Mandate Lippi
Ancelotti in Nazionale
Crisi o no, mai come in quest'estate potrebbero cambiare gli allenatori in serie A. Soprattutto tra le grandi. Partiamo da una certezza. Al momento l'unica panchina che non avrà sussulti è quella dell'Inter, dove Mourinho è confermato. Cambi, dunque. A cominciare da Juventus e Milan. Il futuro bianconero di Ranieri, nonostante le dichiarazioni di Blanc, è appeso ad un filo. Dopo lasconfitta in Coppa Italia con la Lazio i divorzio sembra certo con Spalletti favorito. Passiamo al Milan. Il secondo posto finale e l'arrivo di due giocatori di primissimo livello potrebbero far continuare il rapporto tra Ancelotti ed i rossoneri, senza dimenticare però che il tecnico ha già una parola presa con il Chelsea. Se verrà mantenuta, Galliani cercherà di portare uno tra Rijkaard, Spalletti, in caso di divorzio dalla Roma, oppure Allegri. Con quest'ultimo nome che appare comunque come una bella scommessa. Altrimenti per Ancelotti sarà ancora Milan. Considerando che proprio nelle ultime ore il tecnico ha dichiarato che rimarrà ancora a Milano. E allora lo scenario che potrebbe aprirsi è un altro. Fare un altro anno con i rossoneri per poi prendere il posto di Marcello Lippi sulla panchina dell'Italia dopo i Mondiali 2010, quando appunto l'attuale ct potrebbe lasciare gli azzurri. La Roma. Quella che sembrava una certezza potrebbe vacillare se verranno confermate le notizie che vogliono Spalletti favorito per la panmchina della Juventus. Ma in questo momento per i giallorossi ci sono altri problemi ben più importanti, come le nuove voci riguardanti un passaggio di società.
Lippi chiude a Cassano
Marcello Lippi non ha alcuna intenzione di aprire le porte della nazionale ad Antonio Cassano. In un' intervista concessa a Sky Sport il Ct azzurro ha spiegato la sua decisione per motivi "psico-tecnici". Una spiegazione che sembrerebbe spegnere ogni speranza al talento barese malgrado Lippi gli conceda ancora un piccolo spiraglio: "Cassano deve continuare a giocare come sa. Poi, quando io farò le scelte, se per caso non ci sarà, non deve pensare assolutamente che io abbia qualche motivo particolare nè con lui, nè con nessuno. Sono semplicemente convinzioni mie psico-tecniche", ha ribadito.
NO A TROPPI ORIUNDI - In azzurro, invece, potrebbero presto sbarcare Amauri e Thiago Motta anche se Lippi per ora glissa: "Quando Amauri avrà il doppio passaporto, vedremo. Motta si è già proposto, dicendosi disponibile a giocare con noi. Così come lo hanno fatto Ledesma e Taddei. Fa piacere anche se deve essere chiaro che non vogliamo fare una nazionale di oriundi. Ci sono tanti buoni giocatori in Italia".
TOTTI, ADDIO DEFINITIVO - Uno di questi è sicuramente Francesco Totti il cui capitolo in azzurro non sembra però destinato a riaprirsi: "Ha abbandonato, gli è costato tanto, bisogna rispettare la sua scelta", dice Lippi. "Lui - prosegue - ha detto che se un giorno ci fosse bisogno tornerebbe. Abbiamo un rapporto talmente bello si renderebbe disponibile. Questa è una cosa che mi ha fatto molto piacere però non credo proprio che succederà".
ASPETTANDO GATTUSO - L'Italia si prepara alla Confederations Cup, in programma a giugno in Sudafrica. "Andrà il gruppo che ha lavorato negli ultimi mesi. Spero, ovviamente, di recuperare qualche giocatore che ultimamente ha partecipato poco come Camoranesi e Gattuso", dice Lippi. Il centrocampista del Milan sta recuperando da un grave infortunio: "Se lui giocherà qualche partita nel mese di maggio, perché no? Magari non potrà giocare tutte le partite ma l'esperienza di Gattuso nel gruppo sarà importante lo stesso".
MIX TRA GIOVANI E CAMPIONI - L'obiettivo di Lippi, ovviamente, è presentarsi con una squadra competitiva ai Mondiali del 2010. "La ricostruzione passa attraverso 2 anni nei quali dobbiamo cercare di fare ovviamente la cosa più importante", dice riferendosi alla qualificazione da centrare. "Siamo messi abbastanza bene ma dovremo lottare e ce la dovremo sudare", aggiunge riferendosi alla classifica del Gruppo 8 che gli azzurri guidano con 2 punti di vantaggio sull'Eire di Giovanni Trapattoni. L'ossatura della squadra sarà sempre costituita dai campioni del mondo del 2006: "Piano piano stiamo ricostruendo qualcosa, tenendo conto anche della carta d'identità di qualche giocatore straordinario di Germania 2006: bisogna stare molto attenti a lasciarli troppo precocemente per strada, bisogna accompagnarli, loro devono capire qual è il loro ruolo", dice il ct. "I veterani possono essere importantissimi in questo periodo e magari capire che tra un anno possono maturare i giovani".
MACHEDA PUO' ATTENDERE - E a proposito di giovani anche a Lippi non è sfuggito l' esordio eclatante del giovane Federico Macheda con la maglia del Manchester United: 2 gol in 2 spezzoni di partita. "Macheda è già in un elenco di giovani che sono andati a giocare all'estero e che seguirò con attenzione", dice il CT. "Certo è che non è che se uno fa una partita e un gol deve essere subito convocato in nazionale...". Come dire per ora aspetterà. Poi magari farà la sua bella trafila passando per l' U. 21 di Casiraghi. Un' opinione che non convince i bookmaker inglesi che reputano piuttosto probabile che il talento romano vada ai Mondiali. Tant'è vero che lo offrono appena a 2,65.
INTER, SCUDETTO MERITATO - Non c'è più quota, invece, per lo scudetto 2009 all' Inter. E anche Marcello Lippi incorona definitivamente i nerazzurri: " L'Inter ha ampiamente meritato lo scudetto". sottolinea. "Sono 3 stagioni che è la squadra più forte in Italia. L'anno scorso gli ha tenuto testa solo la Roma. In questi anni la società nerazzurra ha costruito una squadra importante e forte. Mourinho ha fatto rendere la squadra in maniera sufficiente per vincere il campionato, come ha fatto anche Mancini nelle stagioni precedenti. Invece a livello internazionale gli manca ancora qualcosa. Probabilmente una cavalcata importante che gli faccia raggiungere l'autostima sufficiente", conclude.
Attenti al Trap
Ma mercoledì a Bari, contro l'Irlanda, l'Italia ha una grande opportunità. Lippi, però non crede che sia il match decisivo: "Avere 5 punti di vantaggio sarebbe molto importante, ma non ci sarà nulla di definitivo"
Con il Montenegro è arrivata una vittoria importante dopo una settimana "di grandi polemiche e un po' di entusiasmo". Così Marcello Lippi inquadra il 2-0 di ieri, dopo essere stato rincorso per giorni dall'argomento Cassano.
Sulla vittoria di ieri in Montenegro, Lippi dice: "E' stata una bella iniezione di fiducia, l'avversario non era il Brasile ma oggi nel calcio non ci sono partite facili e il fatto di aver vinto rischiando poco è una bella soddisfazione". Marcello Lippi loda i suoi ragazzi e un'Italia che ha giocato con maturità e autorità, grazie a un'ottima miscela di giovani e 'senatori'. "I giovani si stanno comportando molto bene, sono contento di loro, sono bravi e hanno la testa giusta. Sono ragazzi con un avvenire stupendo.
Lippi, ma che combini!
A meno di dieci partite dalla fine di questo campionato, oggi il tema principale non ha come contesto la classifica, lo scudetto o cose del genere, ma le convocazioni di Marcello Lippi.
Fra sabato e mercoledi prossimi ci giocheremo una buona fetta di qualificazione al mondiale del 2010 dove andremo (ammesso e non concesso che il pass arrivi) per difendere il titolo conquistato nel 2006 magicamente in quel di Berlino.
Marcello Lippi tiene la sua attenzione a 359,9 gradi sul mondo calcistico in ricerca di quegli elementi che possano costituire quel famoso "gruppo" che tanto importante è stato in piena calciopoli 3 anni fa, e la dimostrazione che tutti coloro che meritano un'occasione saranno prima o poi accontentati dall'ex coach della Juventus sono i vari Motta, Bocchetti, Foggia e Pazzini, grandi protagonisti di questa stagione, ma di certo non nomi da grido. Non è stato un errore parlare di 359,9 gradi, manca quel 0,1 che nessuno può mai capire come possa essere ignorato da Lippi: Antonio Cassano avrà cambiato nazionalità? Non si spiega altrimenti la non convocazione di uno degli assoluti protagonisti del mondo calcistico italiano degli ultimi mesi, un ragazzo che settimana dopo settimana regala perle su perle sia con assist che con gol, ma anche sacrificandosi e giocando con la squadra. Stiam parlando di un ragazzo che sta riuscendo nell'impresa di far segnare a ripetizione un attaccante come Pazzini che in carriera non aveva praticamente quasi mai trovato la porta con la continuità che ha acquisito giocando di fianco a FantAntonio. E Lippi di ciò si è reso sicuramente conto, Pazzini appunto in questa lista c'è!
E' un mistero come sia presente Pepe, onestissimo attaccante di una buonissima Udinese, che magari fra due estati ci farà vincere il quinto titolo mondiale, ma che di certo ha un potenziale che a confronto con quello di chi non figura fra i convocati, impallidisce.
Potremmo parlare delle "originali" scelte di De Sanctis (per fare due nomi: Curci e Sereni che hanno di meno? In ogni caso non è il terzo portiere che fa fare il salto di qualità al gruppo) e Montolivo (è troppo offensivo che la sua stagione è da farsi grasse risate?), e di quella di lasciare fuori Floccari, uno dei migliori attaccanti italiani degli ultimi due anni, ma c'è già tante carne al fuoco, meglio magari concentrare l'attenzione su quanto già detto.
O le scelte di Lippi ci stupiranno in positivo, o le polemiche saranno più di quelle legate a tali decisioni.
Tali convocazioni sono arrivate dopo un turno di campionato in cui Inter e Juventus continuano a volare, la prima lanciata verso il secondo..ops, terzo...altra disattenzione..quarto scudetto consecutivo, la seconda verso una anticipata qualificazione in Champions per la prossima stagione. Ibrahimovic dimostra ancora una volta a tutti la sua forza nei confini italiani, peccato che non renda in Europa neanche al 25% di quanto faccia da noi. E sempre in ottica Inter, un altro mistero continua a non trovare risposta: Maradona perchè non convoca Cambiasso?
Gli uomini di Ranieri hanno conquistato una vittoria facile facile all'Olimpico di Roma contro i vice-campioni d'Italia, una sorta di tristissimo, naturalmente è un "titolo" che nulla conta, ma emblematico passaggio di consegne: i Totti's boys incassano le quattro sberle e vedono scappare via Genoa e Fiorentina nella volata all'ultimo posto disponibile per la Champions League, quello dalla porta secondaria e scomoda dei preliminari estivi. Il Milan da tutto ciò resta ancora abbastanza lontano, dopo il pareggio di Napoli il distacco è ancora rassicurante.
La sostanziosa zona centrale del gruppone vive di sbalzi d'umore da una settimana all'altra. Oggi ancor più depressa troviamo la Lazio, il Palermo ritorna a far visita allo stesso psicologo, mentre il Cagliari ritorna a sognare qualcosa di comunque proibitivo.
I capitolini perdono anche a Catania dopo il capitombolo interno di 7 giorni fa, e non basta pensare che il migliore in campo sia stato Bizzarri, portiere dei siciliani. Rossi non ne azzecca una: giocano Pandev e Zarate e per far gol deve inserire Rocchi; gioca Rocchi con uno dei due e i suoi non trovano la via del gol, e per di più Pandev si mette anche a sbagliare l'ennesimo rigore a favore. Fa strano pensare che 15 giorni fa Lotito e compagnia avevano accennato alla speranza di qualificarsi per l'Europa di Serie A.
Altra zona indecifribile ad oggi è quella salvezza, zona dalla quale il Chievo si allontana sempre più. Il risorto Pellissier si è ricordato di essere l'uomo in più dei suoi, pur non segnando il gol decisivo, inventa e fa segnare gli altri. Luciano si ricorda di essere Eriberto (ricordi romantici di un Chievo di "delneriana memoria"), e allora a Campedelli torna immediatamente il sorriso.
Sorriso che sullo Stretto di Messina sponda calabra nessuno ha di certo: le scoppole prese dalla Reggina fanno perdere ancor più fiducia, sempre se ci fosse ancora qualche inguaribile ottimista disposto a farsi del male da solo pensando che la salvezza sia ancora possibile. E qui è grossa la speranza di prendere un bel granchio con quanto appena scritto, anche se comunque sperare che ciò accada grazie a, per dire, Brienza e Barillà è praticamente utopia.
Il Lecce non muore, il Torino è moribondo, il Bologna non riesce a scappare via: verosimilmente saranno due fra queste a far compagnia alla Reggina nella B della prossima stagione.
Il pensiero della buonanotte per Mannini e Possanzini: l'ingiustizia è cancellata, è bello per tutti rivedervi abili e arruolabili dopo la tremenda ingiustizia subita per quell'assurdo ritardo di anni fa!
Quanti oriundi!
Gli ultimi sono stati il giallorosso e il genoano, sempre in attesa che la telenovela legata al destino dell'attaccante bianconero giunga ad una soluzione definitiva.
Ma, come detto, non ci sono solo loro tre. Qualche tempo fa a proporsi era stato il laziale Cristian Ledesma, argentino con passaporto italiano, mai chiamato dalla Seleccion, malgrado le recenti convocazioni di Maradona per l'amichevole con la Francia potessero trarre in inganno (il giocatore in questione era il Cristian Raul Ledesma del San Lorenzo).
Qualcuno invece la maglia azzurra l'ha già indossata. Fernando Forestieri, altro argentino, appartiene già alla Nazionale azzurra Under 20, mentre il suo connazionale (di nascita) Osvaldo, ora al Bologna, ha fatto parte della spedizione olimpica guidata da Casiraghi, oltre a giocare nell'Under 21.
In attesa che i giovani crescano, Lippi potrebbe, volendo, 'pescare' giocatori già affermati, da impiegare all'occorrenza. Alla lista dei vice-Buffon, potrebbe, chissà, aggiungersi Rubinho, protagonista col Genoa di Gasperini, nazionale verdeoro solo fino all'Under 20, libero dunque di scegliere altri colori per la Nazionale 'dei grandi'.
Maximiliano Pellegrino e Josè Talamonti, dal nerazzurro dell'Atalanta, potrebbero fare il salto all'azzurro della Nazionale. Entrambi argentini, entrambi con passaporto italiano. Così come i connazionali e colleghi di reparto Campagnaro (Samp) e Silvestre (Catania), più i brasiliani Cribari (Lazio) e Felipe (Udinese). Tutti convocabili, tutti in attesa di una prima chiamata.
La finale di Champions? Sarà Inter-Barça
Marcello Lippi a 360°. Stimolato da Gianluca Vialli e Paolo Rossi, nell'ambito della trasmissione "Attenti a quei due", la rubrica settimanale di Sky, il ct azzurro parla di italiane in Champions League, Nazionale, Del Piero, Ibrahimovic, Santon, il momento della Juve.
LA CHAMPIONS - Si comincia proprio dalla Champions League che Lippi vinse nel '96 alla guida della Juventus, battendo in finale l'Ajax ai rigori. "Il ricordo più vivo non sono i rigori, ma i 120 minuti splendidi - spiega Lippi -. Il ricordo più frequente è l'emozione con la quale i giocatori sono venuti verso di me, volevano battere i rigori. I cinque rigoristi di solito sono prestabiliti, poi, però, ci sono i cambi e le sostituzioni. Anche ai Mondiali mi è successo, tutti sono venuti verso di me. Nell'altra finale di Champions League, quella persa contro il Milan, invece, capii subito che sarebbe andata male".
Secondo Lippi la squadra che in Europa ha le stesse caratteristiche della Juventus vincente del '96 è "il Manchester United. Noi giocavamo con tre attaccanti e vedere Rooney che segue il difensore fino alla bandierina, poi cambia posizione e riparte, mi ricorda molto l'atteggiamento di Vialli e Ravanelli". Ma l'Inter agli ottavi dovrà vedersela contro il Manchester United. "Negli occhi dei giocatori dell'Inter e nell'allenatore traspare l'autostima e la convinzione. Sarà una bella partita e sono convinto che passerà l'Inter. Le squadre italiane hanno qualcosa in più delle altre nella gara secca, nel dentro o fuori. Certo, se arrivano con il 60% della forma è un altro discorso...".
IBRA - La stella nerazzurra è Zlatan Ibrahimovic che cerca la consacrazione in Europa. "Lui deve semplicemente fare una grande vittoria a livello internazionale, o con una squadra di club o con la Nazionale - spiega Lippi -. Se vincerà la coppa dei campioni con l'Inter, l'anno prossimo sarà Pallone d'Oro. Lui è considerato uno dei più grandi calciatori del mondo, incute timore. Se non è stato finora in grado di ottenere grandi risultati, non credo sia da imputare alle sue prestazioni. Credo sia uno dei più forti giocatori del mondo". Dall'Inter alla Juventus, in calo nelle ultime partite. "Il problema maggiore è che ha avuto per troppo tempo giocatori infortunati. Un dosaggio di energie adeguato è determinante nella gestione. L'Inter arriva al massimo perché adesso sono tutti partecipi di un progetto, giocano tutti, si sentono tutti importanti. Mourinho può permettersi di fare un turn-over. Adesso anche la Juve ha una disponibilità maggiore". La Roma se la vedrà con l'Arsenal.
"Sono convinto che il passaggio al turno delle tre italiane dipenda solo da noi: se noi ci presentiamo al massimo della condizione psicologica, tecnica, al di là di uno-due infortuni, che hanno anche gli altri, se noi arriviamo al 100% passiamo il turno, anche contro il Manchester". Per lui la finale sarà "tra il Barcellona e la vincente di Manchester-Inter. Il Barcellona non fa calcoli, gioca sempre al massimo''
LA NAZIONALE - Dalla Champions League alla Nazionale. "Ho ufficializzato che avrei lasciato la Nazionale prima del Mondiale, l'abbiamo vinto, l'ho lasciata, poi dopo pochi mesi mi resi conto della cavolata che avevo fatto e, appena si è ripresentata la possibilità di ritornarci, ho dato la mia disponibilità. E stata la mia maniera di ripagare la Federazione, perché mi sono reso conto che andar via dalla Nazionale in quel momento non era una cosa tanto normale". L'amichevole con il Brasile non gli ha permesso di stabilire il nuovo record mondiale di imbattibilità per una Nazionale. "Quella con il Brasile era una partita organizzata da tempo. Noi abbiamo bisogno di incontrare squadre importanti. In questo momento loro sono una squadra motivatissima: giocavano contro i campioni del mondo, giocavano in una cornice fantastica, probabilmente ora sono più forti di noi, ma non è detto che lo siano tra un anno e mezzo". Il suo progetto intanto continua: "devo stare attento a non lasciare perdere troppo presto giocatori straordinari che magari hanno qualche anno in più, ma che hanno una capacità, una tecnica, una saggezza, che prima di rinunciare a questi bisogna stare molto attenti. Nel frattempo bisogna far fare esperienza a chi non ce l'ha, può darsi che giocando contro la Russia o contro la Finlandia, magari fanno una figura diversa.
Due anni fa giocammo contro Olanda e Germania dopo un anno e mezzo di lavoro, questa volta dopo sei mesi, contro il Brasile, quindi ci sta la sconfitta. Due anni fa vincemmo in Olanda con grande autorità e personalità, ma eravamo a un punto diverso della costruzione, con la Germania lo stesso".
IL GRUPPO - "Il motivo più importante - continua Lippi - è che non sono tornato in Nazionale perché voglio vincere un altro Mondiale, certo ci proveremo con tutte le nostre forze, ma il mio obiettivo è quello di ricostruire un gruppo che abbia gli stessi presupposti psicologici che aveva l'altro, di grande compattezza, complicità, voglia". Lippi non esclude nessuno dal suo progetto, ma per quanto riguarda Totti, Lippi spiega: "lui ha detto che abbiamo un rapporto talmente bello, di stima, che se mai glielo chiedessi, è a disposizione. Sia Totti che Nesta hanno preso questa decisione, sono dei professionisti seri, gli è costata tanto, abbiamo visto anche il perché, perché non possono gestire il doppio impegno e perciò bisogna rispettare questa decisione".
IDEA SANTON - "Lo conosco da 14 anni, l'ho allenato per 12. Se continuo a chiamare sempre gli stessi come faccio a vedere gli altri? Se poi, tra un anno e mezzo sarà ancora in splendide condizioni è un altro discorso", quindi Amauri: "è un giocatore brasiliano, quando avrà il passaporto italiano...", quindi il dribbling alla domanda su Cassano. "Ci sono tanti giocatori che stanno facendo bene, come Floccari, Di Vaio. Io li sto seguendo, ma non è che posso chiamarli tutti insieme. Santon è un giocatore che mi piace tantissimo, mi sembra predestinato, mi fa pensare a Maldini giovane. Marchisio, Giovinco, Acquafresca li lascio all'Under 21, perché hanno l'Europeo, li lascio a Casiraghi, poi da giugno in poi avrò anche loro a disposizione. Io a distanza di tre anni e mezzo dal Mondiale non sono ancora sicuro adesso di aver portato i più bravi tecnicamente, ma sono sicuro di aver portato dei fuoriclasse, per la testa e per il saper far parte di un gruppo, di una squadra".
ITALIA: domani parte l'avventura per il Mondiale 2010
Un avversario modesto per ripartire come ci si era lasciati: con una vittoria. Per l'occasione il ct Lippi punterà su ben 9 campioni del Mondo per una formazione che dovrebbe vedere Buffon tra i pali, Zambrotta e Grosso esterni bassi mentre la coppia centrale sarà composta da Cannavaro e Gamberini. A centrocampo agiranno Camoranesi Pirlo e De Rossi mentre in avanti l'unico dubbio è tra Gilardino e Iaquinta. Il primo però, sembra essere favorito per affiancare il rientrante Luca Toni e Totò Di Natale. Un'Italia alla ricerca dei tre punti, obiettivo che non deve assolutamente sfuggire vista la caratura degli avversari ma anche e soprattutto la voglia di riscatto dei nostri azzurri dopo lo sfortunato Europeo. Da domani saremo tutti pronti a gridare nuovamente il nostro sostegno per i colori azzurri.
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