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Toro, ecco Giampaolo


Marco Giampaolo ci sta pensando. Al Torino, si intende. E' questo quel che emerge dopo aver parlato con lui al telefono, anche se sta bene attento a non rilasciare alcuna dichiarazione. Ci sta pensando: sta pensando alla Serie B, alla Lazio unica società di A rimasta senza allenatore, al suo essere tra i grandi emergenti, al fascino granata ma più prosaicamente all'offerta avanzata da Cairo & Foschi. Offerta che non è bastata, già una volta, a convincere Delio Rossi. Sarà sufficiente per l'ormai ex-tecnico del Siena? Concediamogli ancora un po' di tempo.

Quanto? "Poco", secondo le ultimissime parole pronunciate dal presidente del Torino. "Poco" non è una quantità di tempo esatta, ma evidentemente non ci si può sbilanciare più di tanto; perchè dipende dalla risposta di un'altra persona, Giampaolo appunto, e non solo dalle proprie volontà. Colantuono, in stand-by, non gradisce più tanto di essere la costante seconda scelta, e vuole chiarezza. Anche il pelato, come i tifosi granata, spingono perchè si chiuda al più presto. Deve partire una stagione, lunga.

Vergogna Toro, vergogna tifosi


Una buona notizia dopo la domenica dell'indecenza a San Siro. Giancarlo Abete, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, stamane ha annunciato: "La Figc sta pensando di organizzare una partita, anche non agonistica, per celebrare un grande campione come Paolo Maldini. La contestazione nei suoi confronti? È stata una cosa vergognosa. Maldini merita il rispetto di tutti per quello che ha rappresentato e rappresenta. Certe cose sono incomprensibili". Siamo doppiamente grati ad Abete: per avere condiviso la proposta del tributo a Maldini, lanciata un mese fa da Quotidiano.net e, soprattutto, per avere pronunciato parole chiare e forti contro quegli striscioni e quei fischi ributtanti che una frangia di tifosi milanisti ha riservato al Capitano nel giorno del suo addio al Meazza.
Una contestazione che non sta né in cielo né in terra e suona ancora più disgustosa, essendo stata inscenata anche sotto gli occhi della moglie Adriana e dei due figli del fuoriclasse, Christian, 12 anni e Daniel, 7 anni nonchè di suo padre Cesare, dei suoi cari e di 71.500 milanisti che a Paolo hanno riservato applausi, lacrime ed emozioni. Per non dire dei giocatori della Roma, scesi in campo con la t-shirt che recitava "Grazie Paolo, grande capitano".
Maldini non è mai stato un ruffiano, un opportunista, un conformista. Maldini è un uomo vero e rende lillipuziani dello spirito quelli che lo insultano e che lo offendono. E non ce ne frega nulla sapere se siano "un'esigua minoranza". Sono sempre troppi. Roberto Baggio, oggi sulla Gazzetta ha scritto parole giuste: "Paolo è stata l'ultima persona che ho abbracciato su un campo di calcio, il 16 maggio di cinque anni fa, quando è toccato a me, proprio in un Milan-Brescia. Ci siamo incrociati in mezzo al campo: ho sentito che in quell'abbraccio gli trasmettevo qualcosa e lui a me... Chi ha dato tutto come Paolo non avrà mai rimpianti. Gli sono vicino con tutta l'intensità che deriva dal nostro percorso comune".
Siamo tutti con Maldini. E siamo tutti con Gasperini, tecnico di un Genoa leale e onesto che a Torino ha giocato benissimo e ha meritato di vincere, pur sopportando l'incredibile, isterica reazione finale di una squadra che, se retrocederà in B, dovrà scatenare una rissa con se stessa e con la propria società, per i suoi errori e i suoi orrori. "Caro Cairo, ecco il tuo fallimento", ha titolato stamane Tuttosport, fondato da Renato Casalbore, scomparso a Superga il 4 maggio 1949 con il Grande Torino. "Dal settembre 2005, Cairo ha cambiato o delegittimato sei direttori sportivi (Salvatori, Tosi, Antonelli, Lupo, Pederzoli, Foschi: pure quest'ultimo avrebbe le valigie pronte, annota Piero Venera). Con gli allenatori non ha combinato di meglio, passando e ripassando in rassegna De Biasi, Zaccheroni, Novellino e Camolese...". E lasciamo stare il battaglione di giocatori presi e ceduti, sennò facciamo notte.
Non ne possiamo più di dietrologie, malignità, culture del sospetto e dell'insinuazione: vogliamo una buona volta imparare ad accettare i verdetti del campo, qualunque essi siano? Vogliamo imparare a perdere? Vogliamo piantarla di cercare alibi, di recriminare, di giocare a scaricabarile? Un altro calcio è possibile. Ma non questo. Non merita né Maldini né Gasperini né tutti quelli che lo onorano.

Toro, sei ridicolo

La sconfitta del Toro allo scadere, la serie B ad un passo e poi la rissa. Torino-Genoa si è chiusa malissimo, e il giorno dopo il presidente granata Urbano Cairo cerca di spiegare cosa è successo: «Abbiamo ancora una piccola speranza che domenica siano tutte partite vere, non solo le nostre... Il campionato non è ancora chiuso- dice a Radio Anch'io Sport- Non è piaciuto sentire alcuni commenti della Menarini o di Di Vaio. Quando il presidente del Bologna dice che non si sono pestati i piedi col Chievo. Non ho visto una parata di un portiere, nemmeno un tiro in porta. Se questa è una partita vera... Il Genoa con noi ha giocato come se dovesse vincere lo scudetto. E mica mi lamento. L'Europa per loro era svanita dalla domenica prima, ma anche se non avesse avuto quell'obiettivo è giusto che il Genoa abbia fatto la sua partita. Ma deve essere così sempre».

LA RISSA
- Certo, il risultato non giustifica quel finale... «Un finale che non condivido, ma ci sono le provocazioni di Thiago Motta che zittiva la panchina, o lo stesso Olivera che ha dato un pugno a Colombo. Ho visto anche tifosi del Genoa in campo. Guardiamo bene le immagini. Chi ha provocato tutto è stato Thiago Motta, nel momento in cui gli animi sono esacerbati. Nella vittoria un filo di signorilità ci vorrebbe. Ma non giustifico nulla, multerò i miei giocatori che hanno sbagliato. Abate lo multerò, è chiaro. Ma credo che anche qualcuno del Genoa andrebbe multato. Il Genoa non ha saputo vincere. Gasperini ha detto cose da primo della classe. Ora mi auguro che il Catania faccia una bella partita col Bologna, domenica prossima. Zenga ha detto che andrà via, e poteva evitare di anticipare la sua decisione, ma ciò non toglie che possano fare una bella».
Cairo si lamenta, di cosa poi non si capisce. Dice che Chievo e Bologna si sono divisi un punto che ha fatto comodo ad entrambe le squadre: si, è vero, ma, caro Cairo se la tua squadra avesse vinto o quantomeno pareggiato contro il Genoa, il punto del Bologna sarebbe valso a poco, anzi a niente! Quindi, un bel esame di coscienza bisogna farselo per chi ha allestito una rosa scadente ed insufficiente e, soprattutto, da chi ha cambiato tre allenatori non dando a nessuno la fiducia necessaria per guidare un gruppo in una piazza come quella di Torino. E poi, Cairo ricordati come hai vinto la partita col Napoli... Hai la memoria corta!

Torino, Novellino in bilico

Non si respira l'aria dei giorni migliori a Torino, sponda granata. La sconfitta contro l'Atalanta, il terzultimo posto in classifica con soli 24 punti all'attivo e i dodici punti conquistati nelle ultime tredici giornate non fanno stare tranquilli Walter Novellino, dall'8 dicembre nuovamente sulla panchina del Toro. Sono in molti a vedere vicino l'ennesimo ritorno di De Biasi alla guida della squadra.

IN BILICO - E' slittato il summit in programma questa mattina tra il presidente Cairo e il direttore sportivo Foschi. Il numero uno granata ha confermato, quindi, la scadenza a termine del contratto del tecnico campano, ma la sensazione è che per il suo futuro si aspetti di vedere l'esito della sfida di domenica prossima in casa contro la Sampdoria. In caso di sconfitta potrebbe ritornare, come detto, Gianni De Biasi ancora sotto contratto col club granata.

I PRECEDENTI - Per Cairo si tratterebbe di tenere sotto contratto due allenatori. Questo, però, non sembra essere un problema per il numero uno granata. Già due volte in passato, dopo essere stato esonerato, De Biasi è poi stato richiamato sulla panchina del Torino. La prima volta accadde nella stagione 2006/07. Il tecnico venne esonerato prima ancora di iniziare la stagione per poi essere nuovamente alla guida della squadra dopo 14 giornate, portandola alla salvezza. Allontanato nuovamente a fine stagione in favore di Novellino, Cairo richiamò De Biasi nell'aprile del 2008 per poi esonerarlo dopo la sconfitta casalinga contro la Fiorentina (1-4, ndr) dell'attuale stagione.

ULTIMA SPIAGGIA - Per Novellino, quindi, la sfida con il club blucerchiato sa tanto di 'ultima spiaggia'. Cairo proprio ieri ha parlato di "dieci finali" riferendosi alle sfide che mancano alla conclusione dell'attuale stagione. Il grande balzo in avanti sul piano dei risultati e del gioco da parte del Chievo e le discrete prestazioni di Bologna e Siena non fanno star tranquillo il presidente granata che già domenica potrebbe prendere la decisione di esonerare ancora una volta Novellino.

Fonte La Repubblica

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