biondo ceco della Juventus insieme ad almeno altri 3 personaggi candidati alla sua sostituzione, e come registi il duo Secco - Blanc (che non sono proprio come Stanley Kubrick e Steven Spielberg) coadiuvati da Claudio Ranieri.

Lasciando stare i paragoni e le pellicole cinematografiche, in casa bianconera si lavora sul mercato in cerca di un sostituto di Pavel Nedved che il prossimo anno dovrebbe chiudere col calcio giocato. Al momento, i nomi più gettonati sono 3: Diego del Werder Brema, Renato Augusto del Bayer Leverkusen (seguito anche dalla Roma) e Florent Malouda del Chelsea (prossimo avversario dei bianconeri). Il più vicino e anche il più propenso a trasferirsi a Torino è il brasiliano Diego che ha già manifestato ampiamente la sua disponibilità e la sua gratitudine ad un eventuale cambio di maglia: dall’arancioverde del Werder al bianconero della Vecchia Signora. Il meno convinto dell’operazione è Claudio Ranieri che, con l’arrivo di Diego, si troverebbe costretto a dover cambiare modulo, vista l’inadattabilità del fantasista al ruolo di esterno sinistro e vista la poca propensione dello stesso alla manovra difensiva.

ALTRE OPERAZIONI DI MERCATO - I bianconeri lavorano anche per l’acquisto di un giovane terzino da far crescere e maturare alle spalle dei vari Grygera e Zebina: si tratta di Lorenzo De Silvestri della Lazio, che quest’anno gioca poco, vittima dell’esplosione dello svizzero Lichtsteiner. Anche per questa operazione ci si muove in ottica estiva, e potrebbe concludersi positivamente soprattutto se il nazionale under 21 dovesse continuare a trovare poco spazio.

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