DISCLAIMER Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara inoltre di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.
Visualizzazione post con etichetta Ronaldinho. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ronaldinho. Mostra tutti i post

Confronto tra numeri 10


Impossibile non partire dal capocannoniere del campionato, quello Zlatan Ibrahimovic che o si ama o si odia. Lo svedese dell´Inter, fisico da granatiere e piedi da fenomeno, ha segnato ben 25 gol, di cui alcuni di fantastica fattura, come ad esempio il colpo di tacco contro il Bologna. Il suo impatto sul campionato quindi è stato assolutamente devastante e di diritto gli spetta anche il trono di miglior “Numero 10” della stagione.

E a proposito di 10, un fantasista che ha conservato il prestigioso numero sulle spalle è Fabrizio Miccoli, attaccante del Palermo. Il “Romario del Salento”, meno bersagliato dai problemi fisici rispetto allo scorso anno, ha giocato una stagione da grande campione. Impossibile non essersi divertiti quest´anno quando Miccoli è sceso in campo: doppi passi, rabone, carezze d´esterno al pallone, senza dimenticare un bottino importante di gol (14),tra cui alcuni bellissimi. Fortunati i tifosi rosanero a vederlo ogni due settimane dal vivo.

Ottima stagione anche per il giovane più interessante espresso quest´anno nel ruolo, ossia l´argentino Mauro Zarate, attaccante della Lazio. Il “maurito” biancoceleste ha dimostrato grandi doti, unite ad un caratterino mica male per un appena ventiduenne. Il suo micidiale destro, capace di traiettore liftate come di siluri impressionanti, ha trascinato la Lazio alla conquista della Coppa Italia, via secondaria per la UEFA.

Uno che raramente ha sbagliato un campionato è Alessandro Del Piero, storico capitano della Juventus. Nelle previsioni stagionali si pensa sempre che possa essere l´anno dell´arresa alla carta di identità, ma il bravo Alex riesce sempre a smentire queste sirene. Un bottino annuale di 21 gol e ben 10 assist, roba da far invidia ai tanti colleghi più giovani di lui.

Rimanendo tra i talenti di casa nostra, Antonio Cassano, “El pibe de Bari”, ha dimostrato ancora una volta quanto genio calcistico sia insito in lui. Tante reti e ancor più assist per il trequartista blucerchiato, quest´anno per sua fortuna lontano dalle famose cassanate che l´hanno contraddistinto in passato. Nonostante tutto però anche questa volta Antonio di Bari Vecchia è rimasto fuori dalle porte di Coverciano.

Tra i sempre positivi anche Cristiano Doni, non più giovanissmo, ma pur sempre capace di grandi invenzioni e prestazioni eccellenti. La sua Atalanta è stata protagonista di una buona annata, così come il suo leader. Il capitano nerazzurro ha chiuso a quota 9 gol, di cui ben 4 alla corazzata Inter. Per lui pure la soddisfazione di essere stato nominato “Cittadino Benemerito della città di Bergamo”, prima volta per un calciatore.


Ovviamente ci sono stati anche giocatori che hanno vissuto un annata negativa e tra loro troviamo nomi di altissimo profilo.

Il flop più rumoroso è stato quello di Ronaldinho, fiore all´occhiello della campagna acquisti rossonera della scorsa estate. Dopo un inizio a buon ritmo, condito anche da gol importanti, l´ex pallone d´oro è pian piano sparito, sino ad essere relegato al ruolo di panchinaro di lusso. Sicuramente i tifosi rossoneri si aspettavano ben altro da un campione che ha saputo incantare l´intero pianeta.

Anche il suo collega Kaka´ non ha vissuto una stagione brillantissima. Sia chiaro, parlare in maniera negativa della stagione del brasiliano sarebbe quantomeno un azzardo, ma il trequartista rossonero ci ha abituato a performance ben più incisive. A sua discolpa anche alcuni infortuni che ne hanno minato il rendimento.

Poco positiva anche il campionato di Francesco Totti, bandiera della Roma. Sotto il punto di vista realizzativo il suo apporto non è mancato, ma le condizioni fisiche precarie non gli hanno dato la possibilità di esprimersi ai massimi livelli e quindi di mantenere la Roma tra le big del campionato.

Infine, tra i negativi, sicuramente Adrian Mutu. Il suo crollo verticale è stata di quelli che fanno il botto, visto che ai nastri di partenza si era presentato con la corona del migliore dell´annata 07/08. Questa stagione invece tra screzi con l´ambiente fiorentino e due gravi infortuni, il rumeno non ha potuto essere tra i fattori decisivi della grande annata dei viola.

Ronaldinho è la palla al piede del Milan

Io l'avevo detto in tempi non sospetti, il giorno dopo l'arrivo di Ronaldinho al Milan. Il brasiliano sarebbe servito ben poco ai rossoneri ( Clicca qui per leggere l'articolo del 16 Luglio ). Ora tutto questo sta venendo a galla!

Che Ronaldinho, attorno ai 25-26 anni, sia stato per un paio di stagioni il più bravo giocatore al mondo e ancora oggi tocchi il pallone come nessuno, non si discute. Ma c'è una cosa che andrebbe aggiunta, per amore di verità, a proposito di questo strambo Milan targato 2008-2009: e cioè che Ronaldinho ne è la palla al piede.

E che i danni che la sua presenza in campo comporta sono esiziali. Per capirci: fa più danni Ronaldinho in campo dal primo minuto che una difesa a quattro Bonera-Senderos-Maldini-Favalli.

Sembra che dirlo sia un sacrilegio: invece bisognerebbe ragionarci sopra e in qualche modo provare a correre ai ripari. Quando il Milan gioca una partita schierando Ronaldinho dal fischio d'inizio (ultimo caso: Werder Brema-Milan di Coppa Uefa), Ancelotti regala un uomo agli avversari e il Milan gioca in 10 contro 11. Dinho oggi è un giocatore atleticamente parlando inesistente. E a parte tre o quattro lampi estemporanei, in cui l'ex Pallone d'Oro è ancora capace di lasciare a bocca aperta la platea con un'apertura geniale, un assist millimetrico, una punizione da manuale, il Milan gioca sempre e irrimediabilmente con un uomo in meno. Facendo una fatica bestiale. E arrivando al 90' con la lingua penzoloni, come un pugile suonato, cotto al punto giusto e sempre sul punto di finire al tappeto al minimo colpo (vedi auto-palo di Zambrotta al 92' dopo il gol di Diego all'84').
Per capirci: se sul campo del Werder, mercoledì, il Milan si fosse presentato con Roberto Baggio (42 anni compiuti da poco) al posto di Ronaldinho (29 anni da compiere fra poco), non sarebbe cambiato niente. E non lo diciamo per gusto di provocazione. Perché Ronaldinho ha camminato per 89 minuti esattamente come avrebbe fatto Baggio con le sua ginocchia a pezzi; e un paio di volte, o forse tre, ha regalato passaggi e aperture a dir poco deliziosi: giocate da fermo sublimi, che pochi al mondo saprebbero imitare. Tra i campioni che hanno vestito la maglia del Milan ce ne vengono in mente due: Baggio, appunto, e Rivera.
Ecco: con tutto il bene che gli sportivi italiani hanno voluto a Roberto Baggio e a Gianni Rivera – tanto per limitarci all'orticello-Milan – la domanda è: sareste stati contenti di vederli in campo a 40-41 anni completamente fermi, tristemente spenti anche se ancora capaci – perché no? – di calciare una punizione all'incrocio dei pali o di mettere la palla sulla testa di un Maldini o di un Maldera arrembanti, a tu per tu con il portiere? La risposta è no. Qualcuno eccepirà: ma Ronaldinho non ha ancora compiuto 29 anni! Vero. Però, per motivi che non siamo in grado di spiegarvi – e che solo l'interessato forse potrebbe – Ronaldinho è oggi un Baggio 42enne: e naturalmente è un peccato, oltre che un mistero, perché alzi la mano chi ha dimenticato i gol segnati da Dinho al Santiago Bernabeu facendosi mezzo campo di corsa e saltando i difensori merengues come birilli. Parliamo di una partita di quattro stagioni fa, non dei favolosi anni Sessanta.
Non entriamo nemmeno nel merito dei danni che Ronaldinho fa a Kakà ogni volta che i due si pestano i piedi in campo: la cosa è sotto gli occhi di tutti, ma qui entriamo nel campo del masochismo puro, roba che Tafazzi al confronto è un dilettante. La verità è che per quanto scomodo sia – lo sappiamo tutti: a volere Dinho è stato Berlusconi -, qualcuno dovrebbe prendere Ronaldinho da parte e raccontargli la storia di un suo connazionale molto famoso in Italia e un po' meno in Brasile, un certo Josè Altafini. Che era vecchio e spremuto, ma aveva classe da vendere; e allora si sedeva in panchina, a 20 minuti dalla fine l'allenatore lo mandava in campo e lui - con un lampo di genio e ad avversari cotti - lasciava sempre il suo il segno.
Che ne dici, vecchio Dinho? Ti va di renderti utile per davvero?

Fonte Paolo Ziliani

Faccia a faccia Ancelotti - Ronaldinho

Per un brasiliano più che mai felice e sorridente, in casa Milan ora ce n’è un altro che negli ultimi giorni ha avuto meno motivi per cui sorridere. Aveva già destato scalpore il passaggio in mix zone di Ronaldinho dopo la vittoria contro la Fiorentina: sguardo triste e muso lungo, un vero e proprio inedito per lui che allora era sì preoccupato di perdere il compagno e amico Kakà, ma che aveva altresì mal digerito i soli 12 minuti di gioco. Prima ancora c’era stata una prestazione deludente contro la Roma con tanto di sostituzione, anche qui gradita per niente. Carlo Ancelotti ha percepito il malumore del suo numero 80 e ieri ha voluto un confronto: 15 minuti di colloquio a Milanello nei quali i due hanno analizzato la situazione sotto ogni punto di vista, dallo stato d’animo del Gaucho alla sua condizione fisica.

A conti fatti dopo un inizio a dir poco sorprendente, 9 le reti messe a segno, il brasiliano ha avuto un’ evidente involuzione: non segna infatti da quasi 2 mesi, dal naufragio di Palermo, ed è meno protagonista del gioco. E pensare che il lavoro nel ritiro in Dubai lo aveva spinto a dichiarare “Ora fisicamente mi sento perfetto”. In realtà proprio i carichi della preparazione invernale potrebbero adesso pesargli troppo sulle gambe e impedirgli di rendere al meglio. Ancelotti ha provato a modo suo a ricaricargli le pile ed è pronto all’ennesima iniezione di fiducia: domenica a dispetto di alcune voci che lo vorrebbero nuovamente in panchina, la maglia da titolare dovrebbe essere sua.

Fonte Telelombardia

Milan: ma Ronaldinho a cosa ti serve?


Ronaldinho al Milan.
La trattativa è stata conclusa ieri in un incontro tra il fratello - manager del giocatore De Assis, Laporta e Galliani. L'accordo prevede che al Barcellona andranno 22,5 milioni di euro mentre il giocatore percepirà un ingaggio di 8 milioni di euro all'anno per tre anni: lo stipendio più alto della serie A.
Io adesso mi chiedo: ma dal punto di vista meramente tattico e non mediatico, Ronaldinho serve veramente al Milan? La risposta che mi sono dato è no e vi spiego i motivi. L'arrivo di Ronaldinho porterà sicuramente ad un cambio di modulo e quindi si passerà dal 4-3-1-2 al famoso schema ad "Albero di Natale", tanto inviso al presidente Berlusconi. I due trequartisti dovrebbero essere Kakà e Ronaldinho che dovrebbero agire alle spalle dell'unica punta che dovrebbe essere Pato. E qui casca l'asino! Pato può fare la prima punta? Assolutamente no! Non ha esperienza e soprattutto non ha la freddezza necessaria a chi gioca in un ruolo del genere. Per questo non condivido per niente l'acquisto di Ronaldinho. Era più utile acquistare Adebayor. Si, è vero che sarebbe costato di più, ma ha soli 23 anni e avrebbe colmato un vuoto che di certo non è stato colmato con l'arrivo di Ronaldinho. Si è parlato addirittura di far giocare il neoacquisto come prima punta, ma dico stiamo scherzando? Ce lo vedete Ronaldinho difendere palla dai rocciosi difensori italiani, fare le sponde, colpire di testa, aprire gli spazi? Io sinceramente no... e spero, per i tifosi milanisti, nemmeno Ancelotti.

MILAN: RONALDINHO SI, RONALDINHO NO!

Il primo articolo non poteva non riguardare l'argomento più scottante del calciomercato 2008/2009: il futuro del fuoriclasse carioca Ronaldinho.
Partiamo da un punto sul quale penso siano d'accordo tutti: Ronaldinho lascerà sicuramente il Barcellona. Bene! Ora però bisognerà vedere dove approderà il genio di Porto Alegre. Le possibilità concrete, a mio avviso, sono 3: Chelsea, LA Galaxy e Milan, in rigoroso ordine alfabetico. Tra queste 3 squadre quella che alla fine si aggiudicherà il calciatore sarà il Chelsea e vi spiego i motivi:

  1. Il Chelsea ha appena ingaggiato come allenatore quel Felipe Scolari che fece di Ronaldinho un fenomeno ai mondiali del 2002.
  2. I soldi di Abramovich sono un richiamo irresistibile e, sicuramente, l'ingaggio proposto dal Chelsea sarà impareggiabile.
  3. Il Chelsea disputerà la Champions League, a differenza del Milan, e questo aspetto penso sia fondamentale, in quanto questa manifestazione è la più amata da tutti i calciatori.
  4. L'ultimo motivo plausibile è sicuramente rappresentato dal fascino del calcio inglese. La Premiership è ormai da un lustro il campionato più bello e più seguito del mondo ed un fenomeno come Ronaldinho ne farebbe parte molto volentieri.
L'ufficialità dell'operazione si avrà intorno alla fine di Luglio, non più tardi! Il tempo saprà dire se avrò avuto ragione!

Tags

Contattami

Name:
Email Address:

Free email forms