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Bari, Conte lascia

L'As Bari e il sig. Antonio Conte hanno deciso consensualmente, in data odierna, di non proseguire il reciproco rapporto che avrà pertanto scadenza il 30/06/2009. Una notizia clamorosa, visto che la situazione sembrava essere chiarita da tempo, con il tecnico assolutamente confermato dalla società pugliese. A questo punto resta da capire chi finirà sulla panchina del Bari.

Bari, Barreto resta

«Dobbiamo prepararci per affrontare un campionato molto difficile. So che il ds Perinetti sta lavorando sul mercato per darci molte soddisfazioni anche in serie A». Antonio Conte fa il conto alla rovescia per il suo esordio da allenatore in serie A sulla panchina del Bari. «È inevitabile- spiega il tecnico a Sky Sport 24- che i movimenti rispecchieranno la mia idea calcistica e quindi cercheremo giocatori con determinate caratteristiche. Magari non saranno nomi altisonanti ma corrisponderanno al mio modo di guardare il calcio». Poi due nomi: «Posso confermare l'arrivo di Carobbio e Alvarez, mentre credo che Barreto sia molto vicino a restare con noi».

CAPITOLO JUVE - Bari a parte, di Conte si è parlato anche molto a proposito di un suo possibile trasferimento alla Juventus. Com'è andata veramente la storia? «Nel calcio diventa difficile dire la verità e non posso iniziare certo io a farlo. A me ha fatto piacere che per un mese si sia parlato di me, è stata una possibilità che mi sono anche cercato io con l'ottimo campionato al Bari. Non so se sono stato vicino alla Juve ma poi ho firmato con il Bari con soddisfazione per continuare anche in serie A quello già fatto in B».

Caos allenatori


La vecchia abitudine di restare in­collati alla poltrona, qualunque cosa succeda, funzionerà ancora là fuori, nel mondo reale, ma non nell'universo del pallone. Perché quando la poltrona è una panchina, c’è poco da stare comodi: prima o poi, spesso più pri­ma che poi, bisognerà alzarsi e fare posto. E da questo punto di vista il campionato di A che verrà non fa eccezioni. A oggi su 19 squa­dre (la ventesima verrà fuori dai play off di B) solo 9-10 si presenteranno al via con lo stesso tecnico, praticamente una su due: mol­te conferme sono ufficiali, altre lo sono di fat­to, ma in ogni caso la stima della rivoluzione alle porte è bella e servita. Perché se solo una squadra su due andrà avanti con lo stesso allenatore di og­gi, vuol dire che ben una su due ha deciso di cambiare o sta pensando di farlo. Del re­sto se il Milan ha rimpiazzato Ancelotti è lecito attendersi di tutto.

CONFERME -  Mourinho e l'In­ter, Di Carlo e il Chievo (an­nuncio mercoledì), Prandelli e la Fiorentina, Gasperini e il Genoa, Donadoni e il Napoli, Guidolin e il Parma, Marino e l'Udinese: set­te coppie ancora insieme, ancora per un an­no. Come Spalletti e la Roma, perché è quel­lo l'epilogo più logico. Come Allegri e il Ca­gliari, perché Cellino cambierebbe solo per permettere al suo tecnico-rivelazione di dire sì a una grande (e in quel caso chiamerebbe Bisoli, che pure ha appena rinnovato col Ce­sena dopo averlo portato in B). Come Papa­dopulo e il Bologna, perché, a prescindere dalle parole della presidentessa Menarini (« Papadopulo ci ha portato alla salvezza in sette partite, il merito è suo e della squadra. Una riconferma? Non lo so»), l'allenatore del­la A blindata all'ultima giornata ha un con­tratto firmato e depositato e per gli emiliani, che dovranno pagare fino al 30 giugno 2010 anche lo stipendio di Arrigoni, un altro esone­ro sarebbe un lusso incompatibile con il bi­lancio.

DUE NODI - Il Milan ha appena annunciato Leonardo, il Catania ripartirà da Atzori, la Samp ha già scelto da tempo Del Neri, anche se lui sull'argomento ha glissato citando Mou­rinho: «Ancora non vedo il 100%». La rivoluzione di giugno gravita intorno a due grandi nodi. Il primo è quello che riguar­da il futuro della Juve: con Conte più vicino al Bari, il mancato annuncio della fiducia a Ferrara fa pensare che il club bianconero stia prendendo tempo per sondare anche altre pi­ste. Il secondo è quello che riguarda la Lazio, con Zenga sempre favorito in caso di sostituzione ma con le quotazioni di una conferma di Rossi in rialzo nelle ultime ore: Lotito si è preso una set­timana di tempo.

Il mercato degli allenatori

Il mercato degli allenatori, come quello dei giocatori, già impazza. Chi resta al 100%, chi è sicuro di partire e chi invece ha il futuro in bilico e già si fanno i nomi dei sostituti. Se Leonardo e Delneri sono una certezza sulle panchine di Milan e Samp, per altre squadre la situazione è da definire. In casa Atalanta prende quota il nome di Gregucci, Zenga è in orbita Lazio ma anche Bologna, mentre per la Reggina spunta il nome di Novellino.

All'Atalanta c'è un nome nuovo per sostituire Delneri, che andrà a Genova sponda blucerchiata: si tratta dell'attuale tecnico del Vicenza Angelo Gregucci, che avrebbe superato Delio Rossi, ai titoli di coda con la Lazio, e Mario Beretta. E proprio per la panchina biancoceleste sono in corsa Walter Zenga, che domenica ha detto addio al Catania (ma sulle sue tracce c'è anche il Bologna), e l'ex allenatore del Palermo Stefano Colantuono (c'è il Bari). Ritorna poi in scena Walter Novellino, gradito al presidente della Reggina Lillo Foti ma che piace anche al Bari per guidare la squadra nella stagione del ritorno in Serie A. E chissà che il suo ex presidente Cairo non ci faccia un pensierino per la panchina del Toro...
Il presidente Pulvirenti punta dritto a Gianluca Atzori, giovane allenatore del Ravenna e vecchia conoscenza etnea, essendo già stato in Sicilia come allenatore in seconda di Baldini e dello stesso Zenga. Per Wikipedia è cosa fatta: se cerchi Atzori, alla voce 'carriera' c'è già il nome Catania per la prossima stagione. Tutto deciso al Milan e in sostanza alla Juve, con la dirigenza che ha optato per Antonio Conte, resta il rebus Roma: se Spalletti dovesse lasciare, è corsa a tre Ranieri, Mazzarri, Giampaolo.

Bari, il trionfo del gioco


“Eravamo partiti con l’obiettivo primario di riportare la gente al San Nicola. Far tornare l’entusiasmo in una città delusa da tante amare stagioni. Con il passare delle giornate, ci siamo resi conto che potevamo puntare in alto il mirino delle ambizioni. Ed ora ci godiamo la festa. Abbiamo meritato questa promozione, più di tutte le altre squadre. Con il gioco”.
campionato di testa — Antonio Conte è più che mai impettito, orgoglioso, dopo aver conquistato il suo primo alloro da tecnico. Del resto, a giusta ragione, i tifosi del Bari lo ritengono il principale artefice di questa indimenticabile annata. Dai tempi di Eugenio Fascetti e di Antonio Cassano, otto anni fa, la città di San Nicola non assaporava il nettare dei grandi del calcio. Un’impresa riuscita grazie alla marcia trionfale di Barreto e soci, capaci di strapazzare la concorrenza, restando ininterrottamente in testa alla classifica dal 28 febbraio. Risultati a gogò, 10 vittorie esterne, una striscia positiva lunga 16 turni (interrotta dal Parma al San Nicola). Il segreto? La forza di un gruppo di lavoro, che ha organizzato il tutto nei minimi particolari. Conte e i suoi fidati collaboratori, su tutti il preparatore atletico GianPiero Ventrone, non hanno lasciato alcunché al caso.
Raccogliendo frutti copiosi da un modulo tattico assai offensivo (a tutti gli effetti un 4–2–4), che ha esaltato le doti realizzative di Vitor Barreto (20 gol), ma che non ha mai trascurato la fase difensiva (miglior difesa della B, con 28 reti al passivo). “E’ stata un’impresa straordinaria – confida il 39enne tecnico -. Non so se stiamo vivendo un sogno o se siamo su “Scherzi a parte”.
MARCATO BIS — "Vero è che si è rivelato importantissimo il mercato bis. Quando ci siamo accorti di poter inseguire il traguardo più ambizioso, abbiamo ingaggiato i vari Guberti, Kutuzov e Lanzafame. E da quel momento non ci siamo più fermati”. Il momento decisivo? “Ce ne sono stati tanti – risponde Conte -. Anche se la vittoria di Modena contro il Sassuolo (3 – 1, ndr.), per il modo perentorio in cui l’abbiamo ottenuta, ci ha convinto di aver intrapreso la strada giusta”. A far girare la giostra a dovere, le ambizioni mai sopite della società guidata da Vincenzo Matarrese, al timone del Bari dal 1983, nonchè la competenza di un navigato stratega di mercato, Giorgio Perinetti. Una sola nuvola aleggia nel cielo radioso del Bari: il serio rischio che, dopo la grande impresa realizzata con i suoi uomini, Antonio Conte saluti presto la compagnia.
CONTE E I CORTEGGIATORI — Le lusinghe ed i corteggiamenti (Juventus, Atalanta o Lazio) non gli mancano. Nei prossimi giorni toccherà al presidente Matarrese il compito, non agevole, di convincerlo a debuttare in serie A sulla panchina biancorossa. Facile intuire l’alternativa: senza lo spavaldo tecnico salentino, il Bari dovrebbe ricominciare da zero. Sia pur sui verdissimi prati della serie A.

Juve: no a Conte. Gasperini o Spalletti

Sembra che tutto stia accadendo un po' troppo tardi. Lippi che fa chiarezza con Blanc, tre settimane dopo aver spezzato con lui una focaccia. I giocatori che difendono Ranieri, con Buffon, Legrottaglie e Chiellini che giurano di essere tutti dalla stessa parte. Nel frattempo, però, la Juventus è precipitata in classifica, si è fatta contestare per l'acquisto di Cannavaro, ha scoperto il razzismo dei suoi tifosi, ha perso o pareggiato e mai vinto (l'ultimo successo è del 21 marzo, in casa della Roma, prima che il campionato si fermasse e che Blanc e Lippi si incontrassero), è uscita dalla Coppa Italia, è scivolata dal secondo al terzo posto e s'è lasciata sforacchiare da qualsiasi avversario: soltanto l'Inter ha segnato un solo gol a Buffon, mentre Chievo e Genoa gliene hanno fatti tre e Lazio e Reggina due.

Analizzando fatti e conseguenze, sembra che tutto sia dipeso da quell'incontro clandestino che ha squassato la Juve, scatenato voci e illazioni e, soprattutto, svelato un piano segreto che poi è andato a monte proprio quando è emerso alla superficie. Non a caso, Blanc ha dovuto chiedere scusa ai membri del comitato sportivo: se l'ha fatto, un motivo ci sarà. E se poi magari Lippi avesse spiattellato subito le sue verità, magari avrebbe interrotto la frana quando era soltanto un sassolino. E se i giocatori avessero difeso pubblicamente il loro allenatore prima che la classifica degenerasse, la Juventus non sarebbe stata travolta dalla crisi più acuta delle ultime settimane.
La sensazione è che ci si stia preoccupando di chiudere la stalla a buoi già ampiamente scappati. E il rimedio rischia di essere peggiore del male. Così, mentre Buffon semina dubbi suo futuro ("Vediamo come si muoverà la società, poi deciderò"), a Torino si parla ormai soltanto dell'eredità di Ranieri. Bruciata la pista Lippi, adesso sono in risalita le quotazioni di Gasperini, perché l'idea di Secco (Conte) non convince Elkann, che teme il rischio di affidarsi a un allenatore troppo giovane. Spalletti piace molto alla proprietà e molto meno (anzi, quasi niente) alla dirigenza, che sta tentando di indirizzare gli azionisti verso una figura più aderente alla loro politica: il romanista c'è il sospetto che non lo sia. Nel frattempo, Secco si è preso qualche giorno di vacanza ma dalla settimana prossima tornerà a lavorare per l'acquisto di Diego, un giocatore che, curiosamente, sarebbe difficilmente collocabile sia del 4-4-2 spinto di Conte sia nel 3-4-3 dinamico di Gasperini sia nel 4-4-2 più canonico di Ranieri. A Spalletti, invece, andrebbe a pennello.

Valzer di allenatori

Siamo rimasti "scottati" l'ultima estate dal ciclone Mourinho. Tanti saluti a Roberto Mancini per cadere ai piedi del fascino portoghese. Lo spunto nasce proprio dalle parole del Mancio, venerdì sera alla partita-evento per Borgonovo. In diretta televisiva, su Sportitalia, l'ex tecnico dell'Inter si è sbilanciato: "A luglio torno". E qui inizia il bello. Dove? Ha già firmato per qualcuno? Tra quanto rescinderà con l'Inter? E se lo farà, vorrà dire che ha già in mano un altro contratto? Sarà un'altra estate bella calda, perché, se come dice Galliani, soldi ce ne sono pochi, ad infiammare il mercato ci pensano gli allenatori. Una breve panoramica sulle panchine di serie A e serie B; qualche proposta arriva anche dalla C1 (ci scusi Ragionier Macalli se la continuiamo a chiamare così, ma non riusciamo a star dietro a tutti i suoi cambiamenti e sbalzi di umore).
Si parla tanto del Milan: quest'anno cambia! Non ci scommetterei più di 3 euro, ma se dovesse farlo il nome per il futuro potrebbe essere quello di Davide Ballardini del Palermo. Tecnico capace tatticamente, ottimo gestore del gruppo con il vantaggio di conoscere molto bene l'ambiente rossonero; arriva da Milanello con un passato nelle giovanili. Sugli stranieri meglio non puntare, conviene azzardare con chi ha ancora "fame". Sarà un cambio scontato, se non immediato ma di prospettiva, quello della Juventus. I tifosi bianconeri non digeriscono la gestione Ranieri. In parte hanno ragione (poco condivisibili alcune decisioni avallate lo scorso mercato dal mister), in parte hanno torto (i risultati sono comunque sotto gli occhi di tutti). Antonio Conte Juve-style. Sfumata l'ipotesi Napoli, per l'attuale tecnico del Bari, il ritorno alla Juventus rappresenterebbe il sogno di una carriera; preparato ed umile, ma soprattutto molto testardo. Quello che serve in questo momento alla vecchia Signora per rinascere. Non subito però. A Conte è consigliato un primo anno di serie A: preferibilmente con il suo Bari. Lasciarsi a giugno sarebbe un errore per entrambi. Meritano il salto di qualità Allegri (Cagliari), Zenga (Catania) e Mazzarri (Sampdoria), nonostante i risultati poco brillanti di quest'anno in blucerchiato. Tornando alla Juventus: considerata la scontata permanenza di Prandelli a Firenze, una valida alternativa immediata a Ranieri potrebbe essere rappresentata da Gianpiero Gasperini. Non ci "azzannino" a Genova. A Torino lo vogliono, i tifosi bianconeri lo hanno votato in massa ad un sondaggio di Tuttojuve.com. Napoli ha già cambiato. Resta discutibile la decisione di De Laurentiis di puntare in corsa su Donadoni, poco esperto in materia di club. E' giunto al capolinea il rapporto tra Delio Rossi e la Lazio, non si meravigli nessuno se a fine anno Lotito tornasse a cercare Leo Acori; difficilmente resterà a Livorno. Comunque vada. La Lazio il sogno di una vita. In Serie B, oltre ai già citati Conte ed Acori, meriterebbero una seconda opportunità Brucato (esonerato a Mantova, ma i fatti hanno dimostrato che le colpe erano altrui), Apolloni, sorpresa a Modena nonostante la pesante sconfitta di ieri, Madonna dell'Albinoleffe e Foscarini del Cittadella. Le garanzie portano il nome di Somma, Maran e Mandorlini. Una delusione: Gregucci. Le scommesse da non ripetere: Baldini, Castori, Incocciati e Chiarenza. Per la B dell'anno prossimo due consigli arrivano dalla C1: Notaristefano del Novara e Bisoli del Cesena. Nonostante l'ottimo campionato disputato fino a questo punto a Gallipoli, non ce la sentiamo di consigliare il Principe Giannini. Chissà, un giorno potremmo cambiere idea e gli restituiremmo il trono.

Fonte Michele Criscitiello per Tutto mercato Web

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