Chelsea, Pirlo a un passo
ASSALTO ANCHE A PATO - Secondo quanto riporta il tabloid "The Sun", Ancelotti avrebbe addirittura fatto slittare il suo arrivo a Londra per concentrarsi sulla trattativa per il giovane attaccante brasiliano. Il tecnico si troverebbe ancora a Milano dove, nelle prossime 24 ore, i dirigenti rossoneri dovrebbero incontrare quelli dei Blues per negoziare il trasferimento del 19enne attaccante. Il Chelsea si è già visto rifiutare un'offerta di 31 milioni di sterline (oltre 36 milioni di euro) ma Ancelotti lo vuole a tutti i costi e spera di chiudere prima che cominci il ritiro, al via lunedì prossimo.
Fonti interne al Milan, però, fanno sapere che Pato verrebbe ceduto solo per 40 milioni di sterline (46 milioni di euro), cifra che i Blues non hanno al momento intenzione di sborsare.
Milan: Huntelaar e Zhirkov
Milan, colpo Criscito
Prende forma il nuovo Milan targato Leonardo. Dopo l'ingaggio (avvenuto già mesi fa) di Thiago Silva, ecco ora un altro tassello importante per la difesa dei rossoneri: Mimmo Criscito.
La società di via Turati ha virato dritto sul centrale del Genoa, ritenuto un ottimo elemento anche in chiave futura. Come appreso da calciomercato.com, Galliani si è espressamente recato più volte in Svezia, dove l'Under 21 disputava l'Europeo di categoria, per parlare direttamente con il ragazzo.
Scoppia il caso Pato
Problema: Pato chiede garanzie per restare al Milan.
Attenti, c'è il Chelsea dietro ai dubbi del Papero. Ancelotti lo vuole portare a Londra.
Lui pretende una maglia da titolare, chiede un ingaggio da campione dopo l'investitura a erede di Kakà e punta ad inserire nel contratto una clausola di rescissione.
Il Chelsea fa spesa
Carlo Ancelotti è rimasto talmente attaccato a Milano, che se ne vuole portare un pezzo a Londra. Pronto un mega shopping secondo la stampa inglese. Oltre a Pirlo, il tecnico emiliano punta forte per il Chelsea su Pato e Maicon. Secondo il Daily Star, Abramovich è pronto a presentare un'offerta di 30 milioni di sterline (circa 35 milioni di euro), più il cartellino di Didier Drogba (sul quale c'è anche l'Inter), per avere Pato. L'altra notizia la riporta il quotidiano The Sun: secondo la fonte, Chelsea pronto ad offrire 25 milioni di sterline (circa 30 milioni di euro) per Maicon, per il quale si apre un duello con il Real Madrid. Ma vicende Maicon, Pato e Pirlo a parte, ci sono altre trattative che in queste ore stanno appassionando il mercato. Nonostante i soldi da spendere in Italia non siano molti, si cerca di sostituire l'assenza di denaro con la fantasia.
LUIS FABIANO ALTERNATIVO A DZEKO - Al Milan si continua a cercare l'attaccante. Dzeko rimane l'obiettivo principale (il giocatore a breve incontrerà i suoi dirigenti del Wolfsburg), Adebayor non può che essere qualcosa in più di un' alternativa, mentre l'ultimo nome uscito è quello di Luis Fabiano, giustiziere dell' Italia in Confederations Cup: "Sarebbe bellissimo giocare con una squadra come il Milan - ha confessato il brasiliano - il calcio italiano è sempre attraente, ma non so nulla. L' unica cosa certa è che ho un contratto con il Siviglia fino al 2011". Mentre la sua valutazione è arrivata a 20 milioni di euro. Il Milan, inoltre, continua a trattare con il Porto Aly Cissokho. Dopo un congelamento dell' operazione, le parti sono ora più vicine: accantonati i 15 milioni di euro iniziali, l' accordo sarà molto probabilmente sulla base di 3 milioni di euro per il prestito più un impegno a pagare nelle stagioni successive i restanti 12 milioni. Ma solo se il calciatore giocherà almeno il 50% delle partite.
JUVE, COLPO... GROSSO? - Juventus ancora alla ricerca di un terzino sinistro. Pasqual rimane sempre una possibilità, Dossena si sta lentamente defilando, mentre Fabio Grosso si dichiara molto felice di un possibile trasferimento in bianconero. Appena atterrato a Fiumicino, il giocatore ha detto ai microfoni di Sky: "La Juve è una grande squadra" e parlando del suo interessamento risponde che "fa piacere a tutti". Intanto nei prossimi giorni ci saranno novità per il trasferimento a Torino di D'Agostino. Mentre Olof Mellberg è ufficialmente un giocatore dell' Olympiacos. La Juventus lo ha ceduto ai greci per 2,5 milioni pagabili in due rate.
INTER ALLA PORTOGHESE - L' Inter, oltre a Deco, continua a lavorare su Carvalho e sogna Drogba, in caso di cessione di Ibrahimovic. Jimenez sempre più vicino al West Ham. La Fiorentina avrebbe rifiutato un'offerta del Siviglia di 8,5 milioni di euro per prendere Zdravko Kuzmanovic (22). Lo rivela il periodico "Estadio Deportivo", secondo cui il club viola sarebbe disposto a cedere Kuzmanovic, ma solo per almeno 15 milioni.
PANDEV, E' DIFFICILE - Del mercato del Napoli parla il dg Marino, che spera sempre di arrivare allo juventino De Ceglie: "Pandev? Credo che l' operazione sia difficile, se non impossibile. Conoscendo il presidente De Laurentiis, per come si è espresso, Pandev è un affare complicato". Su Cassano: "Le parole del presidente dicono tutto, lui dice sempre la verità, ne ha elencato pregi e difetti, io dico che anche per Cassano non c'è la possibilità che venga a Napoli".
PEPE NON PARLA TEDESCO - L' attaccante dell'Udinese e della Nazionale, Simone Pepe, chiude le porte al Wolfsburg, ma non a un suo eventuale trasferimento in un altro club italiano. "Preferirei restare in Italia - risponde Pepe - La Roma? Ho sentito qualcosa ma non c'è ancora nulla di concreto".
Domani intanto sarà il giorno di Robert Acquafresca. L'attaccante renderà nota la squadra nella quale giocherà il prossimo anno. La conferma arriva direttamente dall' agente del giocatore, Paolo Fabbri: "Ho chiesto al giocatore di sciogliere le proprie riserve entro domani, perché ritengo giusto non tenere ancora bloccate le pretendenti, il cui cerchio si è ristretto ad Atalanta e Parma".
NAKAMURA E MALOUDA - L' ex reggino Nakamura ha firmato un biennale con l'Espanyol, mentre Florent Malouda, accostato più volte a squadre italiane, tra cui il Milan, ha rinnovato con il Chelsea: "Ho trovato un accordo con il club per prolungare il mio contratto di altri due anni, fino al 2013. Quindi resto al Chelsea, dove adesso mi restano altri quattro anni di contratto".
Pirlo è cedibile
"Kakà non ha inventato il gioco del calcio", ha risposto a un bimbo milanese che gli chiedeva lumi sulla cessione del brasiliano. Silvio Berlusconi, ha parlato a 360 gradi del Milan, regalando però notizie poco rassicuranti sul futuro della squadra. Ceduto Kakà, il patron rossonero non ha escluso infatti altre dolorose partenze. Come quella di Pirlo, per esempio. "Vedremo cosa farà" ha esordito. Per poi aggiungere: "Io sono stato il primo a dire che deve rimanere, ma poi mi hanno fatto vedere i conti". Insomma: anche il regista sembra destinato a lasciare la Milano rossonera.
Milan, rispunta Eto'o
Rispunta il nome di Samuel Eto'o per l'attacco del Milan. Il quotidiano catalano 'Sport' riferisce oggi che il club rossonero manderà nella città spagnola il suo abituale emissario, Ernesto Bronzetti, per parlare di un eventuale trasferimento a Milano dll'attaccante camerunense. La soluzione Eto'o sarebbe stata ripresa in considerazione a causa delle difficoltà che il club di via Turati sta incontrando per l'acqusto di Dzeko dal Wolfsburg. Ma la missione catalana dei rossoneri non si fermerebbe all'attaccante balugrana ma prevederebbe anche un primo approccio per il portiere Valdes, che sta avendo problema per il rinnovo del contratto. I rossoneri però dovranno guardarsi dal Manchester United che sembra intenzionato a sondare il terreno per entrambi i giocatori.
Roma, ora Sheva
OBIETTIVI - Il ventaglio di ipotesi riguardano Jankulowski (molto gradito a Spalletti, che lo ha avuto all’Udinese), Kalac (la Roma cerca un portiere da affiancare a Doni) e Borriello, soluzione questa più remota per l’elevato ingaggio dell’attaccante (3,5 milioni), reduce tra l’altro da un grave infortunio muscolare. Ma a proposito di punte, non va scartata l’ipotesi Shevchenko, che già la scorsa estate ebbe un contatto con la Roma e parlò anche con Spalletti. L’ucraino è rientrato al Chelsea dal Milan per fine prestito, ma a Londra ritroverebbe Ancelotti che non lo ha fatto giocare a Milano. Di sicuro non resterà lì, ha un altro anno di contratto con il Chelsea che potrebbe dargli la lista gratuita con una buonuscita. Sheva sarebbe intenzionato a restare in Italia, accontentandosi anche dell’ingaggio che può proporgli la Roma. E’ una soluzione last minute da non sottovalutare.
E Maldini va al Chelsea
Il Napoli su Ambrosini
Ambrosini al Napoli è una possibilità concreta. Fonti provenienti dall'entourage del giocatore ammettono che la società azzurra abbia offerto un triennale al centrocampista del Milan, con cui ha un altro anno di contratto. Il rapporto con la società rossonera si è incrinato negli ultimi mesi a causa proprio mancato accordo per rinnovare il contratto in scadenza nella prossima estate. Nell'anno dei mondiali rischia seriamente di rimanere fuori dal giro della nazionale. Sembra così che il biondo centrocampista stia pensando seriamente di accettare Napoli.
Clamorosi retroscena su Kakà
La cessione di Kaká al Real Madrid ha lasciato in eredità tante cose spiacevoli: le bugie, la fretta, la miopia dell’entourage berlusconiano. Picconate all’immagine del Milan sedimentata negli anni per colpa di un affare gestito in maniera contraddittoria.
Il tramonto del Milan che fu
Tra le due cose che potevano essere fatte: vendere Kakà al Real Madrid e vendere il Milan a qualche sceicco, Berlusconi ha scelto quella che davvero non si doveva fare (perché impossibile da spiegare). Il Milan che vende Kakà, 27 anni appena compiuti, al solo club europeo con più Champions League in bacheca, e cioè il Real Madrid (9 coppe i galacticos, 7 il Milan, 5 il Liverpool, 4 Bayern e Ajax, 3 Barcellona e Manchester), firma un atto di sottomissione e di resa drammatico e senza condizioni. Anche un bambino capisce che il miglior giocatore del mondo assieme a Messi e Cristiano Ronaldo, al culmine della sua maturità tecnico-atletica, non può essere ceduto pensando che la gente non capisca il significato dell'operazione. Kakà al Real Madrid vuol dire, papale papale, che il Milan smette di essere il Milan: e che sul palcoscenico internazionale – l'unico che conta, come hanno sempre sostenuto Berlusconi, Galliani e i vari allenatori che si sono succeduti in panchina, da Sacchi ad Ancelotti passando per Capello – diventa una Sampdoria o un'Atalanta qualsiasi, con tutto il rispetto per la Sampdoria e l'Atalanta, naturalmente.
Milan, idea Fabregas
Un sogno, per ora. Il sogno dei tifosi che stanno cercando un nome adatto per sostituire Kakà. Ma Cesc Fabregas potrebbe essere più di un sogno. Non è economicamente inaccessibile come Cristiano Ronaldo e starebbe pensando al futuro in una squadra più titolata dell’Arsenal.Perché è stanco di fare bella figura tra i giovani e di arrivare puntualmente alla fine dell'anno senza vincere niente, o almeno sfiorare una vittoria. E allora il Milan è pronto a sferrare l'attacco decisivo per il centrocampista spagnolo: con il suo eventuale acquisto, il primo indiziato a partire sarebbe Andrea Pirlo. Il Chelsea lo vuole, Leonardo ha bisogno di esterni. Ed ecco che le due cose combaciano: Pirlo a Londra e Malouda a S. Siro.
Il Milan dopo Kakà
Un Milan rivoluzionato si potrebbe presentare ai nastri di partenza della nuova stagione. Si, perché con la cessione del giocatore cardine, inizia una mini rivoluzione. Arriveranno un difensore centrale (Mexes) e un centrocampista (Hernanes). E poi una punta, anzi una mezzapunta. Dalle parole di Adriano Galliani, che ha chiaramente annunciato l'arrivo di un grosso attaccante, si fa strada un'ipotesi fin qui mai vagliata, ma che potrebbe rivelarsi la più probabile. Per sostituire Kakà, il Milan starebbe infatti pensando a Lavezzi, in rotta con il Napoli, pallino di lunga data di Berlusconi e, soprattutto, unico giocatore in circolazione con caratteristiche simili al brasiliano.
Quante bugie su Kakà
Una lunga, infinita giornata di voci e indiscrezioni e in serata, scrivono i cronisti spagnoli dei quotidiani 'As' e 'Marca', il cerchio s'è chiuso: "Kakà è un giocatore del Real Madrid, la trattativa per il suo trasferimento si è conclusa positivamente". A sostenerlo, con grande evidenza nella titolazione, è l'edizione online dei due giornali. As offre dettagli: al Milan andrebbero 64,5 milioni di euro, al giocatore 9 netti a stagione. Il 50% dei diritti d'immagine del brasiliano spetterebbero al Real. E Marca aggiunge addirittura che la presentazione ci sarebbe la prossima settimana al Santiago Bernabeu.
Ma quando sembrava davvero chiusa, sempre secondo i segugi di "As", la clamorosa ultima svolta: l'accordo tra le società era già stato raggiunto sulla base di 64,5 milioni di euro quando nel gioco avrebbe fatto irruzione (condizionale d'obbligo) Carlo Ancelotti, neo tecnico del Chelsea, che avrebbe frenato il tutto spingendo il padre di kakà, Bosco Leite, allo stop. "As", che cita la radio spagnola "Cadena Ser", scrive che il "grande legame" tra Ancelotti e Kakà potrebbe portare il brasiliano a scegliere l'offerta del patron del Chelsea Abramovich.
Adriano Galliani sarebbe stato, come detto, a Madrid tutto il giorno. Lo hanno raccontato con dovizia di particolari sempre i siti dei quotidiani sportivi spagnoli 'As' e 'Marca' riprendendo la notizia dell'emittente radiofonica 'Cadena Ser'. Galliani sarebbe arrivato nella capitale spagnola intorno alle 15 in compagnia di Bosco Leite, il padre-manager di Kakà. Il Real avrebbe offerto subito al Milan 65 milioni di euro più il cartellino dell'olandese Robben, oppure 50 milioni più Robben e l'altro olandese Sneijder. L'accelerata all'affare poi sarebbe stata data dal presidente del Real Madrid, Florentino Perez, fresco di nomina e deciso a regalare subito un acquisto importante ai tifosi delle merengues.
Per evitare un inserimento del Chelsea (il nuovo tecnico dei blues Ancelotti avrebbe chiesto ad Abramovich di portare a Londra Kakà) Perez avrebbe deciso di convocare a Madrid Galliani nel tentativo di trovare subito un accordo.
TRATTATIVA DIFFICILE - ''Kakà non vuole più parlare perché questa storia non finisce mai'', aveva detto Diego Kotscho, portavoce del brasiliano del Milan, riassumere lo stato d'animo di Kakà. ''Non si è ancora raggiunto - aveva detto nel pomeriggio -. Quando ci saranno delle trattative, Kakà ascolterà gli spagnoli e deciderà. L'offerta del Real è importante ma minore dei 100 milioni offerti a gennaio dal Manchester City. Sarà difficile''.
IL DUBBIO DI MALDINI - Della possibile partenza di Kakà ha parlato Paolo Maldini, a Firenze per un torneo giovanile. "Il futuro di Kakà? Credo che rimarrà al Milan ma è difficile dirlo - ha detto l'ex capitano del Milan -, sul futuro è stato finora più ermetico di Ancelotti. Certo è che se andrà via il Milan dovrà prendere un altro campione, perché si vince solo con i campioni".
Milan, che caos
Adesso è davvero il caos: se non per la società, che sostiene di aver già pronto tutto per lunedì, quantomeno per i tifosi che non sanno più a che santo votarsi. La situazione Milan preoccupa perchè quelle cinque lettere hanno significato da sempre, negli ultimi 23 anni, organizzazione, professionalità e blasone: oggi, un pezzo alla volta, tutto sembra essere in via di sgretolamento. Sembra, o è realmente? Questo è presto per dirlo: non mi dilungherò intanto sulla faccenda Maldini-Curva perchè tutto ed il contrario di tutto è già stato scritto e forse, appurata la brutta figura internazionale, è già passata agli archivi. Ma quanto accaduto domenica la dice lunga sul netto contrasto tra il Milan che fu ed il Milan che rischia di essere e non solo per la contestazione al Capitano: ben più basito mi hanno lasciato gli striscioni contro Silvio Berlusconi, il Milan a tutti gli effetti, invitato in maniera becera ad andare fuori dai così detti come un Giussy Farina qualsiasi. Ebbene, per quanto la situazione attuale possa essere esasperante, non trovo alcun alibi agli autori di quegli striscioni e a chi li sottoscrive: un attacco frontale del genere non lo meritava, colui che ogni anno, che si vinca o che si perda, il suo assegno lo stacca sempre e comunque, spesso senza guardare neanche la cifra, e per soddisfare i capricci della tifoseria. Eviterò per decenza di commentare la difesa ad oltranza di Shevchenko, proprio perchè senza quelli striscioni, in molti, me compreso, si erano anche dimenticati dell'esistenza dell'ucraino: con ironia della sorte gustavo invece l'indiscrezione secondo cui il numero 76 abbia fatto da intermediario tra Abramovich ed Ancelotti... Ora sì, che ha un senso la voglia di riabbracciare Sheva di Berlusconi: è stato un cavallo di Troia in pratica, per liberarsi del Carletto nazionale. Battute a parte, l'attualità presenta la parola fine definitiva sull'affaire Gourcuff: da mesi mi ero fatto portavoce per un ritorno del bretone a Milanello, ma sulla vicenda c'è ancora da vederci chiaro. Evidentemente Yohann non vestirà il rossonero nel 2010 a questo punto, ma questo non fa che mettere ulteriore pepe nella minestra milanista: ciascuno, in questa fumata nera, vede ciò che vuole vedere, nel più classico dei "wishful thinking". Chi parla di ridimensionamento, con una società costretta a rastrellare soldi al limite dell'elemosina, chi percepisce un clamoroso segno di un ribaltone Ancelotti, seguendo la pista del "nulla è scritto" (anche se, per la verità, dopo la sconfitta con la Roma, le possibilità si sono decisamente affievolite): in realtà, per quanto mi riguarda, giudico possibile una valutazione serena e razionale dell'operazione solo tra qualche giorno, se non settimana, a tecnico annunciato e primo acquisto ufficializzato. Perchè non pensare che il "Mister X" di turno, che sia Leonardo piuttosto che Van Basten (attenzione al Cigno, ed alla determinazione del Presidente), abbia battezzato Gourcuff come un piacevole lusso fine a sè stesso, ovvero come una chanche succulenta per acquistare sostanzialmente "gratis" una pedina fondamentale per il Milan che verrà: qualcuno ha speso il nome di Hernanes, centrocampista del Sao Paulo che dopo un paio di anni ad altissimi livelli, ha un po' abbassato il suo rendimento... C'è da dire però che con il rendimento (rimasto peraltro a standard più che dignitosi, intendiamoci), si è dimezzato anche il prezzo: vicino ai 15 milioni, che coincidenza. E' un rebus ad incastro, in cui inseriamo anche la vicenda Pirlo-Seedorf: da gioielli a nemici pubblici dei tifosi rossoneri, che li vogliono ben presto lontano da Milanello con percentuali importanti (65% dei lettori di Milannews per il bresciano), con profili addirittura plebiscitari (l'85% per il centrocampista di Paramaribo). Senza dimenticare il "cuore" Ambrosini, con contratto in scadenza 2010 e che tanto bene si sposerebbe con la filosofia del calcio inglese: una colonia rossonera Fulham Road? Decisamente molto probabile, e soprattutto aprirebbe degli "slot" da riempire con nuova linfa a Milanello: come e con chi..."Lo scopriremo solo vivendo" scriveva Mogol, e ci perdonerà se la rifacciamo nostra: l'importante che le basi siano chiarezza (di progetto tecnico e di mercato), talento (basta infarcirsi di mediani fini a sè stessi) e gioventù (sinonimo di freschezza, prospettiva e futuro), altrimenti si confermerà lo schema di Gattopardiana memoria della scorsa settimana, per cui tutto cambierà per non cambiare nulla.
Gourcuff resta al Bordeaux
Adesso è ufficiale: Yoann Gourcuff resta al Bordeaux. La squadra francese ha infatti comunicato, attraverso il proprio sito ufficiale, di aver esercitato il diritto di riscatto ( che scadeva alla fine del mese di maggio ) pari a 15 milioni di euro. Un brutto colpo per Galliani e Leonardo che avevano intenzione di rifondare il Milan proprio a partire dal talentuoso centrocampista francese, soprattutto in caso di un'eventuale cessione di Kakà.
Ecco il nuovo Milan
Rivoluzione Milan. Non solo in panchina per il passaggio di consegne fra Ancelotti e Leonardo, ma anche in campo dove nella prossima stagione verranno segnalate molte assenze eccellenti e molte sostituzioni importanti. Non solo quella di Maldini, ma anche altre addirittura più pregiate come quelle di Kakà (destinato al Real Madrid), di Seedorf e, probabilmente, anche di Pirlo che seguiranno Ancelotti al Chelsea. Piedi pensanti, come si può notare che non dovranno più... pestare quelli delicati ed esclusivi di Ronaldinho intorno al quale verrà costruito il nuovo Milan. Su preciso ordine e volere di Silvio Berlusconi che ha licenziato di fatto Ancelotti, accettando come suo sostituto Leonardo proprio perchè, in quanto brasiliano, dovrebbe avere la sensibilità necessaria per fare rendere al meglio il Gaucho, decisamente maltrattato e poco considerato (a ragione) da Ancelotti nella seconda parte di questa stagione.
MILAN 'DO BRASIL' - Il nuovo Milan, quindi, sarà sempre di più a trazione brasiliana con l'innesto del difensore Thiago Silva, il possibile arrivo del «gemello» Alex Silva (centrale tuttofare attualmente in forza all'Amburgo), la piena consacrazione di Pato e, ovviamente, la resurrezione di Ronaldinho. Sempre sul fronte degli acquisti bisognerà trovare un vice-Abbiati meno discontinuo di Dida (dovrebbe essere il cagliaritano Marchetti), mentre in difesa sarà fondamentale l'inizio della preparazione pre-campionato (il raduno è previsto il 6 luglio) per verificare definitivamente le condizioni di Nesta. In quest'ultimo scampolo della stagione, dopo l'operazione dello scorso febbraio, l'ex-laziale ha dimostrato di essere sulla strada del pieno recupero.
PRONTI AD INVESTIRE SU UN DIFENSORE - Ma se questo non dovesse essere completo,a via Turati sarebbero costretti a intervenire sul mercato per trovare un quarto difensore centrale (oltre a Thiago Silva, Kaladze e Bonera) che potrebbe essere individuato nel romanista Mexes se fosse messo sul mercato dai giallorossi.
IN AVANTI TONI O ADEBAYOR - In attacco, congedato Shevchenko, il Milan ha la possibilità di scegliere uno fra Adebayor e Luca Toni (anche se Beckenbauer ieri ha detto che resterà al Bayern) per affiancare Pato ma c'è da giurare che, come sempre, Inzaghi sarà in grado di terminare ancora una volta in doppia cifra la sua nona stagione milanista. Ma il Milan potrebbe fare rientrare alla base Gourcuff, il partner ideale Ronaldinho. La società sta verificando le intenzioni del Bordeaux che, per essere sicuro di trattenere Gourcuff, deve versare ai rossoneri i 15 milioni di euro necessari per il riscatto definitivo. Il fantasista ha chiesto al Milan garanzie sulla titolarità, sul ruolo e sull'ingaggio (almeno 2,5 milioni di euro netti a stagione) e sembra averle avute.
Vergogna Toro, vergogna tifosi
Una buona notizia dopo la domenica dell'indecenza a San Siro. Giancarlo Abete, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, stamane ha annunciato: "La Figc sta pensando di organizzare una partita, anche non agonistica, per celebrare un grande campione come Paolo Maldini. La contestazione nei suoi confronti? È stata una cosa vergognosa. Maldini merita il rispetto di tutti per quello che ha rappresentato e rappresenta. Certe cose sono incomprensibili". Siamo doppiamente grati ad Abete: per avere condiviso la proposta del tributo a Maldini, lanciata un mese fa da Quotidiano.net e, soprattutto, per avere pronunciato parole chiare e forti contro quegli striscioni e quei fischi ributtanti che una frangia di tifosi milanisti ha riservato al Capitano nel giorno del suo addio al Meazza.
Gli stupidi rossoneri
E' difficile capire ormai le dinamiche di uno stadio, tanto più quelle dei gruppi ultrà. Probabilmente quelli del secondo anello di San Siro saranno molto contenti per essere riusciti a rovinare la festa di Maldini e soprattutto per averne avuto tanta pubblicità. La contestazione a Maldini ha soverchiato la stessa festa di Maldini. Inutile ripetere i 25 anni di Milan del capitano rossonero, le sue 901 partite, i 7 scudetti e le 5 Coppe dei Campioni, inutile spiegare qui che cosa rappresenti Maldini per il Milan e per il calcio italiano. In un paradosso del genere c'è tutta l'assurdità del pallone di oggi. Che di questi paradossi se ne debbano coltivare così tanti proprio in casa del Milan è imspiegabile. Molte cose si possono contestare a Berlusconi, rimproverargli di non aver speso soldi per il Milan è però una colossale idiozia. E la contestazione a Maldini più che un gesto violento o di ribellismo è stato un qualcosa di ridicolo, fuori luogo, certamente stupido nella sua spettacolarità. Assolutamente senza senso. Gli ultrà oggi saranno molto fieri della loro singolare posizione e del loro isolamento.
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