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Napoli, anche Dzemaili

La conversione a U è un classico e il tempo che scorre via non cancella le antiche abitudini d’un cal­cio sempre eguale, immutabile, co­stretto a inventarsi la vita un giorno sì e l’altro pure. De Sanctis, Campa­gnaro, Zuniga, Cigarini e Quagliarel­la rappresentano l’antipasto d’un mercato che annuncia portate a vo­lontà, ma nell’attesa della necessaria meditazione le idee sgorgano e il Na­poli riflette. Julio Ricardo Cruz è già il bomber stantio di due notti di vir­tuale passione e mentre Gustavo Ghezzi e Jorge Cysterpiler - il tandem di procuratori de el jardinero - ascol­tano Atletico Madrid e Fiorentina, Pierpaolo Marino è già andato oltre, spostando la soglia d’attenzione al centrocampo, sondando il Palermo e provando a prendere con un colpo due piccioni: «Il Napoli ha necessità di coprire zone che noi riteniamo ga­rantite. Non per niente mi ha chiesto Simplicio e Nocerino».
 
IDEA DZEMAILI - Buonasera, si fa per dire, perché al­le 20,30 Maurizio Zamparini dà una bella scossa al vociare e rimette le co­se a posto, tracciando nuovi orizzon­ti, dimostrando che il Napoli ora è preso dalla ricerca d’un medianone e che dunque Blerim Dzemaili (23) può tornare d’attualità, essendo ripartite le perlustrazioni. Dzemaili è la prima idea per la zona nevralgica, il tuttofa­re che garantisce freschezza, elasti­cità, i centimetri necessari per andar­sela a giocare sui rinvii e pure i piedi buoni: il Torino lo ha teoricamente blindato, ma c’è materia di discussio­ne intorno alla contropartita tecnica e per il conguaglio e c’è un duello da vincere con l’Udinese, che ha occhi ovunque e mani allungate sui talenti in erba.

Toro, ecco Giampaolo


Marco Giampaolo ci sta pensando. Al Torino, si intende. E' questo quel che emerge dopo aver parlato con lui al telefono, anche se sta bene attento a non rilasciare alcuna dichiarazione. Ci sta pensando: sta pensando alla Serie B, alla Lazio unica società di A rimasta senza allenatore, al suo essere tra i grandi emergenti, al fascino granata ma più prosaicamente all'offerta avanzata da Cairo & Foschi. Offerta che non è bastata, già una volta, a convincere Delio Rossi. Sarà sufficiente per l'ormai ex-tecnico del Siena? Concediamogli ancora un po' di tempo.

Quanto? "Poco", secondo le ultimissime parole pronunciate dal presidente del Torino. "Poco" non è una quantità di tempo esatta, ma evidentemente non ci si può sbilanciare più di tanto; perchè dipende dalla risposta di un'altra persona, Giampaolo appunto, e non solo dalle proprie volontà. Colantuono, in stand-by, non gradisce più tanto di essere la costante seconda scelta, e vuole chiarezza. Anche il pelato, come i tifosi granata, spingono perchè si chiuda al più presto. Deve partire una stagione, lunga.

Vergogna Toro, vergogna tifosi


Una buona notizia dopo la domenica dell'indecenza a San Siro. Giancarlo Abete, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, stamane ha annunciato: "La Figc sta pensando di organizzare una partita, anche non agonistica, per celebrare un grande campione come Paolo Maldini. La contestazione nei suoi confronti? È stata una cosa vergognosa. Maldini merita il rispetto di tutti per quello che ha rappresentato e rappresenta. Certe cose sono incomprensibili". Siamo doppiamente grati ad Abete: per avere condiviso la proposta del tributo a Maldini, lanciata un mese fa da Quotidiano.net e, soprattutto, per avere pronunciato parole chiare e forti contro quegli striscioni e quei fischi ributtanti che una frangia di tifosi milanisti ha riservato al Capitano nel giorno del suo addio al Meazza.
Una contestazione che non sta né in cielo né in terra e suona ancora più disgustosa, essendo stata inscenata anche sotto gli occhi della moglie Adriana e dei due figli del fuoriclasse, Christian, 12 anni e Daniel, 7 anni nonchè di suo padre Cesare, dei suoi cari e di 71.500 milanisti che a Paolo hanno riservato applausi, lacrime ed emozioni. Per non dire dei giocatori della Roma, scesi in campo con la t-shirt che recitava "Grazie Paolo, grande capitano".
Maldini non è mai stato un ruffiano, un opportunista, un conformista. Maldini è un uomo vero e rende lillipuziani dello spirito quelli che lo insultano e che lo offendono. E non ce ne frega nulla sapere se siano "un'esigua minoranza". Sono sempre troppi. Roberto Baggio, oggi sulla Gazzetta ha scritto parole giuste: "Paolo è stata l'ultima persona che ho abbracciato su un campo di calcio, il 16 maggio di cinque anni fa, quando è toccato a me, proprio in un Milan-Brescia. Ci siamo incrociati in mezzo al campo: ho sentito che in quell'abbraccio gli trasmettevo qualcosa e lui a me... Chi ha dato tutto come Paolo non avrà mai rimpianti. Gli sono vicino con tutta l'intensità che deriva dal nostro percorso comune".
Siamo tutti con Maldini. E siamo tutti con Gasperini, tecnico di un Genoa leale e onesto che a Torino ha giocato benissimo e ha meritato di vincere, pur sopportando l'incredibile, isterica reazione finale di una squadra che, se retrocederà in B, dovrà scatenare una rissa con se stessa e con la propria società, per i suoi errori e i suoi orrori. "Caro Cairo, ecco il tuo fallimento", ha titolato stamane Tuttosport, fondato da Renato Casalbore, scomparso a Superga il 4 maggio 1949 con il Grande Torino. "Dal settembre 2005, Cairo ha cambiato o delegittimato sei direttori sportivi (Salvatori, Tosi, Antonelli, Lupo, Pederzoli, Foschi: pure quest'ultimo avrebbe le valigie pronte, annota Piero Venera). Con gli allenatori non ha combinato di meglio, passando e ripassando in rassegna De Biasi, Zaccheroni, Novellino e Camolese...". E lasciamo stare il battaglione di giocatori presi e ceduti, sennò facciamo notte.
Non ne possiamo più di dietrologie, malignità, culture del sospetto e dell'insinuazione: vogliamo una buona volta imparare ad accettare i verdetti del campo, qualunque essi siano? Vogliamo imparare a perdere? Vogliamo piantarla di cercare alibi, di recriminare, di giocare a scaricabarile? Un altro calcio è possibile. Ma non questo. Non merita né Maldini né Gasperini né tutti quelli che lo onorano.

Toro, sei ridicolo

La sconfitta del Toro allo scadere, la serie B ad un passo e poi la rissa. Torino-Genoa si è chiusa malissimo, e il giorno dopo il presidente granata Urbano Cairo cerca di spiegare cosa è successo: «Abbiamo ancora una piccola speranza che domenica siano tutte partite vere, non solo le nostre... Il campionato non è ancora chiuso- dice a Radio Anch'io Sport- Non è piaciuto sentire alcuni commenti della Menarini o di Di Vaio. Quando il presidente del Bologna dice che non si sono pestati i piedi col Chievo. Non ho visto una parata di un portiere, nemmeno un tiro in porta. Se questa è una partita vera... Il Genoa con noi ha giocato come se dovesse vincere lo scudetto. E mica mi lamento. L'Europa per loro era svanita dalla domenica prima, ma anche se non avesse avuto quell'obiettivo è giusto che il Genoa abbia fatto la sua partita. Ma deve essere così sempre».

LA RISSA
- Certo, il risultato non giustifica quel finale... «Un finale che non condivido, ma ci sono le provocazioni di Thiago Motta che zittiva la panchina, o lo stesso Olivera che ha dato un pugno a Colombo. Ho visto anche tifosi del Genoa in campo. Guardiamo bene le immagini. Chi ha provocato tutto è stato Thiago Motta, nel momento in cui gli animi sono esacerbati. Nella vittoria un filo di signorilità ci vorrebbe. Ma non giustifico nulla, multerò i miei giocatori che hanno sbagliato. Abate lo multerò, è chiaro. Ma credo che anche qualcuno del Genoa andrebbe multato. Il Genoa non ha saputo vincere. Gasperini ha detto cose da primo della classe. Ora mi auguro che il Catania faccia una bella partita col Bologna, domenica prossima. Zenga ha detto che andrà via, e poteva evitare di anticipare la sua decisione, ma ciò non toglie che possano fare una bella».
Cairo si lamenta, di cosa poi non si capisce. Dice che Chievo e Bologna si sono divisi un punto che ha fatto comodo ad entrambe le squadre: si, è vero, ma, caro Cairo se la tua squadra avesse vinto o quantomeno pareggiato contro il Genoa, il punto del Bologna sarebbe valso a poco, anzi a niente! Quindi, un bel esame di coscienza bisogna farselo per chi ha allestito una rosa scadente ed insufficiente e, soprattutto, da chi ha cambiato tre allenatori non dando a nessuno la fiducia necessaria per guidare un gruppo in una piazza come quella di Torino. E poi, Cairo ricordati come hai vinto la partita col Napoli... Hai la memoria corta!

Il Lione vuole Rosina


Il Torino rischia di perdere Alessandro Rosina (24). Soprattutto nel caso in cui i granata dovessero retrocedere, il primo a partire sarebbe proprio il fantasista ex Parma, in rotta con il club e in particolare con Cairo. Verso quale destinazione? Si parla di un forte interessamento del Lione che sarebbe pronto ad investire una cifra vicina ai 10 milioni di euro per portare Rosina in Francia, a far compagnia a Fabio Grosso. Il tecnico dei francesi, Claude Puel, vede nel giocatore granata un futuro campione e vuole averlo a tutti i costi a sua disposizione per il prossimo anno, per poterlo utilizzare alle spalle di Benzema per formare una coppia imprevedibile e concreta allo stesso tempo.

Cairo ha scelto Camolese


Urbano Cairo butta la maschera e tenta l'ultima svolta. Manca ancora l'ufficialità,ma tutto lascia pensare che il nuovo allenatore del Toro sarà Giancarlo Camolese. Nato a San Mauro il 25 febbraio 1961, Camolese vanta un passato importante in granata, prima da giocatore, poi da allenatore. Fra gli aspetti che hanno indotto Cairo a rompere gli indugi ci sono soprattutto tre elementi: Camola (com'è noto affettuosamente fra i tifosi del Toro) è uomo graditissimo alla piazza granata, conosce alla perfezione le dinamiche di un ambiente difficile e in ebollizione per aver allenato i granata dal 2000 al 2002, e ha un modulo di gioco (il 3-5-2) che piace a Foschi. In questi minuti sembra che siano in corso gli ultimi faccia a faccia per chiarire gli ultimi dettagli, compreso il contratto che lega Camolese con il Livorno. Ma lo stesso Spinelli nei giorni scorsi non ha nascosto di essere pronto a rescindere il contratto e lasciar via libera al ritorno di Camolese in granata.

Torino, Novellino in bilico

Non si respira l'aria dei giorni migliori a Torino, sponda granata. La sconfitta contro l'Atalanta, il terzultimo posto in classifica con soli 24 punti all'attivo e i dodici punti conquistati nelle ultime tredici giornate non fanno stare tranquilli Walter Novellino, dall'8 dicembre nuovamente sulla panchina del Toro. Sono in molti a vedere vicino l'ennesimo ritorno di De Biasi alla guida della squadra.

IN BILICO - E' slittato il summit in programma questa mattina tra il presidente Cairo e il direttore sportivo Foschi. Il numero uno granata ha confermato, quindi, la scadenza a termine del contratto del tecnico campano, ma la sensazione è che per il suo futuro si aspetti di vedere l'esito della sfida di domenica prossima in casa contro la Sampdoria. In caso di sconfitta potrebbe ritornare, come detto, Gianni De Biasi ancora sotto contratto col club granata.

I PRECEDENTI - Per Cairo si tratterebbe di tenere sotto contratto due allenatori. Questo, però, non sembra essere un problema per il numero uno granata. Già due volte in passato, dopo essere stato esonerato, De Biasi è poi stato richiamato sulla panchina del Torino. La prima volta accadde nella stagione 2006/07. Il tecnico venne esonerato prima ancora di iniziare la stagione per poi essere nuovamente alla guida della squadra dopo 14 giornate, portandola alla salvezza. Allontanato nuovamente a fine stagione in favore di Novellino, Cairo richiamò De Biasi nell'aprile del 2008 per poi esonerarlo dopo la sconfitta casalinga contro la Fiorentina (1-4, ndr) dell'attuale stagione.

ULTIMA SPIAGGIA - Per Novellino, quindi, la sfida con il club blucerchiato sa tanto di 'ultima spiaggia'. Cairo proprio ieri ha parlato di "dieci finali" riferendosi alle sfide che mancano alla conclusione dell'attuale stagione. Il grande balzo in avanti sul piano dei risultati e del gioco da parte del Chievo e le discrete prestazioni di Bologna e Siena non fanno star tranquillo il presidente granata che già domenica potrebbe prendere la decisione di esonerare ancora una volta Novellino.

Fonte La Repubblica

Torino, ecco chi è realmente mister X

Chi è Raffaele Ciuccariello che aspira all'acquisto del Torino da Urbano Cairo? Qual è la storia dell'imprenditore nato 68 anni fa a Lucera? "Il pallone in confusione" ha cercato di ricostruirla attraverso le visure della Camera di Commercio. Presso gli archivi camerali sono presenti quattro aziende in cui è presente il suo nome: una ditta individuale, due società in nome collettivo e una società a responsabilità limitata di recente costituzione. Sono stati richiesti anche i loro bilanci: ma l'ente camerale risponde che finora non risulta alcun deposito. Non c'è quindi alcun documento contabile disponibile: non si può quindi verificare lo stato economico-finanziario passato e presente delle sue società.

In principio Ciuccariello aveva un'impresa individuale, denominata con il proprio nome e cognome, impegnata nell'autotrasporto di merci su strada con sede a Torino. E' stata cancellata dalla Camcom il 24 gennaio 2001, in seguito alla sua cessazione avvenuta nel dicembre 2000.
Il 1° luglio 2003 l'aspirante acquirente della società granata costituisce una società in nome collettivo: "Il paradiso dei regnanti snc di Di Munno Rosa & c.". Ciuccariello ne risulta socio amministratore assieme a Rosa Di Munno: ciascuno di essi aveva conferito alla società una somma di 250 euro, per un patrimonio complessivo di 500 euro. Le visure riportano un oggetto sociale abbastanza composito: dalla produzione e vendita al minuto e all'ingrosso di pizza da asporto, alla «somministrazione di cibi alimenti e bevande» fino a compiere «qualsiasi operazione mobiliare e immobiliare» e «l'assunzione di mutui passivi con la concessione delle richieste garanzie anche reali e la prestazione di garanzie reali e personali». Pochi giorni dopo la sua costituzione, il 3 luglio, la società acquista dalla "Regnanti snc di Sorintano Pasquale e Ciuccariello Norbert", dove è impegnato un figlio di Ciuccariello, un ramo d'azienda: quest'ultimo il 20 ottobre 2005 il percorso inverso.
Il 24 ottobre 2003 Ciuccariello dà vita alla "Il paradiso dei regnanti 2 snc di Ciuccariello Raffaele e Sorintano Pasquale" con sede ancora a Torino. Capitale sociale sempre i soliti 500 euro (250 per socio): oggetto sociale gemello con quello della precedente snc. Anche in questo caso la società effettua un'acquisizione di ramo d'azienda a pochi giorni dalla sua costituzione. Visure alla mano, il 29 ottobre 2003 lo compra da "Il merendone di Amitrano Silvana & C.snc": il 5 dicembre 2003 il ramo aziendale ritorna al suo precedente padrone.
Nel frattempo "Il paradiso dei regnanti snc di Di Munno Rosa & c.", "Regnanti snc di Sorintano Pasquale e Ciuccariello Norbert" sono state dichiarate fallite dal tribunale di Torino. Le visure camerali riportano che per la prima snc i giudici hanno emesso la sentenza il 27 aprile 2006: inoltre hanno sancito il fallimento «in proprio di Di Munno Rosa e Ciuccariello Raffaele». Lo stesso tribunale ha dichiarato chiuso il fallimento il 6 novembre 2006 «per l'ipotesi n.4 dell'art. 118 L.F.», ossia quando non può essere proseguita la procedura per insufficienza di attivo. L'11 ottobre 2004 è stata dichiarata fallita la "Regnanti snc di Sorintano Pasquale e Ciuccariello Norbert" assieme ai due soci. I magistrati del capoluogo piemontese hanno decretato il 26 ottobre 2004 la chiusura della procedura fallimentare della società «per l'ipotesi di cui al n.3 dell'articolo 118 L.F.» cioè «quando è compiuta la ripartizione finale dell'attivo». Inoltre, è stata stabilita anche la conclusione del fallimento del socio del figlio di Cuccariello, Pasquale Sorintano: anche in questo caso perché «non possa essere utilmente continuata la procedura per insufficienza di attivo».
Infine, il 29 gennaio scorso è stata fondata la Royal srl, sede sempre a Torino e un capitale sociale di 10mila euro. Ne sono soci: Norbert Ciuccariello (50%), il papà Raffaele (25%) e Carlo Saccomando (25%) che ne è amministratore unico. L'oggetto sociale è molto vasto: dalla costruzione e demolizione di immobili di qualsiasi genere, alla conduzione di strutture turistico-alberghiere, edizione e distribuzione di libri, riviste e giornali, fino alla costituzione di scuole per modelle. Le visure riportano che la società «potrà svolgere tutte le operazioni immobiliari, commerciali, bancarie e finanziarie che si rendessero necessarie e opportune per il conseguimento dello scopo sociale». Tra queste c'è anche l'acquisto del Torino? Il mistero è più fitto che mai.

Toro: svelato mister X

Una consonante che fa più rumore di dieci stadi stracolmi di gente: incredibile, ma vero. E' quello che sta succedendo a Torino in questi palpitanti minuti. Una "X" sta facendo impazzire un po' tutti: una firma che per ora non basta, un simbolo di discrezione, un assist all'audience forzato, un silenzio che fa rumore, a momenti un segreto di Stato. Scegliete voi. Non è fantacalcio, non è fantascienza: è il mondo del pallone. Una calamita di sogni.
Golden Palace Hotel, due edifici dal lussuoso rigore geometrico, 195 stanze nel cuore pulsante di Torino: l'attenzione granata, oggi, è tutta qui. Un bel paradosso: il campo, la squadra, la classifica deficitaria e la bocciatura di Dzemaili (patrimonio gettato alle ortiche dopo le dichiarazioni di Novellino?) sono questioni che per ora passano in secondo piano. Chissà cosa starà pensando Urbano Cairo in questi istanti: lui, il passionale, e il suo Torino, messi all'ombra per un giorno da un misterioso imprenditore. Lui, esperto comunicatore, "minacciato" da un mister X che comunica senza essere presente (infatti oggi non si presenterà), in un teatro di portavoci dove manca il protagonista. Ebbene sì, nonostante tutto oggi vincono loro: curiosità, incertezza, voglia di sognare un futuro migliore per il Torino.

Alle 15.30 gli avvocati Grazia Porta, Anna Pasquinelli e Massimo Durante sveleranno l'identità di mister X. "Non siamo ciarlatani": un mese e mezzo fa hanno risposto così di fronte alle perplessità dei tifosi e degli addetti ai lavori.

Il sole su Torino è sparito, fa freddo. L'atmosfera è surreale. In città, da giorni, non si parla che di presunte eredità e di imprenditori dal portafoglio gigantesco: chi è mister X? Miroglio, Bertone, Ferrero, Giraudo, Moggi, Giribaldi, Gaucci, Mangone, Grimaldi, Farinetti, Briatore oppure Margherita Agnelli? Oggi la telenovela finirà, finalmente. I tre avvocati hanno ribadito di voler parlare di cose serie e di programmi concreti (anche perché il Toro può già vantare una lunga collezione di promesse non mantenute): dovranno soprattutto motivare lo strano modo di comunicare di mister X. Prima un comunicato, poi un'insolita conferenza stampa dove l'attore protagonista non si presenta.

Le promesse di MisterX: La qualificazione Uefa in tre anni, uno stadio di proprietà con annesso impianto sportivo, la sostituzione dell'allenatore, l'adozione della maglia granata come prima divisa sociale, la riorganizzazione del settore tecnico e giovanile, l'apertura di scuole calcio in ogni continente, il riassetto della rete commerciate tramite accordi con partner prestigiosi: questi gli obiettivi di "mister X", pubblicati a gennaio tramite comunicato. Detto così fa gola, ma al Toro e ai suoi tifosi non può bastare. Primo: Cairo ribadisce di non voler vendere. Secondo: nel caso cambiasse idea, bisognerà bisognerà capire come mister X possa passare dalle parole ai fatti.

Ore 15: tre camionette della polizia davanti al Golden Palace Hotel. Atmosfera più di imbarazzo che di tensione, presenti moltissimi giornalisti e una ventina di curiosi. Vi confermiamo le voci su Raffaele Ciuccarini, imprenditore pugliese che avrebbe eriditato un patrimonio di circa 600 milioni di euro. Mister X potrebbe essere lui, ce lo confermeranno tra poco gli avvocati.

Ore 15.18: lo scenario è decisamente cambiato in pochi minuti. Stanno arrivando sempre più tifosi granata e fuori dall'ingresso dell'hotel c'è un gruppo sempre più consistente di giornalisti e curiosi.

Ore 15.25: tutto esaurito in sala stampa (50 posti a sedere circa, moltissimi giornalisti in piedi). Vi ricordiamo che siamo a un passo dalla sede del Torino, che è proprio qui in via Arcivescovado. Una scelta non casuale da parte di mister X e dei suoi avvocati.

Inizia la conferenza stampa ed ecco subito la conferma dell'avvocato Grazia Porta: "L'imprenditore di cui molto si è parlato in queste settimane è Raffaele Ciuccarini. Nato a Lucera, in provincia di Foggia, il 7 febbraio 1941, è da quasi 40 anni residente a Torino. Ama il calcio, desidera portare a termine questa trattativa a tutti i costi".

Parola ora all'avvocato Anna Pasquinelli: "Questo incontro sarà utile per chiarire molti aspetti di questa vicenda. Abbiamo incontrato Urbano Cairo a Milano a fine novembre e ci è sembrato disposto a portare avanti la trattativa. Si è trattato del primo contatto. I tifosi del Torino oggi possono rendersi conto che l'imprenditore c'è, è disposto a fare di tutto per la squadra. Raffaele ha il dono dell'umiltà e oggi confermiamo che non si è trattato di un'invenzione pubblicitaria. Troviamo inspiegabile il fatto che Cairo non ci voglia più incontrare".

Appiah, che brutta fine: travolto dai debiti

A 28 anni (presunti) l'eroe del Ghana, il capitano non giocatore del paese che ha ospitato l'ultima Coppa d'Africa, è costretto a nascondersi per giocare al calcio. Stephen Appiah, talentuoso e potente centrocampista di Udinese, Parma, Brescia e Juventus, tre figli e moglie nel nostro paese, in questi giorni si sta allenando sotto mentite spoglie a Marbella, costa andalusa, con il Rubin Kazan, club dallo scorso novembre campione di Russia costretto dall'inverno rigido del Tatarstan ad allenamenti su una spiaggia spagnola.
Il peregrinare omerico del massiccio Appiah sta diventando una fuga segreta e protetta a causa della valanga di debiti che il ragazzo di Accra ha contratto ad ogni contratto firmato. L'ultima disputa legale è stata quella con l'ultimo club che lo ha assoldato, nel 2005, il Fenerbahce. La squadra di Istambul, per un'embolia a una gamba mal curata, "ha rischiato di mandarlo al creatore". Lo racconta il suo nuovo procuratore Luca Pagani, ex pr di discoteche lombarde. Alla fine Appiah ha chiesto 21 milioni di risarcimento ai turchi, comprensivi della Coppa d'Africa saltata in patria, e il Fenerbahce ha replicato con una "fattura danni" da 12 milioni per mancato rispetto del contratto.

Nella stagione 2008-2009 Stephen Appiah ha ascoltato una serie di timide offerte da parte di diverse società italiane: la Juventus, il Brescia, poi il Torino. C'è stato anche un affaccio da parte del Milan. Tutti, però, imbattendosi nel macigno della causa Fifa e in una pletora di richieste danni contro il giocatore incardinate in Italia, hanno salutato Stephen e la sua fama di cattivo pagatore. Non tornerà a giocare in Italia. Appiah, allora, ha deciso di raggiungere Londra per allenarsi con il Tottenham e, bruciato anche questo contatto, ha proseguito la fuga dal pignoramento indossando una nuova anagrafe in Spagna e immaginando un futuro nel campionato russo.
Tutta la storia del ragazzo di Accra è un racconto da clandestino. Giovane stella degli Hearts of Oak, arrivò poco più che bambino in maglietta a maniche corte all'aeroporto di Udine. Era febbraio. Gli misero addosso una tuta del club e lui, nei primi sei mesi, mangiò solo gelati perché non conosceva i cibi italiani né i loro nomi. I procuratori più accreditati del calcio ghanese raccontano che Stephen, come buona parte dei ragazzi d'Africa ansiosi di mostrarsi a talent scout stranieri, si fece cambiare il passaporto e abbassare di due anni l'età. Giunto in Italia, il talento si mise in luce per gol straordinari e leggendarie feste con ragazze ucraine. Ma, soprattutto, nuovi debiti. Lasciò senza un grazie lo studio Canovi e il suo primo mentore, quel Domenico Ricci che più di tutti conosce il calcio africano. Oggi l'ufficio gli ha chiesto 105 mila euro di provvigioni non saldate: la sentenza del tribunale di Roma è vicina. Approdato al nuovo procuratore, Santiago Morrazzo, riuscì ad abbandonare anche lui scordandosi del rinnovo del contratto che l'agente gli garantì con la Juventus (un milione e 800 mila euro) e le bollette pagate alla posta per non fargli staccare la luce. Il Tribunale di Roma ha stabilito che Appiah deve a Morrazzo 580.000 euro, ma poiché il calciatore non è mai raggiungibile l'unico risultato è stato che l'ex agente Fifa deve versare - per la sentenza a suo favore - 25.000 euro per i bolli all'Agenzia delle Entrate.
Già, Appiah è in fuga continua. La moglie e i tre figli vivono in una villetta con garage (e auto di lusso) sulla collina di Torino, ma lui ha eletto domicilio personale a Nichelino, nell'hinterland, in un casermone popolare abitato da extracomunitari senza permesso di soggiorno. Fuori dal suo "appartamento legale" non c'è campanello, nell'androne hanno sradicato le cassette della posta e l'ufficiale giudiziario, terrorizzato ogni volta che deve avvicinarsi a quel palazzo per recapitargli una raccomandata, ha stilato un rapporto di "irreperibilità strutturale". A Stephen Appiah ha chiesto i danni anche il vecchio padrone di casa di Torino, quello dei tempi della Juventus. Salutato dalla Triade, Stephen organizzò una festa d'addio all'Italia invitando la comunità ghanese e le solite ragazze ucraine: sfasciarono tutto sradicando lavandini, cessi e pure gli infissi. Le bottiglie di champagne - avrebbe scoperto il giorno dopo il padrone di casa - galleggiavano nello champagne. L'avvocato Mattia Grassani, che per tutte queste imprese difese e spesso salvò il calciatore, a sua volta non è stato mai pagato. E così ha chiesto 400 mila euro di arretrati riuscendo a farne sequestrare 40 mila.
Il bravo ragazzo con il destro preciso è cresciuto dentro una vita da clandestino e ora potrebbe portare la sua fuga nel freddo Tatarstan. Per non smettere di giocare al calcio e per non pagare i debiti.

Osvaldo presto sposo del Bologna… Mentre Rocchi potrebbe tingersi di viola!

Giorni movimentati in casa gigliata. Non solo per l’imminente sfida di sabato contro la Juventus, ma soprattutto per il calciomercato che vede diversi giocatori viola inseriti in trattative più o meno importanti. La più vicina ad una conclusione positiva è quella che dovrebbe portare Osvaldo alla corte di Sinisa Mihajlovic in quel di Bologna. L’attaccante, dopo l’accordo di massima raggiunto tra la stessa società rossoblù e la Fiorentina, ha deciso di accettare il trasferimento abbandonando così il sogno di andare in Inghilterra.

Potrebbe percorrere la stessa strada anche Sergio Almiron che potrebbe rimettersi in gioco e dimostrare se e quanto vale: sia la Juve ( proprietaria del cartellino ) che la Fiorentina non ostacolerebbero il trasferimento; ora resta da vedere se il giocatore gradisce la destinazione emiliana. Altro giocatore che potrebbe lasciare Firenze è Donadel: il giocatore non è felice della sua situazione e dello scarso impiego e vorrebbe cambiare casacca, magari per approdare al Genoa di Gasperini. Obiettivamente sembra difficile che la Fiorentina lo lasci partire, soprattutto per una squadra concorrente come i liguri. Capitolo a parte merita la situazione Da Costa: anche lui entra nel novero degli scontenti e dovrebbe essere ceduto. Da escludere un suo passaggio all’Inter, tantomeno alla Juventus, per lui si parla del Torino che deve assolutamente intervenire sul mercato per allontanare definitivamente l’incubo retrocessione.

UN’IPOTESI SUGGESTIVA: TOMMASO ROCCHI – L’obiettivo numero uno della Fiorentina per giugno si chiama Tommaso Rocchi: il giocatore è stimatissimo da Prandelli ed è pronto a cambiare aria, visti anche gli screzi avuti recentemente con Delio Rossi. L’operazione che dovrebbe portare l’attaccante all’Artemio Franchi potrebbe prevedere anche il trasferimento di De Silvestri, altro pezzo pregiato della squadra laziale e altro scontento dei metodi di lavoro dell’attuale tecnico biancoceleste. Per i due giocatori, la Fiorentina potrebbe mettere sul piatto l’intero cartellino di Pasqual, la metà di Donadel più un conguaglio economico da stimare. A giugno, sono pronto a scommetterci, l’autostrada Roma – Firenze sarà intasatissima e non per i nostri cari concittadini che vanno in vacanza…

Il punto su... TORINO

TORINO: ultimi allenamenti per i granata in vista dell'esordio in campionato previsto per Domenica alle 15. Un turno non proibitivo, almeno sulla carta, visto che il Toro affronterà la neopromossa Lecce. Dal mercato non dovrebbero arrivare grosse novità: l'unico probabile acquisto è quello di Matteo Brighi della Roma o, in alternativa, Ovidiu Petre della Dinamo Bucarest. In uscita invece, ci sono Ventola e soprattutto Elvis Abbruscato per il quale l'interesse di molte squadre è andato scemando visto le richieste economiche del Torino.
Per il debutto in campionato, i probabili undici dovrebbero essere questi:       MODULO 4-3-1-2
Sereni
Colombo   Pratali   Natali   Rubin     
Corini
    Abate                    Grella   
Rosina
 Bianchi    Amoruso

Inter: altro che Lampard. In arrivo Muntari.



L'Inter dice definitivamente addio a Frankie Lampard. L'alternativa è già pronta: si chiama Sulley Muntari, centrocampista ghanese del Portsmouth, con un passato all'Udinese. L'operazione dovrebbe essere ufficializzata nella giornata di domani e l'esborso dovrebbe essere vicino ai 16 milioni di euro.

Dire che Muntari è una valida alternativa a Lampard è un'eresia: sono due giocatori diversi l'unica similitudine è data dal fatto che entrambi hanno un ottimo tiro da lontano. Sicuramente non era il tipo di giocatore che inizialmente Mourinho aveva richiesto ma comunque potrebbe tornare utile.

Un'altra operazione importante sembra essere sfumata: il trasferimento di Adrian Mutu nella capitale, sponda giallorossa. Ieri, il presidente Andrea Della Valle ha dichiarato, attraverso un comunicato, incedibile il giocatore. La Roma però ha dalla sua parte la ferma volontà del giocatore che vuole trasferirsi. Nei prossimi giorni avremo sviluppi.

Il Torino, dopo l'austriaco Saumel, ha ufficializzato il prestito di Abate dal Milan ed è prossimo anche all'acquisto di Domizzi dal Napoli. In uscita è vicino l'addio di Vincenzo Grella, richiesto con insistenza dal Fulham.

Clamorose notizie da Firenze: Mutu è ad un passo dalla Roma

Un fulmine a ciel sereno si è abbattuto su Firenze e su tutti i tifosi fiorentini: Adrian Mutu è prossimo a trasferirsi alla Roma. Ieri Corvino ha ammesso che c'è un'offerta ufficiale della Roma di 18 milioni di euro ed è un'offerta che valuterà. Infatti, così come successo per Toni, le offerte per i giocatori vicini ai 30 anni saranno tutte valutate. Anche perchè il giocatore ha chiesto un sostanziale aumento che, obiettivamente, la Viola non può permettersi. Ci saranno sviluppi importanti nelle prossime ore della giornata.

I dirigenti fiorentini già si guardano intorno alla ricerca del sostituto del rumeno. Il nome preferito da Prandelli è Totò Di Natale ma è un obiettivo difficilmente raggiungibile visto che ha appena rinnovato il contratto con l'Udinese. L'alternativa valida e anche quella più plausibile porta il nome di Ibrahim Afellay, giovane ala del PSV che ha una valutazione vicina ai 18 milioni di euro, la stessa cifra che la Fiorentina guadagnerebbe dalla cessione di Mutu...

Per quanto riguarda gli altri movimenti di mercato, la Sampdoria ha dihciarato chiuso il mercato delle punte con l'acquisto del giovane bomber Fornaroli.

Molto movimento in casa granata: è stato ufficializzato l'acquisto a parametro zero di Jurgen Saumel dallo Sturm Graz; è praticamente fatta anche per il prestito di Abate dal Milan ed è stata imbastita una trattativa con la Lazio per uno scambio alla pari Barone - Mutarelli.

L'Inter mette a segno un bel colpo in ottica futura: è stato acquistato per quasi 4 milioni di euro il giovane brasiliano Coutinho, 16 anni, considerato in patria l'erede di Pato. Il giovanissimo attaccante rimarrà in Brasile fino al compimento dei 18 ann, quando si trasferirà a Milano.

I nerazzurri hanno ormai abbandonato, almeno per quest'anno, la pista Lampard e si sono tuffati a capofitto per chiudere due trattative importanti: Quaresma del Porto e Muntari del Portsmouth.

Le ultimissime di calciomercato


Ieri, sono state definite solo operazioni minori tra le squadre di media classifica.
La Sampdoria ha ufficializzato la comproprietà di Dessena per 5 milioni di euro e ha acquistato a titolo definitivo Pa
dalino dal Piacenza.
La Reggina ha concluso l'acquisto di Santos e Fabiano dal Genoa nell'ambito dell'operazione che ha portato Giandomenico Mesto sotto la lanterna. Sempre i calabresi sono vicini a chiudere per Corradi dal Manchester City: si va per un prestito gratuito.
Il Torino è molto interessato ad Aronica della Reggina, che però sembra preferire il Napoli. I granata, inoltre, potrebbero cedere Di Michele per via delle diverse vedute con l'allenatore Gianni De Biasi.

L'ambizioso Bologna è interessato a due difensori centrali: Ferrari e Maidana che interessa anche al Milan.
Asamoah dell'Udinese, venerdì firma col Rennes,
mentre gli stessi friuliani rinunciano definitivamente a Stendardo della Lazio e lanciano l'affondo decisivo per portarsi a casa il promettente terzino svizzero Nef del Piacenza.
L'ultima notizia di ieri riguarda il
Cagliari: il presidente Cellino, infatti, sembrerebbe intenzionato a portare al Sant'Elia Stefano Fiore.

ULTIME DI CALCIOMERCATO

La notizia del giorno è sicuramente la riapertura delle trattative tra il Milan e l'Arsenal per la cessione di Adebayor. Ieri Galliani ha affermato di aver ricevuto una lettera ufficiale dell'Arsenal in cui i Gunners si dicevano disposti a trattare.Per quanto riguarda la Juventus, ormai i nomi per il centrocampo sono due: Poulsen e Xabi Alonso. Quello che sembra più vicino è il danese del Siviglia, valutato intorno ai 10/12 miliondi di euro. Di conseguenza si allontanta ogni giorno di più Xabi Alonso che ieri ha dichiarato di voler vincere la premier con il Liverpool.L'Inter ha messo da parte, per il momento, l'operazione Quaresma per concentrarsi su Lampard e Mancini. Per il centrocampista inglese la trattativa sembra piuttosto complicata visto che il Chelsea, per mano del nuovo allenatore Scolari, lo ha dichiarato incedibile e ha anche dichiarato di non aver ricevuto nessuna offerta ufficiale. Per Mancini, invece la trattativa sembra essere più agevole e si dovrebbe chiudere a 15 milioni o a 12 più il cartellino del nigeriano Obinna.Il Torino, ieri ha ufficializzato l'acquisto di Nick Amoruso dalla Reggina e tratta Matteini del Parma ma soprattutto Rolando Bianchi del Manchester City visto anche che è definitivamente tramontato l'acquisto di Klasnic.Il Siena ha acquistato in comproprietà Lorenzo Del Prete dalla Juventus ed è vicinissimo a Bianco e Del Grosso del Cagliari.Il Lecce oggi dovrebbe chiudere per Cacia e tenterà l'ultimo assalto per Kharja che però sembra preferire il Siena.La Sampdoria sogna Shevchenko e nel frattempo chiude per Almiron dalla Juve, mentre il Genoa tenta il colpo Cerci.

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