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Eto'o-Ibra: è fatta!

Milanesi sempre protagoniste di questa fase del calcio mercato. L'Inter per chiudere la trattativa con il Barcellona, il Milan quella in uscita con il Chelsea.

Eto'ò-Ibra, domani giorno decisivo -
"Domani". Il direttore tecnico dell'Inter, Marco Branca, risponde con una sola parola alle domande dei giornalisti sull'incontro con Josè Maria Mesalles, procuratore di Samuel Eto'o. L'attaccante camerunense del Barcellona dovrebbe passare ai nerazzurri nella trattativa destinata a portare Zlatan Ibrahimovic ai catalani. : "L'agente dell'attaccante camerunense sarà a Milano nella giornata di domani. Se la trattativa è già conclusa? No, c'è ancora molto di cui discutere, ma sono ottimista", dice Branca.

Moratti: "Sono fiducioso". "Finchè la cosa non è compiuta non c'è..., ma sono fiducioso". Il presidente dell'Inter, Massimo Moratti conferma che la trattativa per concludere l'affare Ibra-Eto'o è nella fase decisiva. Mentre Moratti viene intercettato davanti dagli uffici della Saras, potrebbe essere già in corso l'incontro tra Marco Branca e il procuratore del camerunese, Josè Maria Mesalles. Quest'ultimo, diversamente da quanto detto dallo stesso Branca, sarebbe già a Milano per trovare l'accordo con l'Inter. Poi si tratterebbe solo di parlare con il Barcellona per uan buonuscita. "Stiamo trattando", ha continuato il patron nerazzurro che interrogato sul reale valore del giocatore camerunense ha detto: "Il valore di Eto'o non me lo invento io, è uno dei giocatori più importanti che ci sia sul mercato. Lui, assieme a Ibra, è uno dei più desiderati. E' una buona occasione per noi avere un altro grande campione".


Stampa spagnola: agente già arrivato - Secondo la stampa spagnola l'agente del giocatore, Josè Maria Mesalles, è già arrivato a Milano per incontrarsi con Marco Branca, direttore dell'aria tecnica dell'Inter.

Ufficializzato Lucio - Intanto, con il deposito della
documentazione negli uffici della Lega calcio, è stato perfezionato l'acquisto a titolo definitivo da parte dell'Inter del difensore brasiliano Lucio. "A Lucio, che si è legato alla società fino al 30 giugno 2012, il benvenuto di tutta l'Inter e di tutti i tifosi nerazzurri", si legge nella nota della società

Napoli: non arrivano Obinna e De Sanctis - Salta l'arrivo al Napoli per Obinna e De Sanctis. La causa, una questione relativa ai diritti d'immagine. A spiegarlo è stato il presidente partenopeo, Aurelio De Laurentiis, arrivato nel ritiro di Lindbrunn in Austria.
Secondo il produttore cinematografico "non c'è accordo con i calciatori che, per questo motivo, non arriveranno".

Luis Fabiano, si complica - Come legate da un elastico, le posizioni del Milan e di Luis Fabiano oscillano ogni giorno. Oggi è quello dell'allontanamento. Almeno a sentire le parole del manager Josè Fuentes. "Sono pessimista" ha detto a calciomercato. it, riferendosi alla possibilità che il giocatore approdi in rossonero. "Il Milan ha fatto un'offerta di 14 milioni - ha detto Fuentes - Una cifra non sufficiente per acquistare il centravanti della nazionale brasiliana, è un prezzo che svaluta il calciatore. Non si può fare, il Siviglia non lo può fare e ha tutte le ragioni per non farlo. Noi ora aspettiamo di vedere se ci sarà una seconda offerta del Milan per Luis Fabiano, però se il Milan questa seconda offerta non la fa è chiaro che il club non ha tutto questo interesse a prenderlo". Ce ne vorrebbero almeno sei di più: "La mia personale opinione è che il prezzo giusto siano 20 milioni. Non sto dicendo che questo sia il prezzo di Luis. Ma, viste le cifre che girano nel calciomercato, 20 milioni è il prezzo giusto".

Pirlo s'avvicina ad Ancelotti -
Pirlo e il Chelsea sono sempre più vicini. In Inghilterra danno ormai per imminente l'annuncio ufficiale del passaggio del centrocampista alla corte di Ancelotti: da definire il costo del cartellino con il Milan


Pelè Gomes al Valladolid - Il Valladolid ha reso noto di aver raggiunto l'accordo con il Porto per l'ingaggio del centrocampista, ex Inter, V¡tor Hugo Gomes Pacos, "in arte" Pelè. Il giocatore, che aveva anche sostenuto le visite mediche col Genoa, andrà in Spagna in prestito per una sola stagione, con opzione d'acquisto a favore degli spagnoli.

Guardiola scarica Eto'o. "Non ci sono motivi calcistici per l'uscita di Eto'o dal Barca, è una questione di feeling - dice l'allenatore del Barcellona, Pep Guardiola. "Capisco che la gente si chieda perchè vada via, è un giocatore meraviglioso. Samuel è sempre stato una delle chiavi del successo. E' un giocatore straordinario che si sacrifica. Ma sono convinto che la cosa migliore per il club è che Etò'o se ne vada...". Insomma, nulla di personale, ma solo una questione di "sentimento".

La Roma prova per Huntelaar - L'attaccante olandese lscai il Real Madrid e la Sensi cerca di portarlo a Roma. Vuole provare a convincere Florentino Perez ha cederglielo con la formula del prestito non potendo in questo momento fare investimenti sul mercato. Il giocatore aspetta notizie e ha chiesto tempo allo Stoccarda.

Lampard non blocca Terry -
Il centrocampista del Chelsea Frank Lampard ha parlato delle voci relative a un passaggio del suo compagno di squadra John Terry al Manchester City. "Non so cosa farà nel suo futuro - dice Lampard- io sono stato nella sua posizione lo scorso anno quando ho avuto la possibilità di lasciare il Chelsea per andare con Josè Mourinho all'Inter. Non è stata una decisione facile e non credo che la gente dovrebbe criticare Jonh. Lui sarà sempre una leggenda, nessuno potrà cancellare quello che ha fatto al Chelsea".

Zebina, no al Bordeaux - Jonathan Zebina esclude un suo possibile approdo al Bordeaux, smentendo le voci di mercato degli ultimi tempi. "Non ho nessuna voglia di tornare in Francia, per me sarebbe un ritorno indietro"

Liverpool all'assalto di Cambiasso

Nuove voci dall'Inghilterra confermano che il Liverpool, rassegnato a perdere Xabi Alonso (conteso da Real e Barcellona), avrebbe individuato in Esteban Cambiasso il sostituto perfetto per il partente spagnolo. Rafa Benitez, grande estimatore del "Cuchu", chiederebbe ai suoi dirigenti di sondare il club milanese per un'eventuale (e improbabile) disponibilità alla cessione. Intanto Gerrard viene blindato con un nuovo contratto da 28 milioni.

Proprio lo sforzo compiuto per trattenere il capitano fino al 2013 (esteso per altre due stagioni l'accordo precedente, salario salito dunque a circa 7 milioni di euro annui) e la quasi sicura indisponibilità dell'Inter a mettere sul mercato uno dei suoi giocatori-cardine fa pensare che le voglie di Benitez debbano rimanere insoddisfatte. Molto più probabile, invece, che diventi realtà un altro rumour molto gettonato sul Merseyside, vale a dire quello che avvicina al Liverpool Mathieu Valbuena, centrocampista tuttofare dell'Olympique Marsiglia, apprezzato dal manager spagnolo da quando, nell'autunno 2007, trafisse i Reds ad Anfield Road con un grande gol. Valbuena ha annunciato due settimane fa di volere lasciare il club francese, Deschamps non lo vede e l'affare si può concludere per cifre non proprio da Real Madrid: tanto è vero che a lui è interessato anche il piccolo Wigan.

Ibra e Maicon restano

Ibrahimovic e Maicon rimarranno all’Inter. Prima le parole del presidente Massimo Moratti, ieri quelle del consulen­te di mercato Gabriele Oriali che, dopo un colloquio con il numero uno nerazzurro, a Sky ha dato l’annuncio che i tifosi interisti aspettavano da tempo: «Per Ibra e Maicon - ha iniziato - non credo ci siano problemi particolari: le cose si sono sistemate con il tem­po e di fatto i giocatori sono mol­to contenti di rimanere da noi. Ci auguriamo che possano contribuire al raggiungi­mento di obiettivi im­portanti. Lo svedese pen­so che dome­nica salirà sull’aereo diretto in America mentre il brasiliano, insieme a Julio Cesar, si aggregherà diret­tamente a Boston». Sembra la pa­rola fine a una telenovela che ha tenuto con il fiato sospeso il po­polo interista finora. Ma se per l’attaccante le certezze sono maggiori, e lui le ha confermate dando mandato di concludere per agosto i lavori della sua casa sul lago di Como ( gli impianti elet­trici sono curati dalla stessa dit­ta che sta "trasformando" la Pi­netina), per Maicon qualche dub­bio in più esiste. Il Real Madrid non è ancora sparito, mentre il Manchester City è tornato alla carica con un'offerta ricchissima ( 30 milioni più Elano). Dal mana­ger del giocatore, Antonio Ca­liendo, ha però ricevuto la stessa risposta di qualche settimana fa ovvero un garbato "no, il ragazzo non andrà al City". La proposta degli arabi rischia solo di trasfor­marsi in un boomerang per l’In­ter che entro la fine della setti­mana incontrerà Caliendo. Mo­ratti ha detto che non ci saranno ritocchi del contratto, ma è pro­babile che un accordo per il « ri­conoscimento » richiesto dal ter­zino sia trovato attraverso un suo maggior utilizzo nel­le campagne pubbli­citarie con tanto di indennizzo econo­mico.

CHELSEA - Eccoci alla trattativa Deco­ Carvalho. Ieri l’emissario neraz­zurro presente a Londra ha avuto un contatto con il Chelsea e ha ricevuto la confer­ma che l’operazione è complicata perché Abramovich per i due ha fatto lievitare la richiesta fino a 20 milioni. Troppi per due over 30. «Mourinho li conosce molto bene ed è convinto che possano fare bene all’Inter, ma la trattati­va è ferma perché certe condizio­ni per noi sono improponibili. Ve­dremo se si sbloccherà più avan­ti, ma al momento non esistono i presupposti per discutere del tra­sferimento. Un intermediario a Londra? Il presidente e io non lo abbiamo inviato. Mi auguro che nessuno lo abbia mandato per­ché l’Inter non ne ha bisogno vi­sto che trattiamo con il Chelsea direttamente». Poi sulla rosa: «Per ora rimaniamo così e tutti i giocatori sotto contratto parti­ranno per l’America. In un secon­do momento vedremo se sarà possibile cedere coloro che non rientrano più nei nostri piani tec­nici e incamerare così dei soldi».

Maicon prossimo al Real

«Penso che Maicon sa­rà la ciliegina sulla torta del Real Madrid». A dirlo è Antonio Calien­do, uno degli agenti del terzino brasiliano che ha subordinato la sua permanenza all’Inter a un ade­guamento del contratto. La tratta­tiva, secondo il manager napoleta­no, tornerà di grande attualità a breve. «Per il momento non c’è niente - ha ammesso -, ma secondo me la situazione è destinata a cambiare. Dopo aver acquistato Benzema, adesso il Real si sta con­centrando su Ribery e Xabi Alon­so, ma poi tornerà su Maicon. L’ho già detto e lo ripeto: mi aspetto una loro offensiva per provare ad acquistarlo perché nel suo ruolo è il migliore al mondo. I margini di manovra con l’Inter esistono».

L'OFFERTA - Da corso Vittorio Ema­nuele arriva la conferma che per ora l’unica proposta concreta arri­vata per il brasiliano è stata quel­la del Manchester City, destinazio­ne non gradita al giocatore. Quel­lo del Real durante il summit spa­gnolo del dt Branca con Perez e Valdano è stato solo un sondaggio, ma in questi giorni l’Inter aspetta un nuovo assalto madridista, an­che perchè sa che quella è la mèta preferita dal brasiliano. «Se il Re­al Madrid deciderà di ripartire al­la carica, stavolta l’offerta arrive­rà. E se la cifra sarà quella giusta, potrebbe risolversi tutto in breve».

Inter-Maicon: rottura

"Moratti ha detto che resterò all'Inter al 50%? Dovrei spaccare tutto...". Due settimane dopo il primo sfogo, Maicon torna ad alzare la voce e ai microfoni di Sport Mediaset è durissimo nei confronti del club nerazzurro. "Il mio futuro? Vediamo, non lo so. Io voglio rimanere, come ho già detto tante volte sono felice di giocare in nerazzurro, ma conosco il mio valore e se la società vorrà darmi un riconoscimento si potrà trovare un accordo".
Poi il difensore verdeoro taglia corto: "Adesso vado a San Paolo e poi a Belo Horizonte da mia moglie e i miei figli" ha aggiunto lasciando Johannesburg. "Sono troppo stanco, ho bisogno di andare in vacanza". Non prima, però, di rincarare la dose e ribadire il concetto: "Se la società ha notato le mie prestazioni anche alla Confederations Cup - ha detto il difensore dopo il trionfo con il suo Brasile - e vuole darmi un riconoscimento, io rimango volentieri all'Inter. Si può trovare un accordo, senza problemi".  Forse...

Bufera Ibra

Mino Raiola, il procuratore di molti calciatori di spicco tra cui Ibrahimovic, Maxwell e Nedved, si scatena a Radio Radio tv intervenendo sulle parole di Moratti e sulla situazione dell'Inter: parole pesanti nei confronti del presidente del club nerazzurro, che l'agente invita a farsi sentire se davvero vuole privarsi dell'attaccante svedese: «Io non ci credo per niente, mai visto un direttore sportivo andare in un posto per vendere qualcosa. Dovevano venire quelli del Real… Lo devo vedere. Se Branca è andato a Madrid per vendere qualcuno è da licenziarlo per vendere Maicon o qualcun altro. Da licenziare in tronco, non sei fatto per questo lavoro… Per questo non ci credo: conosco Branca e non è andato lì per vendere Maicon o il mio giocatore, non ha bisogno Ibra di essere venduto. Per Ibra non c’è bisogno di viaggiare: se lo vogliono vendere, ci penso io. Gliela trovo io la sistemazione: a me finora non me l’hano detto e allora io non mi muovo. Quando sei dal barbiere e ti fai la barba, ti devi stare fermo… Sarà l’Inter a decidere, ma a me – a parte Paolillo e le sue frasi, nessuno incedibile, c’è un prezzo pure per Monna Lisa… - ma a me non mi ha detto nulla e a Zlatan hanno detto che lui è incedibile. Se ha cambiato idea, non mandi Branca in giro per il mondo: bastava un colpo di telefono».

SE C'È UN'OFFERTA DICANO QUAL È - «Se queste sono le dichiarazioni di Moratti, per me vuol dire che c’è l’offerta, poi deve vedere se io sono d’accordo - prosegue Raiola - Ribassare l’ingaggio per venire incontro al Real? No, prima fatemi vedere chi compra, fatemici mettere a tavolo. Non c’è solo il Barcellona: ci sono tre-quattro squadre al mondo che possono prendere Ibra. Se lo possono permettere Chelsea, Real, Marchester, Barcellona e… Inter, sono cinque. Chi fa movimento, ora, è l’Inter: se Branca ha preso un aereo ha sprecato i soldi dell’aereo, bastava una telefonata a me. Forse oggi mi dicono che vogliono vendere Ibrahimovic, ma me lo devono dire».

MOURINHO? PARLA DI PROSTITUZIONE INTELLETTUALE - Finale al veleno su Mourinho, che secondo Raiola predica bene e razzola male: «Se Mou ha detto a Drogba che sogna una coppia con Didier e Eto’o, non è corretto. Mourinho è un grande artista, parla lui di prostituzione intellettuale… Magari porta all’Inter Drogba, Eto’o e Ibrahimovic. Moratti mercoledì incontra Perez? Ah, bene… Apprezzo quando qualcuno vuole fare il mio lavoro, loro facciano il loro lavoro che all’accordo di Ibra ci penso solo io. A me mi può tagliare fuori da questa trattativa solo Zlatan».

Inter, addio Maicon

Marco Branca è a Ma­drid per vendere Maicon. Con il Real si tratta sulla base di 20-25 milioni di euro. Nessuna contropartita tecnica per l’Inter. Il ds ha un mandato preciso: chiu­dere solo per soldi. La trattativa è andata avan­ti per tutta la notte, ma l’esito sembra scontato. Lo si era capito anche nel ritiro della nazionale brasiliana. Il giocatore aveva ringraziato Morat­ti che lo considera «il mi­gliore al mondo » , però aveva anche chiesto un'Inter da Champions, « altrimenti andremo da un'altra parte » . Parlava al plurale, intendendo che la stessa situazione riguarda Ibrahimovic. Lo ha detto chiaro nel bar dell'albergo del Bra­sile: a Maicon lo scudet­to non basta, Inter o non­ Inter.

Balotelli "eroe" d'Italia

L'Italia ha trovato un nuovo eroe del calcio, ed è nero. Geniale e indisponente, potente e gratuito. E' Mario Balotelli nato in Ghana e cresciuto nella nebbia del Bresciano, Balotelli che ha preso una botta al piede in allenamento, qui a Helsingborg, ma si sa che la partita decisiva del gruppo A dell'Europeo Under 21 la giocherà. Balotelli saluta gli amici spersi tra la folla durante l'inno svedese e addomestica la palla appena parte la gara. Con Giovinco regala perle sotto il timido sole svedese. Nel giorno della festa del sole, ecco, quando tutti si agghindano la testa bionda con corone di margherite, Mario egocentrico e istintivo gioca al solito da solo. Ma stavolta basta.

E' forte, è travolgente. E ha voglia di stare in campo. C'è sempre una questione di voglie, di urgenze, in un carattere così. Balotelli impegna due uomini alla volta, come ha fatto contro la Serbia. E sul delicato assist con lo scavalco di Sebastian Giovinco - in giornata di grazia, ma nel suo educato stile travolto dall'impeto di Mario senza controllo - lui finta il tiro, rientra, salta l'uomo e a giro manda in vantaggio l'Italia. Non esulta, nella partita che segnerà la svolta del torneo, che apre la porta alle semifinali. Mario il nero allarga le mani come a San Siro fa Ibrahimovic, deve avergli passato fette di arroganza: "Eccomi, qua, non lo sapevate?".

I suoi gesti sbruffoni passano sopra i "buu", ormai lingua internazionale del tifo per colpire chi temi. Balotelli torna a centrocampo a piccoli passi: si divertirà un quarto d'ora ancora. Prende più spinte che colpi. E quando ne sente uno che lo fa cascare a terra, risponde come un mulo: scalcia a vuoto. Brutta cosa, a livello internazionale non te la perdonano. Fuori, espulso: il ct Casiraghi neppure lo saluta, Balotelli allontana da sé Dessena, che prova a consolarlo. Ora i "buu" dello stadio sono assordanti.

Si parla sempre di lui, anche se Giovinco fa un secondo assist che salva gli azzurri e Acquafresca si riprende da uno stato di stanchezza cronico sistemando quell'assist, di testa, nell'angolo. Si parla sempre di lui, che mostra un disperato bisogno di essere al centro dell'attenzione, ultimo a uscire, ultimo nel pullman mentre digita con il pollice numeri sul telefonino. Solo, solitario. Ha già trovato l'ultima via di uscita per l'espulsione e le sue responsabilità. "E' stata una scivolata, un contrasto, non volevo fare male. L'arbitro era già arrabbiato con me per una gamba alta di alcuni minuti prima, ma anche lì ero scivolato. Giusta e non giusta l'espulsione, i compagni hanno fatto una partita super. Bravi loro, meno Mario".

Si allontana, torna negli spogliatoi, esce di nuovo, si piazza all'ingresso dello stadio dove risponde a due telefonate e avvista un volto amico. I ragazzini italiani, alcuni turisti, alcuni emigrati, gli urlano: "Noi ti vogliamo bene". I cuori degli adolescenti d'istinto stanno dalla parte di chi è solo, forte e accerchiato. Mario Balotelli, che quei cuori capisce perché è un bambino di 19 anni, chiede alla security di poter uscire dallo stadio, gli allargano un varco tra le transenne, si butta in mezzo alla folla. Ha avvistato un ragazzo con tratti dell'Est: "Ma tu eri seduto vicino a mio fratello?", gli chiede. Suo fratello Corrado, lo segue spesso. L'altro fratello, Giovanni, è in Abruzzo, volontario. La sorella Cristina in redazione, a Radio 24. Mario il centravanti espulso ora che è per strada e passeggia e parla in un inglese essenziale vede un bambino nero alto come le sue gambe. Gli mette il suo berretto in testa e scatena la gazzarra: in tre si rotolano per strappar selo di mano. Rientra verso il pullman, riconosce Labinot Harbuzi, giocatore svedese amico di Ibrahimovic. Si ferma a parlare, si danno un appuntamento: "Stasera giù in città". Torna nel pullman, senza parlare con i compagni.

Pierluigi Casiraghi, commissario tecnico che non l'ha degnato di uno sguardo quando l'attaccante ha lasciato la squadra in dieci, non sa più che fare: "E' difficile anche spiegargli le cose, se continua così non diventerà un campione". Già. Mario Balotelli è un fuoriclasse che, appena maggiorenne, deve stare dentro un mondo troppo grande - l'abbandono dei genitori naturali, lo stipendio dell'Inter da un milione e 300 mila euro a stagione, le banane tirate addosso, un continuo stato di tensione attorno - . Deve stare dentro un carattere senza difese, quotidianamente sanguinante. Sembra un ragazzo che non può fare a meno di essere al centro dell'attenzione. Sembra chiedere con urgenza, ad ogni partita, ad ogni intervista, di essere amato.

Inter, ancora tre acquisti



Il mercato dell'Inter nelle ultime ore è a dir poco incandescente e sono diversi i nomi sul taccuino degli uomini che si muovono per conto di Massimo Moratti. In difesa il nome nuovo è quello di Ebouè, esterno destro dell'Arsenal in scadenza di contratto. L'ivoriano ha dichiarato di voler lasciare l'Inghilterra e in caso di partenza di Maicon l'Inter sarebbe in pole position. Proprio di Maicon ha parlato Caliendo, il suo procuratore. Per ora lui non si muove dall'Inter, ma l'agente ha fatto intendere che sono quanto mai vive le ipotesi Manchester United e Real Madrid. Le offerte non sarebbero solo invenzioni giornalistiche, al contrario di quelle per Zlatan Ibrahimovic, sempre meno o forse mai stato corteggiato dalle grandi d'Europa. A centrocampo si pensa a Ederson, centrocampista brasiliano in forza al Lione. Al tecnico dei francesi piacciono e molto Vieira e Mancini indicati come eventuali contropartite tecniche per arrivare al giocatore. Posto che le trattative per Deco e Carvalho come ammesso dallo stesso Moratti sono in fase avanzata, i nerazzurri possono pensare anche ad un altro difensore centrale. Nicolas Otamendi del Velez, giovane promettente, pronto a rinfoltire la colonia argentina dell'Inter.

Il Real non vuole Ibra

Kakà, Cristiano Ronaldo e nada otro, nessun altro. Jorge Valdano chiude le porte del Real Madrid a Zlatan Ibrahimovic e riconsegna, se così si può dire, lo svedese a Mourinho. "Hanno accostato ai blancos Forlan e Ibra, ma non arriverà né l'uno né l'altro. Nel ruolo abbiamo due o tre alternative, ma tra queste non ci sono né l'interista né l'attaccante dell'Atletico". Stesso discorso per Ribery, di cui "Zidane dice meraviglie, ma costa troppo".

Il tempo delle spese folli, insomma, è già finito. Perché, e lo spiega bene Valdano, "la strategia del Real è quella di avere grandi campioni, ma siamo partiti con una velocità di crociera che sicuramente non possiamo sostenere...". Come dire, a tutto c'è un limite. Anche se ti chiami Florentino Perez e ti presenti con due acquisti da fantascienza. Dopo lo tsunami è arrivato quindi il tempo della bassa marea, sperando il ritirarsi lento delle acque lasci ancora qualche pesce sulla spiaggia. Villa, ad esempio, come sperava Valdano fino all'altro ieri. Fino a quando, cioè, anche il Valencia s'è reso conto dell'aria che tirava e ha pensato bene di non rimanere fuori da questo giro folle di euro.

Una scelta che il Real non ha gradito per nulla. L'affare era chiuso, poi è saltato. Dietrofront, per buona pace di Florentino: "Se il Barcellona offre 50 milioni, Bojan e Caceres - è l'idea di Valdano - e io fossi un dirigente del Valenciam, lo lascerei partire perché noi non arriveremo mai a cifre del genere. In questi giorni abbiamo lavorato su questa pista, la trattativa sembrava a buon punto, poi abbiamo incontrato qualcuno nel nostro cammino e il prezzo è salito troppo".

Meno uno, perciò, nel senso che a queste condizioni Villa non si tratta nemmeno. Come non si tratta, alle condizioni di Moratti (50 milioni più uno o due giocatori), nemmeno Ibra. "Abbiamo due o tre obiettivi in attacco, ma tra questi non ci sono né l'interista né Forlan", spiega Valdano. Che, in realtà, fa il suo gioco e chiarisce ai diretti interessati, Inter e Atletico, che la luna non si può pretendere nemmeno da un club di marziani come la "casa blanca". Lo stesso dicasi per Ribery e Xabi Alonso: "Zidane dice meraviglie di Ribery (ha lo stesso procuratore, ndr), lo abbiamo seguito, ma il Bayern vuole cifre astronomiche, ritengo che non vogliano cederlo. Per Xabi Alonso c'è una nota ufficiale del Liverpool - spiega Valdano -, credo che difficilmente potrà arrivare al Real. Silva? Penso che per il Valencia sia incedibile".

Resta il tempo per chiarire un altro paio di concetti in pieno stile-Valdano. Il che, tradotto, significa senza peli sulla lingua. Quindi sotto con Laporta ("Imperialismo è una parola molto grande, c'è molta demagogia di cattivo gusto in alcune cose che ho sentito Questi acquisti tra l'altro sono un bene per tutta la Liga, abbiamo impoverito il calcio italiano e quello inglese") e con il capitolo Raul: "Avrà le stesse chance di tutti, ma nella lotta tra l'uomo e il tempo vince sempre quest'ultimo altrimenti giocherebbe ancora Di Stefano. E' il capitano ed un uomo intelligente, la maturità lo aiuterà ad affrontare la stagione". Ultima battuta su Cristiano Ronaldo e sulle sue abitudini da viveur: "Abbiamo bisogno di grande disciplina, ne è consapevole e ci aiuterà, noi, da parte nostro, lo proteggeremo".

Quaresma, ritorno a casa

Dopo aver rifiutato il trasferimento in comproprietà al Genoa, Ricardo Quaresma (25) potrebbe tornare in Portogallo. Secondo il portale Tuttopalermo.net, l'esterno lusitano difficilmente resterà alla corte di Mourinho: si fa largo l'ipotesi di un trasferimento in prestito allo Sporting Lisbona, a caccia di un centrocampista offensivo di fascia. Nei prossimi giorni il club di Moratti deciderà cosa fare col cartellino di Quaresma, giocatore che ormai non gode più della fiducia dell'ambiente nerazzurro.

Ultime news

L'Inter sarebbe pronta a offrire 40 milioni di euro per Karim Benzema. Lo scrive "Le Progres", quotidiano di Lione, che ricorda anche le parole del presidente del Lione, Jean-Michel Aulas, secondo cui "nessuno è incedibile". Nella corsa al francese l'Inter dovrà battere l'agguerrita concorrenza del Manchester United. Alex Ferguson pare infatti aver puntato sul talento del Lione per sostituire Cristiano Ronaldo. Intanto l'Inter ha rifiutato l'offerta del Tottenham per Sulley Muntari, "felicissimo" di restare in maglia nerazzurra. Lo conferma lo stesso agente del centrocampista ghanese, Fabien Piveteau. "Lui ha ancora quattro anni di contratto con l'Inter, è molto felice di giocare e vincere in maglia nerazzurra e vuole continuare a farlo".
JUVE, si tratta per Dossena — Il futuro di Andrea Dossena è tra Liverpool e Juventus. Lo conferma il suo procuratore Roberto La Florio: "Abbiamo parlato con la dirigenza del Liverpool e con Benitez -dice l'agente del laterale sinistro - e ci è stato confermato che il club conta su di lui anche per la prossima stagione. Però l'ipotesi Juve è reale e posso dire che dei contatti ci sono stati, come però già era accaduto prima che Dossena si trasferisse al Liverpool un anno fa. In Inghilterra sta bene, naturalmente sarebbe contento di tornare in Italia, ma a determinate condizioni. La Juve, per quanto ne sappiamo, sta ancora facendo le proprie valutazioni. Se dovesse decidere che Dossena è il giocatore che le serve, farà le sue mosse. Noi aspettiamo con serenità". Intanto Antonio Caliendo, procuratore di Trezeguet, si dice sicuro che la Juve non voglia cedere il francese. "Secco mi ha detto che è incedibile e che non è sul mercato", ha detto dopo aver incontrato il d.s. juventino.
AMBROSINI, NO NAPOLI — Massimo Ambrosini è vicino al rinnovo con il Milan, tramonta sul nascere quindi l'ipotesi Napoli. Lo sostiene il suo procuratore Moreno Roggi: "Per la prossima settimana è fissato un appuntamento con Adriano Galliani per discutere del rinnovo contrattuale. La volontà del giocatore è chiaramente quella di restare a Milano. Con il Napoli non ho mai parlato. Non c'è stata nessuna richiesta e credo che la società partenopea non sia interessata al giocatore".
CAMPAGNARO, Sì Napoli — Pierpaolo Marino sarebbe invece vicino al difensore della Sampdoria Hugo Campagnaro, un idolo dei tifosi blucerchiati: "Ci siamo incontrati in più di un'occasione con il direttore Marino. Puntiamo, così come il Napoli, a chiudere al più presto l'accordo", ha detto Marco Piccioli, l'agente di Campagnaro. "Rimangono da definire gli ultimi dettagli, nella prossima settimana ci vedremo nuovamente per sistemare tutto. Non posso dire che è fatta finchè non c'è la firma, però non credo ci saranno problemi".
Kalinic si offre al Palermo — Al seguito di alcune voci di mercato, Nikola Kalinic, centravanti dell'Hajduk Spalato, si dice entusiasta dell'opzione Palermo: "Per me sarebbe un sogno che si realizza. Ho sempre immaginato di giocare un giorno nel campionato italiano, uno dei tornei più importanti del mondo. Io sono una prima punta, il classico attaccante d'area di rigore. Fare a Palermo quello che hanno fatto Toni e Amauri sarebbe fantastico. Per me sono due modelli, mi ispiro a loro".
Toni, cose turche — Luca Toni piace al Fenerbahçe. Stando alla Bild Zeitung il bomber italiano, dato sempre più in partenza dal Bayern (visto anche il probabile addio del suo amico e assist man Franck Ribery), sarebbe entrato nel mirino del club turco su diretto imput di Cristoph Daum, il tecnico tedesco che lo allena (dopo aver guidato Colonia, Leverkusen, Stoccarda...). I turchi offrirebbero a Toni 8 milioni di ingaggio contro i 5.5 attuali. "Devo parlarne con la società" è il commento dell'attaccante emiliano riportato dalla Bild.

Moratti: "L'Inter vende!"

,"L'Inter non preme per vendere i suoi giocatori, ma per la situazione che vive il calcio qualcuno partirà". Lo ha detto oggi il presidente dell'Inter, Massimo Moratti confermando una via d'austerity anche per il disastrato bilancio del club nerazzurro col suo azionista costretto a ripianare per decine di milioni a stagione. "Credo che si possa andare avanti così, almeno che non ci sia qualche situazione che ci permetta di fare una buona cosa per noi o per alcuni giocatori -ha detto a Inter Channel Moratti-. È chiaro che in una situazione economica generale come quella attuale, è anche necessario vendere, ma non sto spingendo in una direzione o nell’altra. Vediamo quello che capita dal mercato, cerchiamo di fare una squadra forte anche l’anno prossimo visto che i nostri obiettivi non cambiano".

Maicon: "Vado via"

Scoppia il caso Maicon in casa nerazzurra: "Ho parlato con Kakà e l'ho visto felice. E' passato da un grande club a un altro grande club. Io voglio sentire la stessa felicità di Ricky". Così Douglas Maicon, 27 anni, dal ritiro del Brasile. Il difensore aspettava un incontro con l'Inter per l'adeguamento del contratto, ma la chiamata non è arrivata. E ora sbotta: "Sono triste, vado via. L'Inter pensa solo ad accontentare Ibrahimovic e mi tratta con indifferenza, come uno normale. E in 7 giorni in Brasile hanno risolto i miei guai fisici. A Milano no"
Questo lo sfogo del giocatore brasiliano che lancia frecciatine e minaccia di lasciare l'Inter. Ora spero che l'Inter lo ceda: certo si perderà un grandissimo giocatore, ma il terzino del Futuro, tale Davide Santoni, potrà esplodere definitivamente.

Il gioco sporco di Ibra


La «battaglia del grano» di Mino Raiola, come osserva acutamente Fabio Monti sul Corriere della Sera, sposa la scelta di Ibrahimovic di chiudere al più presto la sua esperienza italiana per giocare in Spagna. Il Barcellona accoglierebbe Ibra a braccia aperte, ma senza firmare assegni da 70 milioni di euro. Così lo svedese sta spingendo per una rottura traumatica con l'Inter, anche se il giochino ormai è più goffo che sporco. Ibra spera che, a suon di complimenti al Barcellona, Moratti s'incazzi e lo liberi a cifre ragionevoli. A non aver ancora capito la strategia dello svedese è rimasto ormai qualche allocco, che vorrebbe che l'Inter cacciasse Ibra a calci in culo. Ibra si spedisce solo a fronte di un'offerta irrinunciabile. In tal caso è un dovere. Ma guai a imprigionare Moratti in certi corridoi, perché in questi casi il presidente diventa più duro del granito e decide proprio nella direzione opposta. In effetti, se l'Inter agisse d'istinto finirebbe per fare il gioco di Ibra e invece questa è una partita da giocare con calma e con astuzia, forti di un contratto in vigore fino al 2013. Moratti per cedere Ibra vuole 70 milioni di euro in contanti, trattabili solo se il Barcellona proponesse come contropartita tecnica Samuel Eto'o, pure lui classe '81, che ha appena chiuso la Liga segnando 30 gol in 35 partite e ha già vinto tre campionati in Spagna e due Champions League. Insomma, palmarès alla mano, non è poi escluso che l'affare non lo faccia l'Inter. Ibra può ovviamente perseverare nei suoi capricci da bizzosa rock-star, ma deve stare attento a non esagerare, perché deve mantenere alto il suo valore di mercato, prima ancora che sognare il Pallone d'Oro! Si può pure immaginare lo scenario apocalittico di uno spogliatoio interista spaccato dallo svedese, ma Mourinho non è certo un tipo morbido in questo genere di situazioni. Concludo suonando la sveglia per chi si ostina a credere che il calcio sia ancora questione di sentimenti proprio nel momento in cui la telenovela Kakà sta avviandosi alla sua naturale conclusione. In realtà i mercanti sono entrati nel tempio già da un pezzo, altro che calcio delle bandiere. Agli inguaribili sognatori è rimasto solo il vecchio Subbuteo.

L'Inter su Cassano

Non solo Kakà: anche la Milano nerazzurra ha vissuto una giornata di mercato convulsa e importante. Sono corse voci -poi risultate infondate- su un incontro tra Pep Guardiola e Mino Raiola, procuratore di Zlatan Ibrahimovic, in un noto ristorante milanese. Quello che invece è davvero successo è che Raiola ha incontrato nel pomeriggio i dirigenti dell'Inter e che in serata, in un hotel cittadino, c'è stato un colloquio tra Lele Oriali, responsabile dell'area tecnica nerazzurra, e Walter Mazzarri, fresco ex-allenatore della Samp. Il tema non era certo la sostituzione di Mourinho, quanto una presa di informazioni su Antonio Cassano, primo obiettivo interista in caso di cessione dell'asso svedese.
Raiola, in tarda serata, ha negato che l'oggetto del colloquio sia stata la presentazione di un'offerta formale da parte del Barcellona per il suo assistito anche se ha ribadito il gradimento del club blaugrana e di Guardiola. In compenso, Raiola ha spostato il tiro dei cronisti facendo sapere che "è molto più facile che lasci l'Inter Maxwell", l'altro nerazzurro della sua scuderia. Su di lui ci sarebbero il Chelsea (Carlo Ancelotti l'ha sempre apprezzato) e proprio il Milan, a caccia di esterni.

Ma se Ibra, per il momento, non è a metà strada tra Barcellona Milano, perché Oriali ha voluto "confessare" Mazzarri? L'Inter punta Cassano, e questo non è un mistero: parlare con l'uomo che è riuscito a riportare negli argini l'enorme talento del barese è invece indice di residue riserve sulla gestione del personaggio. Cassano potrebbe essere la prima risposta dell'Inter alla clamorosa partenza di Ibra, ma anche la ciliegina sulla torta magari messa proprio per accontentare il bollente svedese, che vuole al suo fianco e alle sue spalle calciatori in grado di parlare la stessa lingua tecnica.

Cassano può partire dalla Samp con una ventina di milioni e l'operazione, economicamente, è fattibilissima a prescindere dal destino di Ibrahimovic. Diversi sono i giocatori in partenza da Appiano Gentile che potrebbero irrorare le casse di Moratti: Vieira, Jimenez (ormai del Parma, a giorni l'ufficialità), Burdisso, anche se quest'ultimo è inserito nella trattativa con la Fiorentina per Felipe Melo. Insomma, Fantantonio potrebbe essere il compagno -e non il sostituto- di Mago Ibra.

Intanto l'Inter si muove sul mercato sudamericano e sembra avere scavalcato Lazio e Palermo nell'inseguimento a Javier Pastore, 20enne talentuoso centrocampista argentino dell'Huracan. Considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio albiceleste, Pastore è valutato almeno 9 milioni di euro: Branca è tentato dall'operazione, che poi verrebbe rifinita con la cessione in prestito a un club di Serie A per consentirgli un impatto "vero" con il calcio italiano.

Ibra va in... Barça


Novità dalla Spagna: Pep Guardiola, allenatore del Barcellona fresco vincitore (anche) della Champions League, ha deciso di puntare con decisione su Zlatan Ibrahimovic, 27 anni, e ne ha chiesto ufficialmente l'acquisto al presidente Laporta. Via libera dunque per Eto'o, sul quale il tecnico ha sempre avuto delle riserve. E che ancora una volta, nonostante il gol (anche) nella finale di Champions, avrebbe definitivamente bocciato. ibra vale 70 milioni — Uno scenario che spalanca le porte dell'Inter al camerunese, 28 anni, in attesa che l'agente di Ibrahimovic, Mino Raiola, incontri il Barcellona, ma anche il Real Madrid. Quanto all'Inter, il presidente Moratti ha già chiarito a tutte le parti in causa che non intende scendere al di sotto dei 70 milioni nella valutazione del suo giocatore. E quindi Eto'o più 30 milioni potrebbe essere il prezzo giusto...

Nedved, tentazione Inter

Le sorprese di Nedved.
Pavel, che festa: ora la clamorosa tentazione Inter.
"La mia maglia numero 11 va ad Amauri, ci teneva".
"Ora posso smettere tranquillo". Ma può continuare.
Pavel dice: "Ho smesso di correre". Ma il suo procuratore è convinto che non finirà così.
L'agente è lo stesso di Ibrahimovic, nasce un clamoroso interessamento dell'Inter.
(Gazzetta dello Sport)

Il centrocampista ceco esclude nuovi ingaggi. Raiola insiste.
Pavel Nedved: "Chiudo qui", ma il suo agente continua a giocare.
La tanto sognata «Coppa con le grandi orecchie» è al sicuro a Barcellona, ma almeno l'aria di Champions l'ha accarezzato con affetto. In mancanza d'altro, Pavel Nedved si è commosso lo stesso sulla colonna sonora del «Gladiatore». Non c'era Bocelli a cantarla ieri all'Olimpico (di Torino) per l'atto finale del ceco, ma i brividi non sono mancati nel Pavel-Day. Tutto organizzato in fretta e furia perché molti erano convinti che fosse un arrivederci, non un addio, ma l'affetto è stato ugualmente travolgente. La scritta «La gloria rende gli eroi immortali» sui maxischermi nel giro d'onore, l'abbraccio dei compagni che vestivano tutti la sua maglia, la standing ovation dell'Olimpico al minuto 38 della ripresa di un balneare Juve-Lazio e i cori continui della curva hanno piegato anche l'Inossidabile. Piangeva Pavel in campo e piangeva la moglie Ivana, insieme ai figli Ivana jr e Pavel jr, in tribuna. Applaudiva la Juve e allo stesso tempo si ringraziava «l'uomo vero», «l'eroe bianconero: cuore ultras e spirito bianconero» e il reduce di mille battaglie che «merita qualcosa più di un grazie».
Un grazie ripetuto 327 volte per una festa a senso unico. Il popolo della curva si è schierato: «Più rispetto per Pavel Nedved», il leit-motive. Nessuno saprà mai cosa è realmente successo negli ultimi giorni e anche ieri le parti in causa hanno giocato la loro partita a poker. «Saluto tutti e smetto», ha subito commentato Nedved prima di finire prigioniero dell'antidoping. «Pavel giocherà ancora e le offerte in Italia e all’estero non mancano», ha spiazzato tutti Mino Raiola, suo agente presente allo stadio e assai ciarliero.
«Mi auguro che continui a restare in società con noi», ha poi aggiunto Cobolli Gigli per completare il quadretto dell'assurdo. Ognuno ha la propria versione e non è così scontata la parola «fine» sul film hollywoodiano che proponeva la sfida del cuore del centrocampista esploso nella Lazio e diventato Pallone d'oro nella Juve.
«Non è una questione di soldi - giura Raiola - ma le carte che ci ha dato il croupier non erano buone. Abbiamo passato. Se dovesse intervenire la famiglia, forse si potrebbe riflettere». Qualcuno bluffa, anche se il diretto interessato nega. «Ho smesso di correre - ha commentato a caldo Nedved - e ora voglio stare vicino alla mia famiglia. È un giorno difficilissimo, ma anche molto bello: ho sentito tanto affetto da parte di tutti, compagni e tifosi. Posso smettere tranquillo perché so che abbiamo fatto grandi cose».
Il numero 11 lo lascerà in eredità ad Amauri e il biondo di Cheb assicura che resterà a Torino. «Mi sento piemontese - sorride - e i miei figli tifano Juve: non possiamo andare via». In attesa di decifrare il suo futuro, la vecchia guardia onora il suo Gladiatore. «Mi sono commosso perché a lasciare è un grandissimo campione», dice Ferrara. «Stavo per piangere - aggiunge Camoranesi - perché lui ci ha fatto vincere molto». L'abbraccio della squadra è il segno tangibile dell'affetto, la fascia di capitano concessa per l'addio, un momento storico. «Era il minimo che si poteva fare - chiude Del Piero - ci legano tante cose, tante vittorie. Mi dispiace, speravo non finisse così».
(La Stampa)

"Il futuro, chissà!"


"Il mio futuro? Non sono certo di nulla, io non faccio percentuali come Mourinho". Zlatan Ibrahimovic non lascia tranquillo il presidente Moratti e i tifosi dell'Inter. Il fuoriclasse nerazzurro non si sbilancia sul suo futuro e non offre nessuna garanzia sulla sua permanenza tra i campioni d'Italia. "Non ci sono percentuali, perché quando non c'è niente sul tavolo, non si può parlare di possibilità". Ibra lo dice ai microfoni di Telelombardia e Telenova, due emittenti private. Poi però lascia intendere che l'anno prossimo rimarrà ancora alla corte di Mourinho e parla già di Milito come di un ottimo compagno d'attacco: "Ci sono tanti attaccanti con cui mi trovo bene, il prossimo anno con Milito non ci sarà una competizione perché è un giocatore che ha fatto tanti gol. Sono contento per lui e per l'Inter".

CAPOCANNONIERE? PROVIAMOCI - Domenica pomeriggio contro l'Atalanta Ibra punterà a diventare capocannoniere: "Ho la possibilità di vincere il titolo - spiega - sono contento e farò di tutto per farcela: quello di diventare capocannoniere è uno degli obiettivi, ma non è il primo, perché prima di tutto bisogna vincere come abbiamo fatto nelle ultime partite. Prima si vince e poi i miei compagni mi aiuteranno a fare gol".

Di mercato e del possibile arrivo di Cassano ha invece parlato Mario Balotelli. Il giovane attaccante nerazzurro si è detto pronto ad accogliere a Milano il talento barese. "Secondo me se ne dicono tante su Cassano, ma è veramente un bravo ragazzo. Ha la testa a posto, mi piacerebbe tanto perché è troppo simpatico, poi calcisticamente è un genio". La concorrenza non spaventa Balotelli. Anzi, con un Cassano in più l'Inter potrebbe finalmente sfatare il tabù Champions. "Con lui vinciamo la Champions. Io credo che il mister abbia le idee chiare, però con tanti attaccanti magari è più difficile sapere chi far giocare. Ma sono affari di Mourinho".

Ibra, il West Ham e il razzismo nei suoi confronti. Balotelli non ha problemi a parlarne. "Secondo me è difficile convivere con me, non con lui, perché gli altri attaccanti quando giocano con lui giocano bene", dice riguardo alla convivenza col fuoriclasse svedese. Capitolo Hammers: "Sì, ero in contatto con Zola. Poi non si sono sentiti con l'Inter, o l'Inter non si è fatta sentire, non so bene cosa non sia andato. Alla fine meglio così". Infine la battuta sul brutto episodio di Torino. "Prima di Juve-Inter sono entrato con la nostra divisa, parlavo con Chiellini e già mi facevano 'buuu'. I cori sono tutti gravi, anche quando danno dello zingaro a Ibrahimovic come hanno fatto a Cagliari".Il futuro

Mou stravince su Moratti

Da "Lo Monaco chi? Io conosco monaco di Tibet, Gran Premio di Monaco, Principato di Monaco" a "Barnetta" al posto di Beretta, per arrivare alla "Prostituzione intelletuale" fino a "zero titoli" e "Resto al 99.9%, anzi al 99.99%". Tutto questo è Josè Mourinho che in pochi mesi ha vinto una supercoppa italiana, uno scudetto fino a diventare il faro dell'Inter oscurando a tratti la figura del presidente Massimo Moratti.

Un'affaire che al numero uno nerazzurro non piace fino in fondo. Lui, che è stato negli ultimi anni, dopo la scomparsa di Giacinto Facchetti, il vero comunicatore dell'Inter, sempre pronto a farsi intervistare dalla stampa, deve fare i conti con Mou. Risultati a favore o contro nulla importava. Sotto gli uffici milanesi della Saras all'appuntamento del lunedì non mancava mai. Ma in questi mesi qualcosa sta cambiando. Ora c'è lui, Josè Mourinho.

Il tecnico che l'Inter ha voluto fortemente per il dopo Mancini e che mette, forse troppo spesso, in secondo piano il maggior azionista del club di corso Vittorio Emanuele. Così come le vittorie dell'Inter.

Mourinho si sente star e da tale si comporta. Tutto calcolato con grande furbizia e colpi ad effetto grazie alla sua invidiabile dialettica. Una delle ultime conferme è che dopo la vittoria del 17mo titolo l'opinione pubblica e i media hanno parlato più del possibile addio di Mourinho che del quarto titolo consecutivo che porta l'Inter a pari merito del Milan quanto a scudetti vinti.

Un addio studiato a tavolino che ha avuto l'effetto che Mourinho voleva: il rinnovo e più potere. A questo è agganciata l'ultima conferma che Mou ormai è il vero faro dell'Inter. Infatti, l'irritazione mostrata anche davanti alle telecamere da Moratti è stata ofuscata dall'ufficializzazione del rinnovo fino al 2012 dello Speciale One.

Fino a quando continueranno ad amarsi Mourinho e Moratti nel caso la prossima stagione l'Inter dovesse uscire di nuovo dalla Champions League?

Fonte calciomercato.com

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